Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

31 dicembre 2013

I miei folletti

Per concludere la mia carrellata di creazioni natalizie (ve ne avrei mostrate molte di più, se non fosse stato per l’influenza), perché normalmente con il primo gennaio io comincio già ad essere insofferente verso qualsiasi oggetto mi ricordi il Natale, vi voglio presentare alcuni amici che ci fanno compagnia durante le Feste.

Inizialmente inventati per decorare l’albero di Natale, grazie anche al contributo del Pripi, hanno preferito sistemarsi in giro per la casa e dalle loro postazioni, neppure troppo defilate, ci osservano quotidianamente.

Che cosa mi è servito per realizzarli?

30 dicembre 2013

La mia tovaglia delle Feste

Una delle mie creazioni preferite, natalizie e non, è sicuramente la tovaglia di Natale, che conservo gelosamente e che uso con gioia, ma sempre con l’ansia che si rovini.

Capisco che non sia molto sensato, ma se penso a quanto tempo ci ho dedicato, qualsiasi cosa minacci la sua integrità viene guardato con sospetto. Infatti, dopo averla usata anche solo una volta, finisce direttamente in ammollo e poi in lavatrice, per evitare che qualche minuscola macchiolina mi sfugga e si fissi sul tessuto.

28 dicembre 2013

Feltro riciclato per gli addobbi di Natale

A chi non è capitato di usare il feltro per un motivo o per l’altro? Nonostante io non sia una fanatica del genere e debba ancora imparare a tagliarlo come si deve, riconosco che è un bellissimo materiale, che può dare vita ad oggetti fantastici.

Negli anni scorsi mi è capitato di usarlo per creare addobbi di Natale di vario tipo che, un po’ alla volta, vi vorrei pure mostrare.

Oggi, però, vorrei farvi vedere altri addobbi che ho realizzato l’anno scorso, utilizzando gli scarti di quelle lavorazioni. Scarti che più scarti non si può, minuscoli pezzetti che uno farebbe prima a buttare nel bidone. Ma io, quando si tratta di stoffe, sono davvero restia a gettare anche il più piccolo ritaglio: è più forte di me.

27 dicembre 2013

Alberelli di polistirolo

00. copyrightNonostante il Natale sia passato, siamo ancora in clima di festa e, per recuperare il troppo tempo perduto a causa della mia super influenza con annessi e connessi, ho deciso di mostrarvi comunque alcuni dei miei lavoretti natalizi.

L’anno scorso, decisa a smaltire il troppo materiale accumulato, ho creato di tutto e di più, inventando anche oggetti che non erano proprio previsti e che, in fondo, mi servivano anche poco, come gli alberelli qui a fianco.

Avevo comprato vari coni di polistirolo per completare il presepe, ma non ero riuscita a trovare l’idea giusta per decorarli: tutto quello che mi veniva in mente non era adatto allo stile dello stesso. Così ho lasciato perdere.

Un giorno, però, con l’idea di fare spazio nell’armadio (c’è sempre troppa roba lì dentro), mi sono imposta di utilizzarli.

Avevo a disposizione tre coni di due misure diverse (20 e 12 cm); ho destinato i più grandi a casa mia e il più piccolo alla scrivania di mio marito, che – per la prima volta dopo tanti anni – aveva deciso di portarsi un po’ di Natale in ufficio.

coni polistirolo con numero

Con un filato di lana mélange color verde/grigio/nero, ultimo gomitolo di una maglia che mi ero fatta un sacco di anni fa, ho rivestito i coni di polistirolo, precedentemente spalmati di colla vinilica. Avevo provato anche con la colla a caldo, ma non l’ho trovata adatta.

Poi sono passata alle decorazioni.

Sul primo, tutto all’insegna del rosso, ho attaccato perle (riciclate dalla decorazione natalizia di un pacco), funghetti, stelline e qualche pendente luccicante.

01. copyright

Sul secondo, invece, che volevo più delicato, ho appiccicato perle bianche di dimensione diversa e cristalli di un verde/giallo molto particolare. Ho aggiunto, per completare, anche delle perline argentate.

02. copyright

Al più piccolo ho dedicato meno attenzione e cura, essendo destinato all’ufficio (sia mai che qualcuno lo porti pure via!), e me la sono cavata con qualche minuscola perlina rossa.

