Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

5 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Labirinto di Carletto e Luigino

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Carletto e Luigino sono due fratellini e su questo non c’è alcun dubbio, perché si assomigliano molto. Il fatto che siano praticamente identici porterebbe ad un’unica ovvia conclusione: gemelli. Deduzione assolutamente errata, perché non lo sono affatto; sono uno la fotocopia dell’altro, ma non sono gemelli, ve lo garantisco.

A questo punto o state già chiudendo la pagina oppure vi state cavando gli occhi per vedere meglio la foto e trovare qualcosa che vi è sfuggito. Risparmiatevi la fatica, non c’è nulla da trovare. Io ci ho provato mille volte a capire chi sia Carletto e chi sia Luigino, perché anch’io ho qualche problemino nell’identificarli. Solamente il Pripi sa perfettamente chi sia l’uno e chi sia l’altro.

Unico dato certo: Carletto è il fratello maggiore, Luigino è il fratello minore. E, se non li riconoscete, sentitevi comunque liberi di improvvisare, lo faccio pure io!

Tornando a noi, Carletto e Luigino sono due bambini abbastanza birichini, ma del genere simpatico, sul modello di Simpatiche Canaglie (se ve lo ricordate, siete anzianotti pure voi) e passano allegramente il loro tempo a compiere monellerie di ogni tipo, cacciandosi spesso nei guai. Normalmente sono inseguiti dalla mamma arrabbiata o dal solito poliziotto vestito di blu che li vuole mettere in galera; possono scappare su un treno di legno per una giornata intera oppure si arrampicano su un albero di Natale per sfuggire alle legnate di un papà furente per l’ultimo guaio commesso; saltuariamente finiscono pure in ospedale, dove vengono sempre  curati amorevolmente da una dottoressa dalle labbra rosse come le ciliegie.

Molto più spesso si avventurano in un labirinto misterioso, dove un Mago crudele custodisce una pietra preziosa, unica chiave verso il mondo esterno. Una volta dentro il labirinto risulta indispensabile ritrovarla, altrimenti la sorte è segnata.

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Il Mago, che normalmente se ne sta nascosto al sicuro su un’alta torre, non rende loro le cose facili. È lui il cattivo no? Nel corso del tempo ha costruito vari labirinti diversi fra loro per tipologia, forma e dimensione, ma non  ha mai rinunciato a seguire una certa regola: il labirinto non si può improvvisare, deve rispondere a canoni ben precisi.

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Il Mago ogni volta prende dal mucchione tutti gli elementi piatti a sua disposizione, le basi su cui costruisce la sua fortezza, e li posiziona sempre con la massima cura attorno ad un nucleo centrale sopraelevato che costituisce il cuore del suo sistema difensivo, il suo rifugio impenetrabile, il ponte di comando delle sue malefatte.

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Non mancano mai, ma questo è pure abbastanza ovvio, due porte, una d’ingresso e una d’uscita, posizionate in due punti posti all’estremità del labirinto.

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Le basi vengono poi unite le une alle altre con un sofisticato sistema di ponti che costituirà il sentiero obbligato che i nostri eroi dovranno poi seguire, un percorso che dovrà essere il meno lineare possibile, questo il Mago lo sa bene, perché i suoi nemici, quelli che vogliono rubare il suo diamante, non sono qui per una scampagnata ed è bene ricordarlo loro in ogni momento.

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Un ottimo sistema di difesa è costituito dalle due trappole giganti poste proprio dietro alle porte: la prima dovrebbe scoraggiare eventuali visitatori, la seconda costituisce l’ultima tortura per quelli che, se riescono ad arrivare fin qui, non avessero ben chiaro che è meglio non ritornare più.

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Le finestre, moltissime, vengono posizionate in punti strategici, di solito con l’apertura rivolta all’interno, in modo da ritrovarsi, una volta apertele, praticamente nel vuoto. Attenzione, dunque, la visita ai coccodrilli non è consigliabile.

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Il Mago crea distrazioni per gli sventurati, elementi del suo castello che possono essere fuorvianti, che danno indicazioni poco chiare, che creano confusione: è il caso del muro dei numeri e del muro delle figure che, normalmente, non mancano mai.

