ARMADIO

L'armadio è qui un luogo ideale.

Nonostante esista fisicamente, come ho avuto modo di dire nella storia, che vi ho raccontato, l'ho scelto come contenitore immaginario delle mie passioni e dei miei hobbies, anche quelli che con esso non hanno nulla a che vedere.

Oltre ad essere il simbolo del mio mondo creativo, l’armadio raccoglie tutto quello che, per esteso, mi piace fare.


La scelta non è stata casuale, perché dietro le ante, ben ordinato, c'è tutto l'occorrente per il ricamo a punto croce, che è stato senza dubbio il mio primo vero passatempo.

L’unico che ho praticato in maniera continuativa, e pure con estrema soddisfazione, per alcuni anni.


L'armadio è - dovrebbe essere - il luogo delle mie soddisfazioni personali, della mia realizzazione, del mio benessere.

E questo succede, quando dietro le sue ante la confusione e l’accumulo rimangono entro limiti ragionevoli.

Il che avviene di rado.

Ne deriva, quindi, che l’armadio diventa spesso luogo di frustrazione e di fastidio, di insofferenza e di ansia.


Amore ed odio, dunque.

Momenti di esaltazione, che si alternano a momenti di sconforto.

Perché per me non ci sono mai sfumature di grigio.


Nell’armadio vive stabilmente, da tempo immemorabile, una colonia di fedelissimi: gli incompiuti.

Negli anni si sono molto ridotti – anche per via di uno sterminio di massa legato ad un momento di grande esasperazione – ma non sono mai scomparsi del tutto.

La loro prolungata presenza dietro le ante gli ha regalato il lugubre appellativo di armadio dei morti.

E su questo c’è ben poco da dire.


Più correttamente poco da dire e molto da fare.


Ho aperto il blog con la speranza di poter dare un ritmo alle mie molteplici attività, di poterle portare avanti con più metodo e più costanza, terminandole nel minor tempo possibile.

Non credo sia interessante leggere di lavori non completati, di idee realizzate solo in parte o esistenti solo nella mia testa.

Dover mostrare un risultato, dandosi scadenze precise, dovrebbe illuminare la mia strada, permettermi di accelerare i tempi, fare quello che al momento non sono in grado di fare: gestire tutto!


Direi di passare direttamente al Piano B.


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