03. copyright

Quest’anno, quando abbiamo riaperto i pacchi degli addobbi, il Pripi si è impossessato dei tre alberelli e li ha collocati vicino ai nostri letti. Quelli grandi sui comodini di mamma e papà (mi domando come abbia fatto a capire che quello bianco è il mio preferito) e quello piccolo vicino alla sua luce per le letture serali. Naturalmente l’ufficio è rimasto senza addobbo.

La cosa buffa è che, durante la mia influenza, quando lui dormiva con il papà ed io nel suo letto, gli alberelli peregrinavano da una stanza all’altra, seguendo il loro legittimo proprietario, perché l’albero di papà deve stare con papà, quello di mamma ovviamente con mamma e quello mignon con il Pripi.

Un lavoretto semplice, ma di sicuro effetto.

 OrdinataMente

(questo post ha ricevuto il premio Top of the Post per la settimana dal 23 al 29 dicembre 2013; grazie Koko Pi)


Aggiornamento del 9 dicembre 2017

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26 dicembre 2013

Di influenza, di antibiotico-droga e di un Natale di emme

ANTIBIOTICO MERDACari lettori, sono tornata!

Mi siete mancati, mi è mancato il mio blog, mi è mancato scrivere, raccontarvi i preparativi per il Natale (che in verità non ci sono stati), mi è mancato leggere gli articoli delle mie amiche blogger, mi sono mancati i vostri commenti (anche se, ovviamente, non c’era nulla da commentare), mi è mancato commentare i vostri post (anche se qualche riga, fra un delirio e l’altro, l’ho pure lasciata, non mi ricordo dove però), mi sono mancati i gruppi di cucito su Facebook, mi sono mancati quelli creativi, quelli di maglia, di riciclo e tutti quelli cui sono iscritta.

25 dicembre 2013

17 dicembre 2013

Finalmente il mio presepe

Dopo una settimana di influenza pesante (ma quanto bastarde sono diventate le influenze?) sono qui a presentarvi il mio favoloso presepe. Sì, lo so, non è il massimo farsi i complimenti da soli, ma io ne sono davvero orgogliosa.

Avete già dato un’occhiata al pastore e alla sua pecorella? Se non l’avete fatto, vi consiglio di farlo, perché solo così potrete comprendere meglio il modo, in cui ho costruito il resto dei personaggi.

10 dicembre 2013

Il pastore e la pecorella - Un pezzo di presepe in trasferta alla scuola materna

L’anno scorso ho cominciato a fare il presepe. È stata una sorpresa anche per me, perché non era mai stato nelle mie intenzioni farne uno. Io amo l’albero in tutte le sue forme ed è così da sempre. Però quando mi sono resa conto che la produzione di addobbi doveva assolutamente fermarsi, perché in casa ci sono dei limiti di spazio e mio marito non può farsi venire un infarto, portando su per quattro piani alberi oltre una certa dimensione, ho indirizzato le mie velleità su altro.

Ma poi, dai, non è che sia stato chissà che sforzo. Per i bambini il presepe ha sempre un certo fascino e il Pripi si è dimostrato davvero contento di questa nuova iniziativa. Direi, anzi, che ha contribuito non poco, assieme al suo papà, alla realizzazione, perché sono stati loro a procurarmi i materiali adatti allo scopo.

8 dicembre 2013

La Corona dell’Avvento - Cinque consigli per non fare pasticci

Qualche giorno fa vi ho raccontato della mia ultima esperienza alla scuola materna del Pripi e vi ho accennato al fatto che stavo preparando una Corona dell’Avvento anche per noi. Visto che il lavoretto davanti ai bambini era stato molto semplice ed aveva richiesto poco tempo, mi pareva tutto sommato una buona idea.

Ma questa nuova decorazione natalizia, così come il Calendario, non era proprio prevista e la sua realizzazione, per quanto breve, mi ha scombinato un po’ i piani (doveva essere assolutamente pronta per la domenica) ed ho dovuto prepararla davvero di corsa.

6 dicembre 2013

L’orsetto e il riccio - Sergueï Kozlov

l'orsetto e il riccioA fine ottobre la Biblioteca Comunale di Trento ha messo in vendita più di diecimila volumi usati. Infatti, come accade ormai da una decina d’anni, a seguito della consueta revisione annuale, le pubblicazioni ritenute non più adeguate, vengono proposte a chi è interessato con il sistema del ribasso giornaliero e i prezzi sono davvero convenienti.

