Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

31 ottobre 2013

Risotto con zucca, provola e pinoli

A me Halloween non piace proprio per niente. E’ una festa che non sento, che non festeggio e che, per fortuna, non interessa neppure al Pripi, forse anche perché alla scuola materna (e meno male!) non viene neppure nominata. Quindi le uniche zucche che vedete a casa mia, per ora, sono solo quelle che finiscono in pentola.

Ma per non sottrarsi al clima festaiolo di questi giorni, vi lascio questa ricettina veloce veloce che mi sono inventata un paio di settimane fa.

Ingredienti (per 3 persone):

  • 240 g di riso
  • 200 g di zucca
  • 100 g di provola
  • 20 g di pinoli
  • burro q.b.
  • 1 l di brodo
  • pepe a piacere

Procedimento

Fate sciogliere il burro in un tegame.

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Unite il riso e mescolatelo con cura per un paio di minuti.

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Bagnate subito con il brodo caldo.

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Nel frattempo tagliate la zucca a dadini e …

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… aggiungetela immediatamente al riso.

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Tagliate poi la provola a pezzettini.

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Unitela, però, solo quando mancano 5 minuti alla fine della cottura.

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Tritate i pinoli molto finemente e...

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… aggiungeteli al riso ormai pronto.

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Per contrastare il gusto dolce della zucca, che – nonostante la presenza della provola – rimaneva predominante, ho aggiunto mezzo cucchiaino di pepe. Beh, ho contrastato anche troppo! Gli uomini di casa neppure se ne sono accorti, perché preferiscono i sapori decisi, ma per me una spolverata è più che sufficiente.

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Indossate il vostro costume da vampiro, da fantasma o da streghetta (questo passaggio è fondamentale per la riuscita del piatto) e gustatevi il risotto.

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Buona Zucca a tutti!


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29 ottobre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Gli indispensabili

Oggi ho riaperto davvero i miei quaderni, proprio come avevo anticipato, e non vi nascondo che è stata una grande emozione. La prima pagina mi riporta al lontanissimo 1° ottobre 1998, giorno in cui ho frequentato la prima lezione alla scuola di taglio e cucito.
 
A quel tempo non sapevo quasi cosa fosse una macchina da cucire, sebbene ne possedessi una, ma la usavo così, come capitava. Se ripenso oggi a quei primi esperimenti, mi si rizzano i capelli in testa.

28 ottobre 2013

Quando da un calendario nascono le farfalle

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La settimana scorsa il Pripi è tornato a casa con una coloratissima farfalla di carta fatta alla scuola materna. Non era opera sua – la mia era blu, però si è strappata – ma faceva parte di quei lavoretti che decoravano la sua aula nel precedente anno scolastico. Come d’abitudine, per far posto alle nuove decorazioni, erano stati tolti e scambiati fra i vari bambini.

La farfalla ha trovato subito una collocazione nella sua camera, giusto giusto sopra la porta d’ingresso, e non poteva essere altrimenti visto che il Pripi è in questo periodo praticamente scotch-dipendente e non resiste alla tentazione di appendere ogni singola cosa che gli capita sotto mano. I mobili, le porte, le finestre, il tetto – anche le persone a volte – sono come tante tavolozze da decorare e lui decora senza pietà.

25 ottobre 2013

I disegni arrabbiati - Italo Calvino

I disegni arrabbiatiAlla Fiera dell'Est per due soldi un topolino mio padre comprò …

Ve lo ricordate di certo quel piccolo roditore, ne sono sicura, abbastanza sfortunato da essere mangiato dal gatto, che fu poi morso dal cane. Ma anche il cane ebbe i suoi problemi vista la bastonata che si prese. E anche tutti gli altri che seguirono non poterono sottrarsi al loro destino. Tutti tranne il Signore che arrivò  alla fine, all'ultima  strofa, ripristinando il bene e chiudendo il cerchio.

24 ottobre 2013

Le Sorgenti delle Streghe

01. copyrightPronto? Sono io, come stai? ... Bene anche noi. Siamo appena tornati, siamo stati a trovare Curandina ... Come chi è? Ma, dai, la streghetta, l’amica di Emma ... Ma Emma il gufo naturalmente, ti devo proprio dire tutto? ... Ma come non esistono, ti pare che ti racconto una bugia? ... Ridi pure ... Giuro, siamo stati a casa sua ti dico ... No davvero, è un sentiero tranquillo … Sì che c’erano i bambini, ci siamo andati apposta … Paura? Certo che no, erano fuori di testa per la felicità … No, non ho mangiato pesante, nessun incubo... Ok, ho da fare anch'io, ciao.

Vabbè, continuo a sistemare le foto che é meglio... Dunque dove ero rimasta?

23 ottobre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Benvenuto

- Benvenuta!  Accomodati, fai come se fossi a casa tua, se vuoi ci sono già altre amiche.
- Ma dove mi siedo?
- Sul divano, dove dovresti sederti?
- E i banchi?
- Non ce ne sono, mica è una scuola questa.
- Ma credevo...
- Beh, ti sei sbagliata.

