Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

24 febbraio 2016

Insieme Raccontiamo 6 - Anahata

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Una bella novità questo mese a casa di Patricia: Insieme Raccontiamo si è sposato!

Per molti è stata una sorpresa, ma non certo per chi quel matrimonio aveva organizzato con tanta cura.

La sposa? Quella svitata di Ispirazioni & Co naturalmente!

Si vedevano già da un po’ i due. Lunghe frequentazioni a casa di uno e dell’altra e poi, improvvisamente, la decisione. Facciamolo!

I genitori, vi garantisco, erano tutti al settimo cielo ed è scappata pure qualche lacrimuccia.

 

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La cerimonia si è svolta secondo tradizione:

  1. un incipit, due possibilità di completare il racconto (200/300 battute; 200/300 parole);
  2. si può partecipare, scrivendo un finale breve oppure un finale lungo;
  3. i due finali possono essere concatenati;
  4. il post può essere arricchito con un motivo musicale, con un video, con un disegno, con un’immagine

Unica variante la possibilità per gli invitati di inserire le loro fotografie dell’evento in un album alternativo che sarà donato agli sposi e che potete trovare qui e che, naturalmente, andrà ad aggiungersi all’album del fotografo ufficiale (qui).

 

Durante i festeggiamenti non è mancato il discorso di rito …

 

Il corpo nudo della donna disteso sul fianco aveva un che di virginale. Una tela intonsa pareva.

Invitava a... ma come l'avrebbe presa lui? Offendersi? Adirarsi?

Prese il suo pennello più fine e le si avvicinò.

Con dolcezza cominciò dal centro della schiena. Un mandala. Avrebbe disegnato un mandala

 

… e sono state scattate numerose fotografie. La mia è questa:

 

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Quel momento si era impresso nella sua memoria come un marchio di fuoco e ancora oggi, dopo moltissimi anni, quando ci ripensava, riviveva quell'istante come fosse la scena di un film.

C'era stato un attimo, in cui aveva esitato. Sapeva di non potersi intromettere, che lei non era sua, ma era stata solo una frazione di secondo e poi aveva scacciato il pensiero: di lui non gli importava nulla. In fondo se era finito lassù, e lei con lui, non era stato certo per gioco.

La stanza era buia, illuminata solo dal chiarore azzurrognolo del televisore acceso, e lì, sul piumone bianco steso per terra, le loro energie si erano toccate, fondendosi insieme ai loro corpi.

Fu in quell'attimo preciso che il mandala era cominciato.

Anahata ... porta d'accesso dell'anima, pace, armonia, equilibrio.

Era una tela tutta da dipingere, lei. Lei che non aveva mai vissuto, che non aveva mai spiccato il volo, che non era mai stata veramente libera.

Anahata ... centro della schiena, centro del petto, centro dell'io.

Era il pittore, lui. Lui, maledetto, che non si era mai lasciato andare completamente, che mai aveva mostrato la sua vera natura, che non si era mai espresso come sapeva di poter fare.

Anahata ... aprire il cuore.

Una sinfonia in verde quel punto in mezzo all'universo.

Anahata ... suono puro.

Non avevano pensato al dopo.

Anahata ... libertà di scegliere consapevolmente.

E troppo velocemente era arrivato il tempo di andare via.

Anahata ... dolore e sofferenza.

Non si erano più rivisti.

Eppure negli anni i colori avevano continuato ad intrecciarsi, a loro insaputa, attorno a quel centro: tratti leggeri, piccoli tocchi, segni impercettibili.

Quando se ne era reso conto, aveva deciso di tornare per mostrarle quel mandala magnifico che lei portava inciso sulla pelle.

Non lo aveva mai visto.

(300 chicchi di riso)

 

Non è mancata neppure la musica.

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(video)

 

Evviva gli sposi!

 

Qui sotto le mie precedenti partecipazioni a Insieme Raccontiamo:

Insieme Raccontiamo 1 - La giostra
Insieme Raccontiamo 2 - Sopra una nuvola bianca
Insieme Raccontiamo 3 - Il sabba
Insieme Raccontiamo 4 – L’angelo
Insieme Raccontiamo 5Collisione
 
 
Arrivederci al prossimo appuntamento.

15 febbraio 2016

#ispirazioninfiera - Vicenza - Abilmente - 15/18 ottobre 2015: La pulce e il gigante - Dialogando con Gabriella Trionfi

Il dialogo nasce da un atteggiamento di rispetto verso un’altra persona,

dalla convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire;

presuppone fare spazio, nel nostro cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte.