Se si è fortunati, se si ha la pazienza di cercare e se si ha voglia di passare una giornata compressi in una sala con decine e decine di altri lettori, è un buon modo per portarsi a casa una bella scorta di libri e libretti spendendo, l’ultimo giorno, solo 1 euro a libro, indipendentemente dalla tipologia dello stesso.

APPUNTI DI CUCITO - Le asole

Esistono tre tipi diversi di asola:
  1. asola a macchina
  2. asola a mano
  3. asola volante
L’asola va sempre fatta con il tessuto doppio; è di pochi millimetri più larga del diametro del bottone.

APPUNTI DI CUCITO - Gancetti, ganci per gonna, bottoni automatici, alamari

Attaccatura di gancetti
 
I gancetti sono composti da due elementi: uno ad uncino (maschio) e l’altro ad asola (femmina). Terminano ambedue con due anellini che servono per fissarli al tessuto.
 
La posizione varia secondo il tipo di allacciatura.
 
Quando i bordi devono combaciare, si deve cucire la femmina sul rovescio del tessuto, facendola sporgere leggermente, mentre il maschio resterà un poco all’interno.
 
01. gancetti 1
 
02. gancetti 2
 
Quando l’allacciatura è sovrapposta, si deve applicare il maschio sul rovescio del lato sovrastante, un po’ all’interno; la femmina, invece, va applicata sul diritto del bordo che rimane sotto.
 
La femmina può essere sostituita da una barretta di filo ricoperta a punto festone (= asola volante).
 
03. gancetti 3
 
Attaccatura di ganci per gonna
 
Nelle allacciature delle gonne si possono sostituire i normali gancetti con un solo grosso gancio.
 
Il gancio va fissato sia sui lati corti sia su quelli lunghi.
 
La femmina va attaccata sulla sinistra dell’apertura, con l’asola sporgente verso l’esterno; il maschio va applicato sulla destra, a filo della cerniera.
 
È una chiusura molto più resistente di quella dei gancetti.
 
04. ganci per gonna
 
Attaccatura di bottoni automatici
 
I bottoni automatici sono composti da due elementi di metallo, il maschio e la femmina, che, incontrandosi, combaciano perfettamente.
 
Sono particolarmente adatti per allacciature piatte e/o nascoste e che non devono essere sottoposte ad eccessivo sforzo.
 
Gli automatici devono essere cuciti su tessuto doppio rinforzato: il maschio all’interno della parte sovrastante dell’allacciatura e la femmina sulla parte sottostante.
 
L’ago va passato più volte nei singoli buchi, finché vengono completamente ricoperti dal filo.
 
Nei capi eleganti si usa, di solito, ricoprire l’automatico con un disco di fodera in tinta con il tessuto. Nella parte maschio si deva forzare la fodera fino a perforarla.
 
05. bottoni automatici
 
Attaccatura di un alamaro
 
Per applicare l’alamaro, usare dei punti nascosti tutto intorno.
 
06. alamaro

5 dicembre 2013

Il mio Calendario dell’Avvento

08. copyright

La realizzazione di questo Calendario dell’Avvento risale ad almeno quindici anni fa, ad un periodo in cui il mio hobby preferito, per non dire l’unico, era il ricamo a punto croce.

Ci sono talmente affezionata, che non ho mai pensato di sostituirlo e proprio perché lo usiamo ancora con gioia, divertendoci a spostare il bottoncino rosso da un giorno all’altro, non avevo mai, fino a quest’anno, preso in considerazione l’idea di crearne uno apposito per il Pripi, uno di quelli che ai bambini piacciono tanto, con le finestrelle che si aprono e che contengono tante piccole sorprese.

3 dicembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il gioco degli addobbi preferiti

Ci vuole un albero di Natale.

Poi ci vuole un porta albero di Natale.

Dopo ci vogliono le lucette.

Dopo bisogna avere il puntale.

Dopo ci vogliono degli addobbi.

Adesso ci vogliono tutte le cose da mettere in giro per la casa.

E dopo devi … puoi giocare a scegliere l'addobbino che ti piace di più.

Si può giocare solo in tre: me, Cipi Cipi e Piri Piri.

Cipi Cipi è un uccellino e Piri Piri sono le due formichine.

Ecco, se avete ben chiari questi punti, siete davvero pronti a giocare al Gioco degli Addobbi Preferiti, parola di Pripi.