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Trappole mortali vengono disseminate lungo il percorso e auguratevi di non trovare mai i fiori velenosi: potrebbe esservi fatale.

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E non pensate neppure di starvene seduti su quella giostrina o di farvi una bella scivolata senza subirne le conseguenze: qui non siete al parco giochi! Potreste essere sparati in cielo o diventare pasto per quegli adorabili, piccoli rettili verdi.

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Una delle prove più terribili – e state certi non manca mai – è quella delle tre pentole: il passaggio si apre solo scoprendo la giusta combinazione. Non crediate sia facile.

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Muri spessi bloccano il passaggio e, se non l’avete capito, siete prigionieri!

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Aprite pure tutti i forzieri che trovate, potrebbero contenere il diamante, ma non è detto, potrebbero anche riservarvi brutte sorprese. In ogni caso non dimenticate mai di essere costantemente sotto controllo.

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Non fidatevi mai di niente e di nessuno: una pompa dell’acqua potrebbe anche sparare legnetti che alimentano il fuoco invece che spegnerlo. Tutto quello che trovate dentro al labirinto è ingannevole. Nulla è mai quello che sembra.

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Dovrete conquistarvi la salvezza sudando, arrampicandovi su scale o superando recinzioni altissime. E non è detto che siate in grado di farlo.

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Non inquietatevi, poi, se incontrerete strani personaggi – come il maiale parlante – che potranno esservi amici oppure no. Starà a voi scoprirlo.

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Ci sono ottime probabilità che, arrivati a questo punto, voi siate stremati, perché il Mago – l’avrete intuito - ha bisogno di almeno un paio d’ore per ultimare la sua opera. Ma, miei cari, il bello deve ancora arrivare. L’avventura comincia solo quando Carletto e Luigino si avvicinano a quella piccola porta rossa, esclamando … Oh guarda, Luigino, una porta. Ma dove porterà, Carletto? Non ne ho idea, andiamo a vedere.

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Stanchi di giocare? Mi auguro di no, perché c’è ancora una bella sorpresa per voi. Andate a trovare Barbara: vi parlerà Di favole e travestimenti.

E se la nostra iniziativa vi piace, non dimenticate che martedì prossimo l’avventura continua. Non mancate.


Aggiornamento del 15 novembre 2017

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9 commenti:

  1. Che bello! Ma quante costruzioni avete!!!

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    1. Ma tu guarda, Barbara, possibile che mi sia persa la risposta al tuo commento????
      Ahahahha, ne è passato di tempo dai tempi di Giochiamo con Mamma e Papà!!!!
      Adesso le costruzioni, soprattutto di Lego piccolo, sono triplicate!

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  2. tu sei assolutamente pazza.. mi piaci!
    Seguirò volentieri il tuo blog (come Duplo a casa mia siamo là!)

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    1. Ho guardato al volo il tuo blog ... non per dire ... mi sembri un tantino squinternata pure tu! Andremo di sicuro d'accordo!

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  3. Fantastico ... quasi le stesse avventure si comincia con i Lego poi ci saranno i transformer e dopo si comincia ... mamma non pestare il pugno volante di goldrake... passami l'alabarda che facciamo la guerra stellare ... via più veloce della luce... ma questa è un'altra storia ... bellissimooooooooo

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    1. Giusi, siamo già alla fase trasformers ...... e il pargolo si è appena sparato tutta la serie di Goldrake ...... per la gioia di mamma e papà, che così hanno la scusa per riguardarlo!!!!!

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  4. Ma queste idee sono davvero bellissime! Con le costruzioni poi, mai mi sarei pensata.....Brava! ^_^

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  5. Ciao Federica, che post giocoso! Il tuo Pripi ora sarà più grande, ma divertirsi con i Lego è facile a tutte le età! Anche i miei figli si sono divertiti tanto a costruire labirinti e piste per le macchinine, mentre con mio marito inventavamo per loro casette, culle, ruspe...soprattutto la sera sul tardi, quei brevi momenti di tempo che restavano dopo il lavoro per noi e dopo i compiti per loro. I mattoncini ci aiutavano ad allentare la morsa delle giornate velocissime ed intense per farci immergere nel mondo più sereno del gioco e della fantasia, a dimensione di bambino...e di genitore ^_^
    Che ricordi belli!
    Maris

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