Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

8 novembre 2013

Il pensiero Aristide - Rosanna Maggio

Oggi vi voglio parlare di una piccola grande storia: piccola, perché il libricino è davvero minuscolo, grande perché è un bellissimo racconto d’amicizia.

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Sono molto affezionata a questo libricino, era uno dei miei, di quando ero piccola. Costava ben 50 lire, come è scritto chiaramente sulla  copertina (il che vi dà l’idea di quanto sia vecchio) e faceva parte di una collana intitolata Le fiabe del sole.

Ve la mostro volentieri, dubito che sia ancora in commercio.

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Ho sempre amato Il pensiero Aristide e l’ho conservato per tantissimi anni in uno scatolone di libri, ben sigillato in cantina assieme ad altre letture per l’infanzia. Ho sempre considerato intoccabile quello scatolone e non vi dico la gioia che ho provato quando, alla nascita di mio figlio, sono andata a recuperare quel tesoro.

Adesso amo Aristide ancora di più, perché piace anche al Pripi (glielo ho proposto già molto tempo fa) e poi perché, l’anno scorso,  l’ho letto alla sua scuola materna ed è stata un’esperienza fantastica, tanto che proprio recentemente mi ha detto: Mamma, quando sei venuta quella volta a leggere la storia in classe … Aristide? … Sì, Aristide. Hai scelto una storia ottima. (dal Quaderno delle parole).

Il tema conduttore scelto a scuola, Un mondo di fiabe, fiabe del mondo, aveva dato l’opportunità alle nostre maestre di invitare i genitori a partecipare attivamente alle attività di sezione, leggendo un racconto liberamente scelto. Molta importanza era stata data naturalmente alle storie provenienti dagli altri paesi, essendo la nostra una scuola multietnica. E’ stata una bellissima iniziativa che ci ha permesso di passare una mattinata diversa con i nostri figli e i loro compagni.

Io naturalmente ho accettato subito l’invito con molto entusiasmo. Però non mi sono limitata a portare il libretto in classe e a leggerlo (è talmente breve che avrei terminato ancor prima di cominciare), ho voluto preparare qualcosa di speciale per coinvolgere i bambini, per intrattenerli più a lungo, per farli pensare e ragionare sul significato della storia stessa.

Così, viste le dimensioni del libretto, poco visibile da lontano, ho riprodotto su dei fogli molte immagini ivi contenute (la tecnica lascia molto a desiderare, ma io, come avrete letto, non so minimamente disegnare), integrandole con altre immagini scelte in Internet che mi pareva esemplificassero bene i concetti contenuti nella storia. A scuola il racconto è stato così prolungato, ne è nata una discussione, i bambini hanno detto la loro, intervenendo con grande gioia, aiutati anche dalle maestre.

Alla fine sono esplosi in un applauso spontaneo, mi hanno lanciato maree di bacini e non volevano quasi farmi uscire dall’aula, una vera baraonda. Ho ricevuto i complimenti dalle maestre per l’idea e mi è stato detto che mai prima i bambini avevano reagito così (qui ci può stare anche il vostro applauso!). Quel che è vero è che io mi sono quasi commossa, perché non mi aspettavo tanto ed è stato uno dei momenti più belli di questi anni di scuola.

Insomma Aristide non tradisce mai.

Attualmente le fotocopie del libricino albergano nel libro di sezione dell’anno scolastico 2012-2013, assieme ai miei disegni e alle foto di quella giornata magnifica. Come potrei non esserne orgogliosa?

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Ed eccoci qui tutti insieme, con tanto di tappeto rosso, quello che viene usato per le occasioni speciali.

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(con questo post partecipo a I Venerdì del Libro)

(con questo post partecipo anche a Best of the Year)

8 commenti:

  1. Grazie per aver pubblicato le foto. Non lo conoscevo e di sicuro me lo stamperò!
    (appena rimpiazzo le cartucce colorate che ops, ho terminato io! ma non diciamolo a mio marito).
    Complimenti per il progetto che hai realizzato. Fai molto bene ad esserne orgogliosa!

    Chissà se anche all'asilo che frequenterà Dado ci saranno queste iniziative.

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    1. Ciao Sabrina, bentornata. Non so se il libretto fosse conosciuto all'epoca o se fosse uno di quei libretti-meteora che compaiono e il giorno successivo sono già spariti. Pensa che ho provato a cercare informazioni sull'autrice, così per curiosità, mi credi che non ho trovato nulla? Quanto all'esperienza della scuola materna posso dire che è stata veramente grandiosa. Io partecipo sempre con grande entusiasmo a tutto quello che organizzano le maestre, fosse per me sarei sempre lì. Se penso che il prossimo anno mio figlio andrà alla scuola elementare mi viene già da piangere, perché alla materna ho trovato un ambiente meraviglioso e ho fatto anche parecchie amicizie, le maestre sono fantastiche e mi mancheranno tanto. Beh ... la scuola è qui a due passi, ti pare che non ci andrò più anche solo per un salutino? Ma poi con l'anno prossimo mi farò pure socia dell'Ente Gestore e ... insomma non si libereranno di me!!!

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  2. Wow! Bellissima idea e come sai, apprezzo tantissimo quando la scuola coinvolge i genitori e i genitori si lasciano coinvolgere!!!!

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    1. So che capisci, Stefania. In effetti questi momenti sono occasioni importantissime di scambio ed arricchimento umano. E poi il Pripi è felicissimo. Proprio l'altro giorno mi ha detto: "Mamma, tu sei venuta un sacco di volte alla scuola materna, vero?""Certo" - gli ho detto - "sei contento?". E la risposta è stata "Sì, molto". Dunque, sai, ne vale la pena anche solo per questo!

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  3. Beh, direi un ottimo modo di ridare vita ad un libro che senz'altro se lo merita! Brava!

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  4. Troppo bello Fede... mi è piaciuto da morire ... e tu sei troppo brava a descrivere e raccontare ...complimenti e grazie per avermi fatto conoscere questa bravissima scrittrice ...

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    1. Aristide, Giusi, non tradisce mai.
      Non può non piacere.
      E quella giornata rimane indimenticabile!
      Un abbraccio, cara amica mia!

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