(Papa Francesco)

 

Non è stata un’intervista, è stato un dialogo.

Sì, perché lei ci ha raccontato di lei e io le ho raccontato di noi. Noi Comari si intende.

 

Volete continuare la lettura e scoprire che cosa ci ha raccontato Gabriella?

Gabriella Trionfi

Il testo di questo post è stato trasferito qui.

 

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Se infine volete sapere un po’ di più di ISPIRAZIONINFIERA, potete leggere questo post apparso recentemente su Unideanellemani.

14 febbraio 2016

#ispirazioninfiera - Trento - Mondo Donna - 14/15 novembre 2015 - “Dal cuore al sapore”: storia di un sogno

Ci sono storie che ti piacciono già in partenza, quando ne senti parlare. Allora ti viene voglia di approfondire e ti rendi conto, che la prima sensazione è sempre quella che conta. Infine, un po’ per caso e un po’ no, hai la possibilità di conoscerne la protagonista e quella storia diventa, inevitabilmente, una storia da raccontare.

Questa è Giorgia Ceschini, croata di origine, ma abitante in una frazione di Trento…

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… che,  nello scorso autunno a Mondo Donna, mi ha accolto con un grande sorriso dentro il suo stand di meraviglie.

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Ci eravamo già sentite Giorgia ed io, tanto per rompere il ghiaccio. L’avventura di ISPIRAZIONINFIERA era appena cominciata ed io avevo messo un po’ le mani avanti, per evitare di presentarmi – perfetta sconosciuta – come inviata di un’iniziativa, che aveva ancora le idee poco chiare e stava muovendo i primi timidi passi.

Non fatevi ingannare dal sorriso mite di questa ragazza, che con tanta determinazione, senza mai lasciarsi scoraggiare, ha saputo trasformare la propria passione in un lavoro, realizzando dunque un sogno.

 

Il mondo è nelle mani di coloro

che hanno il coraggio di sognare

e di correre il rischio di vivere i propri sogni.

(Paulo Coelho)

 

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Tutto un mondo dietro queste parole … micro impresa domestica … un mondo che ho voluto scoprire con una breve intervista.

 

Leggo sulla tua pagina Facebook: E dopo tanti dubbi e incertezze, dopo aver bussato a tante porte e dopo aver trovato tante persone disponibili un sogno è diventato realtà. La tua microimpresa domestica Dal cuore al sapore è stata ufficialmente registrata il 3 marzo 2015. Cosa significa realizzare un sogno?

Non serve dire, che dopo aver realizzato un sogno ci si sente orgogliosi di se stessi, ti arriva un’ondata di good vibrations… un carico pieno di positività.

Ma oltre questo io volevo dimostrare ai miei figli adolescenti, che con la tenacia, l’educazione, la preparazione e la convinzione si può ottenere anche ciò che sembra impossibile. Inseguire i propri sogni è importantissimo nella vita. Spero che loro abbiano colto questo messaggio, imparando dal mio esempio.

Dal cuore al sapore. Perché il cuore e perché il sapore?

Semplice! Dal CUORE viene la passione per le cose belle, buone e raffinate e si trasforma in un SAPORE avvolgente!

La tua attività è la prima in Trentino ad essere regolarmente registrata per la produzione e la vendita di pasticceria dolce e salata fatta in casa propria. In Italia poi ci sono pochissime altre microimprese analoghe alla tua. Praticamente ti si può considerare un pioniere. Quanto coraggio ci vuole per aprire una nuova strada, una nuova prospettiva?

Non penso di essere stata coraggiosa nella mia impresa. Ho fatto tutto piano piano, un passo alla volta. Quando superavo un ostacolo, andavo avanti fino al prossimo, cercavo di superare anche quello e così avanti. A un certo punto mi sono trovata con l’attività registrata. Tenendo conto che in questo momento esistono agevolazioni fiscali e che lavorando a casa non ci sono spese di affitto o investimenti per attrezzare un laboratorio, più che coraggio bisogna avere le idee chiare!

Fai parte dell’associazione Cucina Nostra. Che importanza ha avuto il sostegno di Mary Rimola e in cosa ti ha aiutato?

Loro erano sempre pronti ad intervenire e a dare una mano valida. Sono delle persone competenti, che ti sanno guidare bene nella foresta della burocrazia che ci circonda. Cercano sempre modi nuovi per promuovere le nostre piccole imprese che ne hanno bisogno!

