Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

3 ottobre 2013

Un orologio personalizzato

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All’ultima festa della nonna (trasformata ormai in festa della famiglia, visto che la nonna di mio marito non c’è più da moltissimi anni) è stato organizzato un simpatico gioco a premi che ha coinvolto grandi e piccini. Ovviamente dei premi in palio non importava a nessuno, perché erano solo un pretesto per ridere, far confusione, aprire regali che non ti sarebbero mai serviti, vedere le facce di più di sessanta persone (la discendenza è davvero numerosa) con in mano cose assurde dall’origine spesso misteriosa.

Tutto sommato ci è andata anche bene: il Pripi si è trovato una cornicetta portafoto in legno, che, ho già deciso, verrà collocata nell’ancor disadorna cameretta marina, e che naturalmente dipingerò con i colori del mare; io mi sono beccata un mestolo da cucina e uno strofinaccio (che fanno sempre numero); il papà ha ricevuto un orologio da cucina arancione, pure funzionante.

Questo in effetti è stato il regalo più inutile, perché di orologi ne ho anche troppi e non avrei saputo davvero dove collocarlo, ma non l’ho gettato, l’ho messo nell’armadio. Di principio non butto via cose che funzionano e che, se non uso, al massimo posso regalare. Ma poi, dai, volevo dargli una possibilità.

Oggi il Pripi era stanco, me l’ha detto pure la maestra, quindi ho indirizzato i giochi del pomeriggio verso attività tranquille, proponendogli anche di fare un disegno un po’ speciale, che doveva avere uno scopo ben preciso. La curiosità ha avuto il sopravvento e la prospettiva di avere, a lavoro ultimato, un orologio tutto suo da appendere in camera, un orologio speciale come altri non ce ne sono in giro, ci ha permesso di passare quasi due ore di insolito relax (ché di solito i giochi del Pripi sono tutt’altro che tranquilli e riescono a prosciugarti davvero ogni energia).

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L’orologio in questione non era proprio dei peggiori, tutto sommato i colori vivaci lo potevano anche rendere interessante, ma le pubblicità stampate sul quadrante andavano veramente oltre le mie possibilità. E’ cominciato così, allegramente, lo smontaggio (che poi dire ad un bambino lo puoi smontare tranquillamente è come sfondare una porta aperta).

Prima di tutto abbiamo tolto la pila e il vetro (che poi tanto vetro non era, come potete ben immaginare);

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poi è stata la volta delle lancette, con il terrore di non riuscire più a riattaccarle da tanto erano leggere. 

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Il vetro-non-vetro ci è, quindi,  servito  come stampo per disegnare un cerchio della misura giusta, anzi due. Non essendo esattamente Giotto e conoscendo la mia incapacità artistica, ho preferito andare sul sicuro.

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I due cerchi sono stati poi incollati assieme per rendere il fondo un pochino più resistente e, soprattutto, per nascondere completamente le scritte che con un foglio solo sarebbero state ancora visibili. Un cartoncino sarebbe stato certamente più adeguato, ma non ne avevo proprio.

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Con la punta di un cacciavite a stella abbiamo praticato un foro nella parte centrale, nel punto esatto dell’attaccatura delle lancette, verificandone ovviamente subito il corretto posizionamento.

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Con l’aiuto di una squadra e di una matita ho suddiviso il cerchio in spicchi, corrispondenti alle canoniche frazioni di ora, e con il pennarello ho segnato il punto esatto in cui il Pripi avrebbe dovuto scrivere i numeri. La traccia a matita è stata poi cancellata.

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Tutto il resto è praticamente solo opera sua. L’ho solo invitato a fare attenzione, specie a scrivere i numeri, perché in caso di errore avremmo dovuto ricominciare da capo. Direi che è stato bravo, mi ha sorpreso l’impegno che ci ha messo, sono sincera.

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A quel punto bastava inventare lo sfondo. Mi sarei aspettata una bella nave, visto che è in una fase in cui è affascinato da qualsiasi cosa galleggi, e invece no, è andato sul classico.

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Ultimato il disegno non ci è rimasto che rimontare l’orologio…

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… che ora fa mostra di sé nella cameretta del Pripi.

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Noterete sicuramente che la casa è leggermente storta. Lo è perché la fretta di disegnarla è stata tale che non sono riuscita a raddrizzare il foglio prima che la cominciasse. Naturalmente ci siamo autoassolti per l’errore … tanto è una casa di montagna!

 

Questo post è parte di questa raccolta. Correte a vederla!

decoriciclo


Aggiornamento del 31 ottobre 2017

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10 commenti:

  1. e chi è Giotto a confronto ... non hai gettato questi due pezzetti di cuore ....
    trascorre il tempo ma loro sono sempre li .... bravissima
    giusi

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    1. Grazie, Giusi, devo dire che ci siamo parecchio divertiti!

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  2. bellissimo riciclo! ma non parliamo di regali inutili che c'avrei una montagna da riciclare
    carmen

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    1. Carmen, devo venire a casa tua. Voglio vedere la tua craft room!

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  3. :D bellissima la casa sulla montagna, penso che abbia optato per la casetta e non per la nave perche' questo lavoretto lo ha coinvolto intimamente essendo fatto assieme a te :) per cui prendilo come un dono speciale che gli rimarra' nel cuore.
    Grazie mille per esser passata dal mio blog, ora mi iscrivo al tuo in modo da esser sempre aggiornata!
    Roby
    Ps: e' veramente bello leggerti!

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    1. Ciao, Roby, benvenuta nell'armadio!
      Interessante interpretazione la tua, può essere.
      In ogni caso io, che sotto sotto sono una sentimentale, anche se non si direbbe, conservo meticolosamente ogni tipo di manufatto del pargolo, soprattutto disegni. Sono parte della sua/nostra storia: un tesoro inestimabile!

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  4. Bravissimo il Pripi!! L'orologio ha ritrovato la sua funzione, con un tocco personalizzato! Lo smontaggio degli oggetti ha un valore educativo, a nostro parere fondamentale, ancora meglio se, quando riassemblati funzionano bene, come in questo caso. ;) :) Buona serata!!
    Davide e Carmela

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    1. Devo dire, che era stato bravo ... soprattutto a terminare un lavoretto con me!
      Ché, normalmente, lui crea in maniera compulsiva, ma non vuole nessuno fra i piedi.
      A distanza di qualche anno, comunque, l'orologio resiste.

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  5. Molto più bella la seconda versione!
    Maris

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    1. Beh, Maris, altrimenti sarebbe finito diritto nel bidone!

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