Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

4 febbraio 2016

Di tazze, di martello, di libellule

Quando ad inizio gennaio Barbara ha reso noto il tema del mese, devo dire che, pur perfettamente convinta delle potenzialità della sua scelta, mi sono trovata veramente in difficoltà nel trovare qualcosa, che potesse permettermi di dare sfogo alla fantasia. Se devo essere sincera, avevo voglia di cominciare l’anno, facendo qualcosa di diverso, di completamente nuovo, di mai provato prima. Del resto l’ultimo esperimento risaliva ad ottobre – il ciondolo in pietra a forma di cuore – e sentivo la voglia di mettermi di nuovo alla prova.

Tuttavia, per quanto pensassi e ripensassi, per parecchio tempo ho brancolato veramente nel buio. Ogni tentativo di farmi venire qualche idea brillante falliva miseramente e ad un certo punto, ormai in prossimità della pubblicazione del mio post ufficiale, ho cominciato a dubitare di potercela fare.

Praticamente sicura di dover abbandonare ogni velleità e di dover ripiegare su qualcosa di diverso, tuttavia, mi è venuto in mente di interrogare il Pripi: senti, se io ti dico mutazione, che cosa ti viene in mente? Stavamo pranzando, io e lui, e la domanda è uscita così, di getto. Perchè mi fai questa domanda, mamma? In effetti … uno se ne sta lì a mangiare alette di pollo e patatine – sacro pranzo del mercoledì – e gli piove dal cielo una domanda del genere. Già tanto che non mi ha mandato a quel paese. No, no, davvero, cosa ti viene in mente?

Con improvviso interesse il pargolo, guardandosi attorno in cucina e notando una tazza appoggiata vicino al lavello, mi ha risposto: per esempio, se una tazza cade e va in mille pezzi, quella è una mutazione.

Ripeti un po’! gli ho detto, quasi sconcertata dalla strampalata risposta. Se una tazza cade e finisce sul pavimento va in mille pezzi e quella è una mutazione ha ribadito lui. Non credevo alle mie orecchie, giuro. Possibile che fosse così semplice? Ok, abbiamo tanti pezzettini – frammenti si chiamano – che cosa ci possiamo fare?  E lui, senza esitazione, ci facciamo una cornice! Sì, ma ci servono un sacco di pezzi per fare una cornice e mica possiamo distruggere tutto il servizio, ti pare? A meno che …

A meno che tu, Pripi, non abbia una madre completamente deficiente, che rimane folgorata dalla tua idea e decida di assecondarti. Senti, che ne dici se prendiamo un martello e rompiamo delle tazze? Ecco, provate a prendere un bambino mediamente vivace e provate a proporgli una cosa del genere e poi sappiatemi dire. Ma, adesso? (sorriso a trentadue denti o anche più). No, non adesso, ci occorre un progetto.

A quel punto la mente ha cominciato a vagare, esplorando tutte le possibilità, ragionando sulla fattibilità della cosa, calcolando tempi e valutando modi. L’idea della cornice era buona, ma non mi convinceva del tutto … cornice sì, ma con dentro cosa? Cornice, immagine, qualcosa da appendere, quadro …. frammenti, quadro … pezzetti, cornice … frammenti, immagine …

Ma certooooooooooooo … non avevo più dubbi, l’ispirazione era arrivata!

Mi serviva, però, un soggetto adeguato, in sintonia con il tema del mese, ché se le cose si fanno, vanno fatte per bene. Non mi ci è voluto molto. Sapete quando le idee arrivano e si sente la fitta allo stomaco? Ecco.

Certo ho dovuto googlare un po’ per trovare quella giusta, ma senza neppure troppo sforzo me la sono trovata davanti. Era lì, esattamente come l’avevo immaginata.

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La libellula è considerata in molte tradizioni come un essere magico a causa del suo aspetto e dei suoi colori vivaci, che vengono accentuati dalla luce solare. Le sue ali cangianti paiono ricordare che tutto è un’illusione, che nulla è come sembra. La comparsa di una libellula inviterebbe a riflettere sulla nostra identità, sul nostro essere; ci inviterebbe all’introspezione, alla ricerca del nostro vero io, libero da apparenze e stereotipi, e all’affermazione della nostra personalità.

La libellula è dotata di una vista a 360 gradi, che simbolicamente si traduce nella possibilità di andare oltre ciò che vediamo e che percepiamo attraverso i nostri cinque sensi. Ecco che allora i sogni e le visioni diurne, il saper vedere, assumono un’importanza non trascurabile. Come animale totemico, quindi, la libellula insegna a vedere oltre i limiti.