21 ottobre 2013

Un portachiavi con la cerniera

16b. copyrightA volte mi capita di conservare dentro l'armadio oggetti che hanno una scarsissima probabilità di essere usati, almeno in tempi rapidi, e che hanno già vissuto una vita così lunga che pare davvero improbabile che possano viverne un'altra, nonostante io cerchi di offrire loro questa possibilità. È il caso di queste piccole cerniere che, già molti anni fa, ho staccato da un paio di guanti da sci ormai logori di mio marito.

17 ottobre 2013

È tutta colpa di Sarah ovvero come nasce un blog

sarahCerto che è tutta colpa di Sarah! Quindi se avete proteste da fare o se ritenete che di un nuovo blog non ci fosse davvero bisogno, prendetevela con lei.

Ovviamente non tutti sanno chi sia Sarah, mi pare evidente. Del resto fino a due anni fa neppure io lo sapevo. Sono arrivata al suo blog, Shabby Chic Interiors, cercando ispirazioni per arredare la mia casa dalle persiane verdi. Nonostante io usassi regolarmente il computer, non conoscevo neppure la differenza fra sito e blog, perché non mi ero mai messa a ragionare sulla differenza fra quelle che per me erano semplicemente pagine web.

11 ottobre 2013

Il pane in cassetta

Ma ve lo immaginate quanto sarebbe bello?

Svegliarsi in una fresca mattina di primavera con la rugiada che imperla l'erba del prato, il caffè che spande il suo aroma per tutta la casa e la marmellata di lamponi pronta da spalmare, il burro morbido al punto giusto e ... ecco è arrivato, meglio far presto.

In estate, con il sole già alto, è naturalmente tutto più semplice, non occorre nemmeno coprirsi troppo, la corsa sul viottolo è rallegrata da una moltitudine di fiori gialli e nonostante la temperatura più mite non vedi l'ora di rientrare.

9 ottobre 2013

Le avventure di Pinocchio - Carlo Collodi

01Questa volta la febbre del Pripi è arrivata proprio a fagiolo, non solo perché ci ha dato la scusa per bivaccare nel lettone fino alle nove del mattino, cosa che in queste giornate piovose di inizio autunno non é esattamente un grande sacrificio, ma anche perché, soprattutto, ci ha fornito l'occasione perfetta per buttarci in questa nuova avventura: la lettura di un vero libro.

Leggere non è certo una novità per noi, è un rito sacro, irrinunciabile, fa parte delle nostre giornate come mangiare, giocare o dormire. Solo che fino ad ora abbiamo sempre scelto storie brevi, che si potevano completare entro l'ora della nanna oppure al massimo il giorno seguente.

5 ottobre 2013

Una cucina d’altri tempi

01b. copyrightC'è una cucina dentro la cucina. Ed è una di quelle di una volta, di quelle dove ti senti subito a casa. Il profumo del pane cotto nel forno a legna si sparge e puoi immaginare il tavolo ancora sporco di farina dove è stato impastato.

Il centro di tutto è il grande focolare con il camino, dove pentole, padelle e tegami custodiscono sapori ormai dimenticati e i mestoli di metallo appesi in alto paiono tante sentinelle pronte a difenderli.

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Quelli di legno, ben allineati sotto il mattarello, stanno in retroguardia, godendosi il meritato riposo dopo una giornata davvero intensa.

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Le stoviglie di tutti i giorni stanno lì, a portata di mano, sopra la piattaia, di quelle antiche con i cassetti, mentre quelle della festa sono riposte con cura dentro la credenza, con la panciuta zuppiera sistemata sugli scaffali più alti.

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02. copyrightIl lavello smaltato vicino agli strofinacci ricamati chissà quante mani ha sciacquato e il secchio, pure quello smaltato, attende solo di essere riempito.

05. copyright

Gli stampi di rame ti fanno ricordare i  dolci golosi e le focacce morbide della zia, cuoca infaticabile che, alle feste comandate, riusciva a sfamare un esercito di bambini urlanti e grandi impazienti sempre con il sorriso sulle labbra.

10. copyright09. copyright

I vasi di porcellana con le scorte, sulla mensola,  sono sempre strategicamente pieni, sempre pronti all’eventualità di una merenda improvvisata e fanno compagnia ad un lume a petrolio, ché la cucina è sempre viva a tutte le ore anche quando fuori fa buio.

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Poco lontano i vasi di marmellata che non mancano mai, di tutti i gusti e per tutti i gusti, di tutti i colori e di tutte le misure.

Pestell0, macinino e bilancia sono ancora quelli vecchi della nonna, i segni del tempo sono ben visibili, ma funzionano ancora alla perfezione.

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Unica presenza viva, nella cucina ormai silenziosa, un gatto pigro che si trascina mezzo addormentato vicino al bidone del latte.

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E poi …

… poi il sogno finisce e mi ritrovo nella mia di cucina, in un sabato mattina piovoso, esco a malincuore dal quadro che ho proprio davanti e faccio colazione … senza dolci, senza focacce, neppure una fetta di torta, accidenti, ché il Pripi poco prima di cena se ne è sgraffignato due fette e non sono arrivata a rifarla.