Nello scorso fine settimana abbiamo fatto l'albero e abbiamo addobbato la casa come da tradizione, la nostra tradizione. Un'abitudine nata per caso, poi mantenuta negli anni, semplicemente perché ci piaceva così.

Addobbi e decori sono conservati in cantina, sigillati meticolosamente in buste di plastica trasparente: numerosi minuscoli pacchettini (con tanto di bustina profumata) che contengono tre/quattro cose al massimo e che poi vengono riposti in scatole ben ben sigillate. Fatta questa premessa, risulta chiaro come sia pressoché impossibile prendere una qualsiasi decorazione senza tirare fuori tutto il resto.

I primi tempi l’operazione di recupero  avveniva più avanti, attorno o addirittura dopo l’Immacolata, poi l'esigenza e la volontà di usare il mio Calendario dell'Avvento  fin dal primo giorno (e ti credo, con tutto il lavoro che mi è costato!), ci ha inevitabilmente portati ad anticipare i tempi. Non che sia un grande sforzo comunque, soprattutto da quando c'è il Pripi!

Una volta portati su tutti gli scatoloni, più o meno sei viaggi per quattro piani di scale, si procede con un rituale sempre uguale a se stesso, non per questo meno bello: si va a prendere l’albero, lo si sceglie con cura, lo si trasferisce a casa, lo si lascia fuori dalla porta almeno fino a quando non sia stato sistemato il piedestallo.

E poi? Poi ci si mette comodi, si schierano macchina fotografica e videocamera e ci si prepara per il taglio della rete. Quest’anno il Pripi ha fatto tutto da solo, ha preso la sua forbice con le punte arrotondate e i manici rossi e, con molto entusiasmo, si è messo all’opera. È salito sopra una sedia per arrivare fino in cima e noi lì, inebetiti, a guardarlo, neppure fosse un'autorità che taglia il nastro all'inaugurazione di una mostra d'arte!

Siamo già arrivati al suo sesto Natale e la cosa fa un certo effetto, non si può nasconderlo, ma queste sono le considerazioni di tutti i genitori che vedono i bimbi crescere in fretta e il tempo che corre via troppo velocemente. Ma bando alla malinconia, è un bel momento questo, è una giornata speciale per tutti noi e non sono previste lacrime, neppure lacrimucce di commozione.

A Papallo spetta il compito di inserire nello stereo il cd dello Schiaccianoci che da sempre accompagna questo nostro momento magico. Al Pripi questa abitudine, nata molto prima di lui, piace abbastanza (io ascolto la musica rock), ma passa il tempo a chiedere quando arrivano i funghetti. Ve li ricordate i piccoli funghetti danzanti in Fantasia? Ecco quelli!

Ecco, tutto é pronto: l'albero, la musica, tutte le scatole aperte e .... Non vorrete cominciare senza di noi, vero? … Certo che no! Vi stavamo aspettando!

Ed è davvero così, perché Cipi Cipi e Piri Piri avevano già annunciato il loro arrivo. Del resto, quando arriva il Natale, loro sono sempre dei nostri! Anche loro sono, un po’ come i Panini, parte della famiglia e sono senza dubbio i compagni ideali per fare il Gioco degli Addobbi Preferiti, anzi senza di loro il gioco non si può davvero fare.

Cipi Cipi, come ci ha spiegato il Pripi, è un uccellino nato dalle mani di Papallo, ovviamente per caso. Uno di quei personaggi che nascono così al volo (letteralmente) per allietare i nostri bimbi e che, normalmente, vengono subito dimenticati, perché troppo legati ad un momento preciso e quindi spesso poco utilizzabili in altri contesti. Cipi Cipi, invece, è rimasto, ha continuato a volare in giro per casa, a incrociare gli altri amici, a vivere avventure immaginarie.

Le Piri Piri, invece, che viaggiano sempre in coppia, sono due formiche, per la precisione Piri Piri Destra e Piri Piri Sinistra, anche queste nate dalle mani di papà. Il loro nome è onomatopeico al 100%, perché le Piri Piri emettono questo verso inconfondibile – piri piri – tanto che una frase del tipo Formiche, piripate un po’ sta a significare più o meno Formiche, fatevi sentire (dal Quaderno delle Parole).