La libellula è il simbolo della mutazione per eccellenza.  Trascorre gran parte della vita sul fondo di uno stagno come larva, poi, emergendo dal fango, comincia a trasformarsi, assumendo l’aspetto che tutti noi conosciamo, e impara a volare. Per questo, tradizionalmente, la libellula è il simbolo del costante cambiamento nella vita.

La sua capacità di cambiare rapidamente direzione, quando occorre, ne fa un simbolo di libertà, di adattabilità alle varie situazioni, ma anche di spontaneità.

La libellula, per il popolo giapponese, rappresenta la forza, il coraggio, il successo, la gioia: non è un caso che i Samurai ne fecero uno stemma per i loro elmi. Sempre da loro viene associata alla stagione estiva.

La libellule vengono spesso messe in relazione a persone originali, estrose e creative e a tutte quelle che affrontano la vita con naturalezza e spontanità.

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Non ci restava, a questo punto, che metterci al lavoro. 

Che cosa abbiamo combinato? No, dico, avete visto che ora è? Sto crollando di sonno e la raccolta sta per chiudere. Ho fatto i salti per completare il lavoro entro questa sera, ma ho calcolato male i tempi di asciugatura …. sì, sì, asciugatura, avete capito bene… e mancano ancora due o tre foto per completare il post.

Vi lascio con un po’ di curiosità e aggiorno il post domani, ok?

collage 01.jpg copyright

 

AGGIORNAMENTO DEL 5 FEBBRAIO 2016

Il primo passo è stato andare a curiosare in un negozio di hobbistica. Io di mosaici non ne avevo mai fatti e non sapevo ovviamente neppure da che parte cominciare. L’avrete ormai capito: il nostro obiettivo era realizzare un mosaico con i cocci di alcune tazze rotte. Ma non semplicemente rotte, perché cadute per terra, rotte, perché prese a martellate. Sennò che gusto c’è?

Mi si è aperto un mondo. Un mondo fatto di tessere dai colori più diversi, fatto di vetri trasparenti, di quadratini minuscoli dalle mille splendide tonalità. Un mondo fatto di colle, stucchi, spatoline, di piastrelle grezze di ogni dimensione da decorare.

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Ma a me servivano le tazze!  In un negozio di carbattole qui vicino ho acquistato per pochissimi euro alcune tazzine da caffè e un paio di ciotoline. Verde, azzurro e bianco mi parevano colori perfetti per rappresentare un animale legato all’acqua e all’aria.

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Per riprodurre l’immagine sulla piastrella, considerata la mia assoluta incapacità di disegnare, mi sono servita della tecnologia. Ho, nell’ordine, tolto il colore, ingrandito (foglio A4), stampato, ritagliato e naturalmente centrato sopra la piastrella (33 x 25 cm).

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Con l’aiuto di una matita ho delineato il bordo della libellula e ho creato dei nuovi disegni all’interno delle ali, visto che, lo avevo già capito, sarebbe stato praticamente impossibile riprodurla così come l’avevo trovata.

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Non restava che preparare i pezzi per il mosaico, ciò che il Pripi aspettava con ansia, la parte più divertente dell’intero progetto.

Vorrei precisare che, all’ultimo, abbiamo recuperato un normalissimo ed economicissimo piatto bianco, perchè ci siamo resi conto che la quantità di frammenti per realizzare lo sfondo sarebbe stata del tutto insufficiente.

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Per evitare di trovare cocci in mezza casa e, soprattutto, per non trovarsi senza un occhio, abbiamo infilato tazzine, ciotoline e piatto in alcuni sacchettini da freezer. Vi assicuro che questa operazione risulta assolutamente indispensabile.

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Martelliamo?

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Se avete voglia di vedere che cosa è successo potete guardare questo video.

Una volta ottenuta la materia prima ed aver fatto finta di attaccare qualche tesserina, il Pripi si è dileguato, lasciandomi sola con una montagna di cocci da trsformare in tessere da mosaico. Sì, lo so, me la sono cercata!

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Con l’aiuto di un’apposita pinza per mosaico ho cominciato a tagliare, con molta pazienza, i cocci ottenuti. La difficoltà maggiore è stata ricavare le tessere dalle parti curve delle tazzine o dei piattini, i punti ovviamente più grossi, che ho dovuto quindi regolare anche in senso verticale, modificando lo spessore.