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(video)

Avviare un'impresa nel settore alimentare significa anche rispettare normative precise in campo igienico-sanitario. Come hai organizzato la tua cucina?

La cucina non ha subito grandi cambiamenti. Ho eliminato le cose superflue, ho migliorato alcune piccole cose, ho dedicato un area della cucina per l’attrezzatura che uso, ma niente di stravolgente.

Veniamo ora alla tua produzione. Che cosa esce dalla tua cucina?

Dalla mia cucina escono principalmente dolcetti di dimensioni molto piccole (grandezza di cioccolatini circa), ma sono comunque pasticcini. Sono delle piccole bontà sciccose di vari gusti e forme, che attirano l’attenzione e fanno bella figura. Oltre questo ci sono anche delle delizie salate adatte ai ricevimenti, spuntini, aperitivi…

Il tuo gusto personale in che direzione va? Verso il dolce o verso il salato?

He he … beh … prima il salato, che non è completo se non c’è il dolce alla fine!

Che cosa non si può non assaggiare fra le meraviglie che prepari? Quel'è in sostanza, il tuo cavallo di battaglia?

E qui Giorgia non ha risposto … ha fatto terrorismo!

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Creativi si nasce o si diventa? Quando hai cominciato a cucinare?

Creativi un po’ si nasce, ma tante volte si diventa anche per le esigenze della vita, quando ti sembra di non avere una scelta, bisogna inventarsela! Così ho iniziato anche a cucinare, quando mi sono sposata, non c’era più la mamma a farlo per me, ed ecco allora che diventi creativa e tante altre cose.

La domanda d'obbligo che tutti gli amici di ISPIRAZIONINFIERA vorrebbero farti è: come nasce l'ispirazione?

L’ispirazione, come la creatività, nel caso mio nasce dalla necessità di inventarsi un lavoro, renderlo diverso dagli altri e farlo diventare divertente e piacevole.

 

Offriva dolcetti Giorgia a chi passava davanti al suo stand, dolcetti che non era possibile non assaggiare…

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… non notare…

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… e non acquistare.

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Sono proprio i miei, sì. Vorrei dirvi che non ne valeva assolutamente la pena e che le goccioline di saliva, che stanno uscendo dalla vostra bocca, sono totalmente ingiustificate, ma non posso. Non posso proprio. Vi dico solo che non sono durati molto.

 

Non è durata molto neppure l’avventura di Giorgia, purtroppo. Questo l’ho scoperto solo recentemente.

Questo mi ha raccontato l’ultima volta che ci siamo scritte:

Come ti dicevo, hanno cambiato la legge sulle aziende in regime forfettario. Se l’anno scorso pagavo l’INPS in base al fatturato, con il 01/01/2016 hanno introdotto il pagamento INPS fisso scontato di 35%. Per me è diventato impossibile. E probabilmente non potrei mai guadagnare così tanto da poter pagare INPS, INAIL, le tasse… Sono riuscita a chiudere tutto con il 31/12/2015. Dal cuore al sapore, ormai solo un bel ricordo, è durato troppo poco.

Ma sono contenta di averti conosciuta

Un carissimo saluto

Giorgia

E lo sono stata anch’io. Tanto.

Avrei voluto un finale diverso per questo mio post, ma ISPIRAZIONINFIERA è anche questo.

 

Se vi fa piacere sapere qualcosa di più su Giorgia, potete leggere questo post apparso su Dolci con me.

Noi Comari continueremo a tenere d’occhio la pagina Facebook di Dal cuore al sapore, chissà che un giorno …

 

Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso.
(Nelson Mandela)

 

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AGGIORNAMENTO DEL 5 GENNAIO 2017

Questo post partecipa alla raccolta di

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BROCHURE PRODUCTOS ESPANOL

11 febbraio 2016

Energizzarsi a vicenda: Elisabetta e Daniela giocano ad Ispirazioni & Co.

Sono bastate un paio di frasi e l’idea ha preso forma.

Puro e semplice istinto. Niente di pianificato, nulla di studiato. Ci è venuto naturale, ecco.

 

Volete continuare la lettura e scoprire che cosa hanno combinato Elisabetta e Daniela?

06. ELISABETTA E DANIELA - GIOIELLI IN PIETRA DI VICENZA

Il testo di questo post è stato trasferito qui.

 

Questo post partecipa naturalmente alla raccolta di

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9 febbraio 2016

ISPIRAZIONI & CO. - Mandala - “Sul filo dell’arte” e i mandala condivisi

Un mese zen il febbraio di Ispirazioni & Co.