Tornando al nostro gioco, questi personaggi, nati in momenti molto lontani dal Natale, si sono inseriti a forza in un terzo gioco che facevamo con il Pripi piccolissimo. Più che un gioco, lo definirei un passatempo, un semplice momento di osservazione, nulla di particolarmente geniale, che consisteva nel mettersi sotto l’albero, indicando gli addobbi che piacevano di più.

Come molti genitori sanno bene, la fantasia dei bambini, mischiando le cose più disparate, riesce a creare giochi e situazioni impensabili per un adulto ed ecco allora che un uccellino, delle formiche, un bambino, un papà o una mamma (mai tutti e due insieme) seduti attorno ad un albero appena addobbato possono giocare al Gioco degli Addobbi Preferiti, come fosse la cosa più naturale del mondo.

E non solo una volta, badate bene! Due, tre, quattro … decine di volte, praticamente ogni giorno nelle settimane che precedono e seguono il Natale. Certo per gli adulti non è il massimo dell’allegria, perché il gioco – dopo un po’ – è alienazione pura, ma quando il pargolo si diverte così tanto, come si fa a sottrarsi?

Vi sta passando la voglia, lo vedo. Vi interessa sempre sapere come si gioca? Con ottime probabilità, non avendo a disposizione un Cipi Cipi e delle Piri Piri (e sono certa che vi guarderete bene dall’informare i vostri bimbi della loro esistenza), il gioco non è poi così interessante. Ma io ve lo spiego comunque, non si sa mai … un momento di follia può sempre capitare.

Che cosa si deve fare esattamente?

Ci si siede attorno all’albero di Natale, partendo dal dietro (che per noi significa necessariamente salire sulla scala che porta in soppalco) e si prosegue a turno, prima Cipi Cipi, poi le Piri Piri, infine il Pripi (che si traduce prima mamma/papà, poi ancora mamma/papà, infine il Pripi), dichiarando solennemente …

(tocca a Cipi Cipi, che essendo dotato di ali sceglie sempre le decorazioni in alto)  … il mio addobbo preferito èle campanelle d’oro

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(adesso tocca alle Piri Piri) … il mio addobbo preferito è … la pallina bianca di stoffa della mamma …

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(adesso tocca il Pripi) … il mio addobbo preferito è … la stella d’oro.

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Si prosegue con un’elencazione estenuante di tutti gli addobbi (e guai a dimenticarne) che già solo questa, considerando le dimensioni del nostro albero e la quantità di decorazioni che lo ricoprono, stroncherebbe un bue.

Esaurito il lato posteriore, si passa al lato sinistro, dove il rituale si ripete sempre uguale a se stesso:

il mio addobbo preferito è … l’angioletto bianco della mamma …

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… il mio addobbo preferito è … la stella di feltro bianca con la perla rossa …

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… il mio addobbo preferito è … la mela rossa ….

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Ho dimenticato di dirvi che mamma e papà, che impersonano sia il volatile che i due imenotteri, devono pure prestarsi ad alterare la voce e renderla piccola. In sostanza, se proprio proprio vi venisse l’ispirazione, dovreste parlare come foste un personaggio dei cartoni animati!

A questo punto un adulto normale comincia a dare segni di squilibrio, perché è conscio che il lato anteriore dell’albero e quello destro sono tutti da scoprire e da descrivere e, tenendo conto che sono anche quelli più visibili, sono inevitabilmente più ricchi di addobbi! Il che porta ad almeno un’altra mezz’ora di gioco.

Altra regola fondamentale è non ripetere mai un addobbo già detto e neppure nominare una decorazione che appartiene ad un altro lato  dell’albero (perché un albero di Natale che si rispetti ha dei lati e sono ben definiti, giusto?).

Avanti così allora:

… il mio addobbo preferito è … l’orsetto con il bastoncino di zucchero …

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… il mio addobbo preferito è …. lo gnomino della mamma …

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Ma quanti addobbi ci sono sul nostro albero? Troppi, ve lo dico io! E la cosa tragica è che molti sono pure mie creazioni, vi rendete conto?

Cari Lettori, finisce qui (ma solo per ora), con questo racconto un po’ visionario, la collaborazione con Barbara di Accidentaccio. Una bella esperienza che mi ha insegnato cosa significa lavorare in squadra e che mi ha dato modo di parlarvi di alcun giochi speciali che fanno ormai parte della mia famiglia.