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Non è stato un lavoro molto semplice, devo dire la verità, ma è stata una sfida interessante. Fare lo stesso mosaico con tessere già pronte sarebbe stato senza dubbio più facile, ma non sarebbe stata una mutazione, semplicemente un mosaico. In ogni caso, pezzo dopo pezzo, ho creato prima la cornice (conservando almeno in parte l’idea originaria del Pripi); poi ho riempito lo spazio vuoto attorno alla libellula; in seguito ho preparato il corpo della stessa; infine ho completato le ali, che per semplificare sono diventate tinta unita.

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Ci sono volute ore per ultimare il mosaico. Ma sono state ore preziose, perché mi hanno permesso di ripensare all’intera raccolta di gennaio e a tutto quello che, noi di Ispirazioni & Co., abbiamo scritto, letto, commentato in questo ultimo mese. Al di là dei lavori manuali – e ce ne sono stati di bellissimi – sono stati molto interessanti i post che ci hanno fatto riflettere sulle mutazioni e  sulle metamorfosi dell’anima.

Nessuno di noi è immune al mutamento. Cominciamo a cambiare nel momento stesso in cui nasciamo e la nostra evoluzione è continua fino al giorno della nostra morte.

Ciò che mi è parso di cogliere, in generale, su questi cambiamenti è che sono spesso visti con una certa diffidenza, se non addirittura temuti. In verità, a ben pensarci, è una sciocchezza, perchè i mutamenti fanno parte di noi, in qualsiasi forma essi si manifestino.

Una frase mi ha colpito particolarmente fra gli splendidi good start delle nostre pagine It’s Isp & Co. TIME ed  è questa.

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Anche se i cambiamenti ci portano ad essere qualcosa di completamente diverso da ciò che eravamo, non è detto che il risultato debba essere per forza peggiore. Di certo il passaggio non è facile, spesso – anzi – è doloroso, ma quando il cambiamento è inevitabile, non ci si può opporre ad esso, neppure volendo.

Riprendo qui una bellissima frase che Riccardo, recentemente, ci ha regalato in uno dei suoi incredibili post.

Svuota la tua mente.
Sii senza forma.
Senza limiti, come l'acqua.
Se metti dell'acqua in una tazza,
l'acqua diviene tazza.
Se la metti in una bottiglia,
diventa la bottiglia.
In una teiera, diventa la teiera.
Ma l'acqua può fluire o spezzare.
Sii come acqua, amico mio."

(Bruce Lee)

Dovremmo imparare tutti ad essere così, come l’acqua. E i cambiamenti, allora, non ci spaventerebbero più. Li dobbiamo considerare parte integrante della nostra vita, anche loro parte del quadro finale, che va, via via, delineandosi.

In fondo tutti noi siamo fatti di tante parti, di tanti pezzettini che, come le tessere di un mosaico, si sommano portando ad un risultato che non sempre è perfetto, non sempre rispetta i canoni stabiliti, non sempre si adegua alle regole, ma è il nostro risultato e questo è quello che, in definitiva, conta di più.

Il mio mosaico non è perfetto. La superficie è assolutamente poco regolare. Ci sono alti e ci sono bassi. Ci sono tessere perfette e tessere venute male. Ci sono pieni e ci sono vuoti. Ma a me piace così.

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Al momento la libellula è sommersa da uno strato di stucco, ancora in fase di asciugatura (mai calcolato così male i tempi per un lavoro!), ma sta per uscire allo scoperto.

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E quando uscirà, sono certa, sarà bellissima!

 

Questo post è dedicato a tutti quelli che hanno il coraggio di cambiare.

 

Ed è il 50° post della raccolta mutevole di Ispirazioni & Co.

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27 commenti:

  1. Ma erano le tazzine del servizio bello? ;-)))
    Belle l'idea della libellula a mosaico!
    Aspetto di vederla terminata! Ora riposa mi raccomando!!!
    Un abbraccione
    Maria

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    1. No, no, Maria, niente servizio bello, ci mancherebbe.
      Appena sarà incorniciata pubblicherò la foto.

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  2. L'allievo ha superato il maestro....tuo figlio ha avuto un'idea geniale. ♥

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    1. Si, Verbena, lui ha avuto l'idea ed io ho lavorato.
      Un vero genio!!