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Un tema molto particolare #mandala, che evoca luoghi lontani, atmosfere mistiche, profumi esotici, suoni armoniosi; #mandala che richiama forme, numeri, figure e colori; #mandala per pregare, per meditare, per trovare un equilibrio, per conoscere se stessi; #mandala per insegnare, per decorare, per curare.

 

Volete continuare la lettura e scoprire i fantastici mandala de Sul filo dell’arte?

08. SUL FILO DELL'ARTE

Il testo di questo post è stato trasferito qui.

 

Questo post è un post di

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E fa parte della raccolta #mandala di questo mese di febbraio …

… inserita nella raccolta generale di tutti i post di Ispirazioni & Co. 

Entra anche nella raccolta dei reportage di ISPIRAZIONINFIERA.

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4 febbraio 2016

Di tazze, di martello, di libellule

Quando ad inizio gennaio Barbara ha reso noto il tema del mese, devo dire che, pur perfettamente convinta delle potenzialità della sua scelta, mi sono trovata veramente in difficoltà nel trovare qualcosa, che potesse permettermi di dare sfogo alla fantasia. Se devo essere sincera, avevo voglia di cominciare l’anno, facendo qualcosa di diverso, di completamente nuovo, di mai provato prima. Del resto l’ultimo esperimento risaliva ad ottobre – il ciondolo in pietra a forma di cuore – e sentivo la voglia di mettermi di nuovo alla prova.

Tuttavia, per quanto pensassi e ripensassi, per parecchio tempo ho brancolato veramente nel buio. Ogni tentativo di farmi venire qualche idea brillante falliva miseramente e ad un certo punto, ormai in prossimità della pubblicazione del mio post ufficiale, ho cominciato a dubitare di potercela fare.

Praticamente sicura di dover abbandonare ogni velleità e di dover ripiegare su qualcosa di diverso, tuttavia, mi è venuto in mente di interrogare il Pripi: senti, se io ti dico mutazione, che cosa ti viene in mente? Stavamo pranzando, io e lui, e la domanda è uscita così, di getto. Perchè mi fai questa domanda, mamma? In effetti … uno se ne sta lì a mangiare alette di pollo e patatine – sacro pranzo del mercoledì – e gli piove dal cielo una domanda del genere. Già tanto che non mi ha mandato a quel paese. No, no, davvero, cosa ti viene in mente?

Con improvviso interesse il pargolo, guardandosi attorno in cucina e notando una tazza appoggiata vicino al lavello, mi ha risposto: per esempio, se una tazza cade e va in mille pezzi, quella è una mutazione.

Ripeti un po’! gli ho detto, quasi sconcertata dalla strampalata risposta. Se una tazza cade e finisce sul pavimento va in mille pezzi e quella è una mutazione ha ribadito lui. Non credevo alle mie orecchie, giuro. Possibile che fosse così semplice? Ok, abbiamo tanti pezzettini – frammenti si chiamano – che cosa ci possiamo fare?  E lui, senza esitazione, ci facciamo una cornice! Sì, ma ci servono un sacco di pezzi per fare una cornice e mica possiamo distruggere tutto il servizio, ti pare? A meno che …

A meno che tu, Pripi, non abbia una madre completamente deficiente, che rimane folgorata dalla tua idea e decida di assecondarti. Senti, che ne dici se prendiamo un martello e rompiamo delle tazze? Ecco, provate a prendere un bambino mediamente vivace e provate a proporgli una cosa del genere e poi sappiatemi dire. Ma, adesso? (sorriso a trentadue denti o anche più). No, non adesso, ci occorre un progetto.

A quel punto la mente ha cominciato a vagare, esplorando tutte le possibilità, ragionando sulla fattibilità della cosa, calcolando tempi e valutando modi. L’idea della cornice era buona, ma non mi convinceva del tutto … cornice sì, ma con dentro cosa? Cornice, immagine, qualcosa da appendere, quadro …. frammenti, quadro … pezzetti, cornice … frammenti, immagine …

Ma certooooooooooooo … non avevo più dubbi, l’ispirazione era arrivata!

Mi serviva, però, un soggetto adeguato, in sintonia con il tema del mese, ché se le cose si fanno, vanno fatte per bene. Non mi ci è voluto molto. Sapete quando le idee arrivano e si sente la fitta allo stomaco? Ecco.

Certo ho dovuto googlare un po’ per trovare quella giusta, ma senza neppure troppo sforzo me la sono trovata davanti. Era lì, esattamente come l’avevo immaginata.