Ho ricamato questo quadro una vita fa, quando una casa ancora non ce l’avevo, una casa mia intendo. Ed è incredibile che, a distanza di anni, io ci ritrovi dentro la cucina che – mi rendo conto adesso – avrei sempre voluto e che vorrei se non abitassi qui. La mia piccola cucina di città è un bijoux, non lo nego e mi ci trovo benissimo, ma questa … 14 copyright


Aggiornamento del 6 settembre 2017

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3 ottobre 2013

Un orologio personalizzato

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All’ultima festa della nonna (trasformata ormai in festa della famiglia, visto che la nonna di mio marito non c’è più da moltissimi anni) è stato organizzato un simpatico gioco a premi che ha coinvolto grandi e piccini. Ovviamente dei premi in palio non importava a nessuno, perché erano solo un pretesto per ridere, far confusione, aprire regali che non ti sarebbero mai serviti, vedere le facce di più di sessanta persone (la discendenza è davvero numerosa) con in mano cose assurde dall’origine spesso misteriosa.

Tutto sommato ci è andata anche bene: il Pripi si è trovato una cornicetta portafoto in legno, che, ho già deciso, verrà collocata nell’ancor disadorna cameretta marina, e che naturalmente dipingerò con i colori del mare; io mi sono beccata un mestolo da cucina e uno strofinaccio (che fanno sempre numero); il papà ha ricevuto un orologio da cucina arancione, pure funzionante.

Questo in effetti è stato il regalo più inutile, perché di orologi ne ho anche troppi e non avrei saputo davvero dove collocarlo, ma non l’ho gettato, l’ho messo nell’armadio. Di principio non butto via cose che funzionano e che, se non uso, al massimo posso regalare. Ma poi, dai, volevo dargli una possibilità.

Oggi il Pripi era stanco, me l’ha detto pure la maestra, quindi ho indirizzato i giochi del pomeriggio verso attività tranquille, proponendogli anche di fare un disegno un po’ speciale, che doveva avere uno scopo ben preciso. La curiosità ha avuto il sopravvento e la prospettiva di avere, a lavoro ultimato, un orologio tutto suo da appendere in camera, un orologio speciale come altri non ce ne sono in giro, ci ha permesso di passare quasi due ore di insolito relax (ché di solito i giochi del Pripi sono tutt’altro che tranquilli e riescono a prosciugarti davvero ogni energia).

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L’orologio in questione non era proprio dei peggiori, tutto sommato i colori vivaci lo potevano anche rendere interessante, ma le pubblicità stampate sul quadrante andavano veramente oltre le mie possibilità. E’ cominciato così, allegramente, lo smontaggio (che poi dire ad un bambino lo puoi smontare tranquillamente è come sfondare una porta aperta).

Prima di tutto abbiamo tolto la pila e il vetro (che poi tanto vetro non era, come potete ben immaginare);

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poi è stata la volta delle lancette, con il terrore di non riuscire più a riattaccarle da tanto erano leggere. 

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Il vetro-non-vetro ci è, quindi,  servito  come stampo per disegnare un cerchio della misura giusta, anzi due. Non essendo esattamente Giotto e conoscendo la mia incapacità artistica, ho preferito andare sul sicuro.

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I due cerchi sono stati poi incollati assieme per rendere il fondo un pochino più resistente e, soprattutto, per nascondere completamente le scritte che con un foglio solo sarebbero state ancora visibili. Un cartoncino sarebbe stato certamente più adeguato, ma non ne avevo proprio.

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Con la punta di un cacciavite a stella abbiamo praticato un foro nella parte centrale, nel punto esatto dell’attaccatura delle lancette, verificandone ovviamente subito il corretto posizionamento.

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Con l’aiuto di una squadra e di una matita ho suddiviso il cerchio in spicchi, corrispondenti alle canoniche frazioni di ora, e con il pennarello ho segnato il punto esatto in cui il Pripi avrebbe dovuto scrivere i numeri. La traccia a matita è stata poi cancellata.

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Tutto il resto è praticamente solo opera sua. L’ho solo invitato a fare attenzione, specie a scrivere i numeri, perché in caso di errore avremmo dovuto ricominciare da capo. Direi che è stato bravo, mi ha sorpreso l’impegno che ci ha messo, sono sincera.

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A quel punto bastava inventare lo sfondo. Mi sarei aspettata una bella nave, visto che è in una fase in cui è affascinato da qualsiasi cosa galleggi, e invece no, è andato sul classico.

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Ultimato il disegno non ci è rimasto che rimontare l’orologio…

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… che ora fa mostra di sé nella cameretta del Pripi.

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Noterete sicuramente che la casa è leggermente storta. Lo è perché la fretta di disegnarla è stata tale che non sono riuscita a raddrizzare il foglio prima che la cominciasse. Naturalmente ci siamo autoassolti per l’errore … tanto è una casa di montagna!

 

Questo post è parte di questa raccolta. Correte a vederla!

decoriciclo


Aggiornamento del 31 ottobre 2017

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