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  3. ma guarda ... non sapevo di queste notizie sulla libellula .. so solo che mi piace tantissimo .... Fede che meraviglia la vostra idea ... siete una forza della natura tu e tuo figlio ...ho sempre amato i mosaici ... li ho fatti con sassi colorati con il riso ... hai mai provato a farli con il riso colorato ?? devi resistere dopo non si può più mangiare .... ma con una tazza poresa a martellate non ci avevo mai pensato .. con le mattonelle si però ....... non vedo l'ora che scapperà fuori da questa accoppiata vincente ... bravi Pripri e Fede ... siete supersonici ...... scommetto ... è una scatola !!!!

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    1. Giusi, ho scoperto di recente pure io le notizie sulle libellule. Casualmente. E sono rimasta folgorata!

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  4. Non vedo l'ora di vedere la fine... ma tu sei proprio matta! Spero solo fossero tazzine che non vedevi l'ora di distruggere :D ... e bravissimo al pargolo creativo! ;)

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    1. Si, ecco, matta. L'hai detto Beta!!!
      Però è venuto un bel lavoro!!!

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  5. Ma va deficiente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sei un mostro di creatività!!!!
    E mi sa che il tuo Pripi abbia preso da te. Per fortuna che ha una mamma così! Dio che nostalgia mi hai fatto venire... ma lasciamo stare.
    Geniale è dire poco! Dovrebbe essere venuto un lavoro stupendo. Aspetto le altre foto!
    Ciaooooo

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    1. Dico con orgoglio, Patri, che il pargolo ha molta fantasia ed inventa cose di tutti i tipi. Spero che gli rimanga questa cosa. Essere creativi è bellissimo!!!

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    2. Probabilmente se continuerai a coinvolgerlo in tutti i sensi, ascoltando i suoi suggerimenti per folli che possano sembrare o facendolo intervenire manualmente, sì.. è possibile che non perda questa dote.
      Per esperienza personale però ti posso dire che attraverseranno quel periodo in cui non ne vorraanno nemmeno sentire parlare. :)

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    3. Ahahahaaah, Patri, e ti manderanno ..... sì, immagino!!!

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  6. Fantastico Squitty!!!! Pripi e Mami accoppiata vincente di genialate!!!!!!!!
    bellissimo post, fantastico lavoro, ideona super e per finire: adoro i mosaici! anche se a dirla tutta....a metà post quando si capiva l'intenzione del mosaico ho pensato che facessi la congiunzione tra i due mesi..... mutazione in mandala di un semplice piatto rotto! ma la libellula è strepitosa......sarà super bellissima!!!!
    buona serata !!!!!!!!

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    1. WOW ideona .... mutazione in mandala di un piatto rotto!!!
      Sinide, genio!!!
      Però un'altra volta, se faccio un mosaico voglio provare con le tessere già tagliate. E' stato un lavoro molto faticoso questo. Avevo le mani rovinate alla fine.

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  7. Incredibile ... un lavoro stupendo e perfetto ... a dirla tutta a me piaceva anche senza stucco... a sono certa risulterà fantastica ...lo credo che era difficile ... come ogni mutazione richiede ... e ognuna di essa a volte è indispensabile
    un abbraccio

    p.s. qualcos'altro da frantumare???? ;))

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    1. E' vero, Giusi, lento come ogni mutazione.
      Però sono soddisfatta!!!
      Manca ancora poco perchè sia completo!

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  8. Splendastica!!!!!! Voglio vedere il finale!!!

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    1. Ahahahha, addirittura!!!
      Ripeto: appena sarà incorniciato, pubblicherò la foto

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  9. Che lavorane Federica! Aspetto di vederla terminata ma anche senza stucco è davvero bella!
    Complimenti!
    Concordo con te sui cambiamenti. Io sono una che non li affronta mai molto bene ma mi rendo conto che fanno crescere e portano sempre qualcosa di positivo se li si sa accettare.
    Un abbraccio
    Maria

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  10. Sono rimasta incantata dalle belle parole sulla libellula! Ho sempre pensato al camaleonte per i mutamenti e lo spirito di adattamento, ma ora posso ammirare anche la libellula che mi piace già tantissimo!
    Le tessere del mosaico non devono essere perfette proprio come l'andamento della vita.
    grazie per le cose interessanti che ho letto e complimenti per il blog. Da ora sarò con voi!
    sabrina

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    1. Benvenuta nell'armadio, Sabrina!
      Ma tu che ami il macramè .... qualche progetto #mandala ce l'hai?
      Il tema di febbraio è proprio questo.
      Ti aspettiamo a giocare con noi!

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