Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

20 luglio 2017

L’album dei ricordi … quello con il lucchetto

01

Ora, non so voi, ma io ce l’avevo.

Ai miei tempi – mi era stato regalato in occasione della Comunione, come si vede chiaramente dalla scritta al limite del mistico qui sotto – era praticamente un must per ogni bambina.

02

Senza di quello l’operazione tutti i compagni di scuola devono farmi un disegno ricordo sarebbe stata impossibile. Così come sarebbe stato impossibile tenere traccia delle dediche delle amichette del cuore.

Di solito era accompagnato da un lucchetto, che si sarebbe potuto aprire con la sola forza del pensiero, ma che pareva all’epoca garantire un minimo di privacy. Normalmente il lucchetto smetteva di funzionare nel giro di poche aperture e finiva regolarmente nel bidone.

L’album veniva di solito consegnato al compagno/amichetto di turno (maschio o femmina poco importa) e si trasferiva a casa dello stesso per un certo periodo, in modo da essere riempito con quelli che erano ritenuti gli elementi irrinunciabili: disegno, frase di accompagnamento più o meno poetica, indicazione dell’indirizzo o del numero telefonico.

I disegni, riguardandoli ora, fanno davvero tenerezza con i loro tratti infantili ed incerti. A volte ricordano situazioni vissute o ideali oppure fanno riferimento a cartoni animati dei bei tempi andati.

03

Le frasi di accompagnamento non erano particolarmente originali, ma si adeguavano spesso a canoni stilistici fissi. Rare erano le frasi degne di esse ricordate, per quanto è certo che tutte venissero sempre scritte con il cuore.

04

L’indicazione dell’indirizzo o del numero telefonico era facoltativa, ma pure quella testimone di un’epoca, visto che molti dei diretti interessati hanno naturalmente cambiato indirizzo e le numerazioni telefoniche cittadine sono nel frattempo completamente cambiate.

Non poteva poi mancare l’angolino ripiegato a forma di letterina, dentro al quale veniva scritta la parola buffa o la frase a sorpresa. I più abili riuscivano a farci star dentro un disegno in miniatura.

05

Oggetto ormai in disuso, l’album dei ricordi con il lucchetto rimane una di quelle cose del nostro passato, che ogni tanto è bello tirare fuori per ricordare, sorridere o versare una lacrimuccia.

Io conservo fra quelle pagine, religiosamente, non solo il disegno del mio amore delle elementari, il primo amore, quello che non si scorda mai, ma pure la sua prima ed unica cartolina. Come potrei non esserci affezionata?


Questo post partecipa a

01

01


18 commenti:

  1. Siii me lo ricordo!!! Ce l'ho anche Io!!! Anche il mio era a più mani!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per forza te lo ricordi! Ce l'avevano tutte!!!!

      Elimina
  2. Che forte... carino da parte tua mostrare a tutti noi il quaderno che ti facevano tenere all Istituto di salute mentale " sian pazzi tra i crozzi"... ottimo outing Fede ����

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedo con piacere che la parola "crozi" ti piace assai ... però, Lupo, fa' il piacere .... una z, se vuoi la perfezione!

      Elimina
  3. Scherzi a parte racconto piacevole e dolce di tempi passati.... 😙

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, come mai sei tornato nell'armadio? Sono stupita!

      Elimina
  4. tenero! Io lo avevo ma non ho mai pensato di far scrivere qualcosa ai miei compagni di scuola... sarebbe stato carino ! Invece non avendo grossi segreti ha fatto una pessima fine

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A dire il vero da noi si usava così, lo facevano tutti.
      L'uso principale era quello.

      Elimina
  5. ma sai che non l'avevo? e poi in casa nostra non si poteva avere qualcosa di segreto sarebbe stato subito scoperto ... letto divulgato ... troppo dolce Fede ..bellissimo post ...bacio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente, Giusi, è un qualcosa di legato a certi periodi precisi, perché già qualche anno dopo erano completamente spariti. Quindi, magari, avendo tu qualche anno più di me la moda non era ancora arrivata.
      Bacio ricambiato.

      Elimina
  6. Lo tengo nell'ultimo cassetto del comodino, come ricordo, qualcosa avevo scritto. Abbiamo fatto la Prima Comunione nella stessa data, io a Padova. Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marta, benvenuta nell'armadio.
      Dunque coscritte, non potevi, quindi, non averlo.

      Elimina
  7. Ce lo avevo anche io!!!... Dove ripescarlo???... Che tenerezza <3
    Io ti ri-dedico qui il tormentone: "stretta è la foglia, larga è la via, ricordati di me amica mia" :****

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahaha, Regina, come mai non mi stupisco?
      Tormentone veramente quello!!!

      Elimina
  8. Che bello è Federica!!
    L'avevo anch'io, il mio diario segreto. Non l'ho conservato però, forse perché non sopportavo che mia mamma "monitoratrice ossessiva" ci mettesse sempre il naso ^__*
    Non ci avevo più pensato, guardando il tuo ho ricordato il mio con un pizzico di nostalgia, ma anche divertita per quelle briciole della mia infanzia.
    Un abbraccio. Maris

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Maris.
      Io non sono una che accumula cose, anzi butto parecchio ciò che non serve, ma sui ricordi sono intransigente!
      Sacri, intoccabili ... non riuscirei mai a buttare questo album o oggetti analoghi.

      Elimina
  9. ne ho uno anche io... anzi più di uno!
    peccato che le ragazzine di oggi non usino più certe cose!
    Buona giornata, Luisa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, Luisa.
      Benvenuta nell'armadio.
      Sì, un vero peccato, l'uso smodato della tecnologia ha fatto dimenticare, che ci sono anche alternative!

      Elimina