Di giochi, naturalmente, continueremo a parlare e sempre con piacere, ma non potrebbe essere altrimenti, vi pare? Forse ci sarà un Giocando con mamma e papà - Il Ritorno, forse ci saranno nuove iniziative, forse ci saranno dei post di quando in quando. Barbara ed io, davvero, ancora non lo sappiamo.

Per intanto, e prima di salutarci, andiamo ad assistere ad un’appassionante Gara delle Macchinine;

andiamo a rivedere i giochi che vi ho proposto nelle scorse settimane: Il Labirinto di Carletto e Luigino, Il Gran Premio dell’Oca, Il Gioco dei Panini e La Casa degli Ombrelli;

e quelli che vi ha proposto Barbara: Di favole e travestimenti, La mappa del tesoro, Il gioco del twister, Il gioco della bottiglia

Leggete naturalmente anche quelli delle amiche che hanno partecipato alla nostra iniziativa Giocando con mamma e papà:

Grazie di aver giocato con noi!

Se invece volete aggiungere altre proposte non dovete fare altro che cercare la ranocchietta blu (che sarà attiva fino al termine dell’iniziativa) oppure lasciare un commento!

Arrivederci a presto!


Aggiornamento del 23 dicembre 2017

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2 dicembre 2013

Puntabile e dintorni

11) puntabile e dintorniPer quelli che, come me, amano creare, il periodo natalizio rappresenta un momento davvero magico. La casa diventa un vero laboratorio e si lavora in ogni minuto libero, perché il conto alla rovescia - che a casa mia comincia tradizionalmente il primo dicembre - non si ferma. Ventiquattro giorni passano alla velocità della luce e i nuovi addobbi non vedono l'ora di venire alla luce e di aggiungersi a quelli degli anni precedenti.

Ogni anno mi riprometto di limitare la produzione, ma l'occasione è troppo ghiotta e inevitabilmente all'Epifania mi ritrovo a recuperare altre scatole per ospitare i nuovi nati. Il problema è che, dopo circa vent'anni di lavoretti, risulta piuttosto difficoltoso trovare in casa angoli liberi da decorare.

Al contrario le tecniche da sperimentare sono ancora molte e l'entusiasmo si rinnova ogni volta.

Il primo ad essere collocato al suo posto è, invariabilmente, il puntale dell'albero di Natale .... il puntabile del Pripi ... oggetto comune, non handmade, ma che ha un ruolo importante: con lui cominciano le danze.

E festa sia!

Dentro e attorno all’armadio - Organizzazione dei materiali

Alla Scuola di Cucito per Negati, allegro e utilissimo gruppo Facebook, mi trovo davvero bene, non c’è alcun dubbio. In una decina di giorni ho già imparato molte cose, ho chiacchierato con varie maniache del cucito, ho già avuto una disputa con la simpatica Donatella (che fra il resto mi deve ancora un caffè!), ho cercato di rendermi utile, dando qualche modesto consiglio, ho ammirato i lavori delle altre creative e ho pure sbirciato negli angoli del  cucito di alcune molto-poco-disordinate-signore!

Infatti, qualche giorno fa, Barbara ha proposto un divertente argomento che ha subito catturato l’attenzione e che ha dato vita ad un vivace scambio di opinioni: Qual é l'angolo del cucito più disordinato?  Sorvolando sul fatto che io non ho visto molto disordine sopra quel tavolo (ma è anche vero che le foto mostrano solo ciò che noi vogliamo mostrare e, quindi, per quel che ne sappiamo, la suddetta Barbara potrebbe avere alle spalle montagne di stoffe, scatole e scatoline mezze aperte, fili e ritagli sparsi sul pavimento e via discorrendo), mi è venuto spontaneo pensare al mio angolo del cucito!

1 dicembre 2013

Voglio anch’io un calendario dell’Avvento

Va bene, me la sono cercata: se oggi sono in coma (non più del solito in verità) è perché, a forza di ammirare le proposte bellissime di tutte la amiche creative sparse per la rete, mi è venuta la brillante idea di fare un Calendario dell’Avvento per il Pripi.

Non che ne servisse necessariamente uno, visto che usiamo da anni il mio adorato calendario ricamato (e non lo sostituirei per nulla al mondo), ma mi è piaciuta l’idea di fare una sorpresa fuori programma al mio bimbo. Peccato che il fuori programma è stato più impegnativo del previsto.