Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

29 ottobre 2015

#ispirazioninfiera - Vicenza - Abilmente - 15/18 ottobre 2015: Un caldo abbraccio per l'AISM di Trieste - Luisa De Santi e la coperta a crochet più grande del mondo

Vi ricordate, quando Carmela ci aveva mostrato le sue coloratissime pezze, dicendoci che avrebbe partecipato alla realizzazione di una grandissima coperta interamente lavorata all'uncinetto? Io me lo ricordo bene quel post, l'avevo pure commentato.
 
 
Volete continuare la lettura e scoprire i colori di Crochet Doll?
02. CROCHET DOLL
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25 ottobre 2015

Insieme Raccontiamo 2 - Sopra una nuvola bianca

Ma quanto è stato bello partecipare al primo appuntamento di Insieme Raccontiamo di Patricia


Questa volta le regole sono un po' cambiate - grazie Lupo che hai contribuito a questa modifica - e questa volta i partecipanti hanno la possibilità di scegliere fra due diversi tipi di finali:
- 200/300 battute
- 200/300 parole
Non male, no?

Ammetto che il nuovo incipit di Patricia, bellissimo, mi ha messo in seria difficoltà. Per vari giorni ho brancolato nel buio, ma questa mattina, all'alba, ho avuto l'illuminazione.

Patricia ha scritto

Il mondo alla rovescia

Quando l'ultimo sole tramontò ad est e la prima luna sorse ad ovest col suo tutù fatto di nuvole giallastre, finalmente si alzò. 
Si stirò. 
Era ora di muoversi.
Abitante della notte, si muoveva a suo agio nell'oscurità.
Ma nel suo mondo era sempre così. Tutto al contrario.
Troppo facile altrimenti.

22 ottobre 2015

#ispirazioninfiera - Vicenza - Abilmente - 15/18 ottobre 2015: Martina Vidal e il merletto di Burano

Le isole della Laguna di Venezia costituiscono da sempre una delle mete preferite del turismo non solo nazionale, ma internazionale. Parlo naturalmente di Murano, Burano e Torcello, verso le quali si dirigono la maggior parte dei tour organizzati. Anch’io ci sono stata e più di una volta, confermando sempre, al mio ritorno, l’opinione che Burano fosse la più bella fra tutte.
 
 
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01. MARTINA VIDAL VENEZIA
 
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19 ottobre 2015

#ispirazioninfiera - Vicenza - Abilmente - 15/18 ottobre 2015: Squitty incontra Ladiangy ed è magia!

Io non so proprio da che parte cominciare a raccontarvi la splendida giornata di ieri, nel senso che è stata così piena, così ricca, così emozionante, che avrei voglia di prendere una bella scatola, metterci dentro tutto, confezionare un bel regalo e spedirvelo direttamente a casa. Avete presente quei deliziosi pacchi a sorpresa con il pupazzetto che salta fuori e vi dice ta-taaaaaaaaaaaa? Ecco.

01

Però non so mica se lo farò, sapete? Anzi, correggo, non lo farò affatto. Il reportage da Abilmente sarà un racconto a puntate, #sapevatelo! Ci saranno tanti pacchettini regalo, che un po’ alla volta vi verranno recapitati e che, mi auguro (le Comari si augurano), vi faranno assaporare pian piano le meraviglie di questa splendida fiera creativa.

02

Da qualche parte devo pur cominciare. E da dove comincio se non dall’inizio? Inizio inizio direi, così inizio che più inizio non si può.

Come vi avevo già accennato, sono andata a Vicenza con un pullman organizzato (qui), quello che non vi ho detto è che la partenza era fissata per le 7.15 e questo, francamente, è stato abbastanza traumatico: era domenica pure per me e il cazzeggiamento nel lettone con il Pripi mi è proprio mancato. Ma tant’è, la prole è sopravvissuta e io anche.

17 ottobre 2015

Buon compleanno, armadio!

torta_2_anni

Di festeggiar è giunto il momento,

gioia profonda adesso io sento.

L’ultimo anno dietro le ante

è stato proprio entusiasmante.

 

Non so che dirò, sto improvvisando,

seduta sul letto, mi sto risvegliando.

Ormai dormo poco, sono anzianotta,

poco mi importa, se poi sarò cotta.

 

Le ore più belle davanti al pc

precedon di molto l’arrivo del dì.

Il caffelatte è lì che mi aspetta,

le mani sui tasti, goduria perfetta.

 

Un anno fa tre giorni son stati

di festa e baldoria un tantino fatati:

restyling del blog e tè super lusso,

bilancio globale di questo ho discusso.

 

15 ottobre 2015

#ispirazioninfiera - Abilmente: chi viene? + #incontrofracomari

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Bene. Bene. Bene. A che punto eravamo rimasti? Come sta procedendo l’avventura di Ispirazioni in Fiera?

Mi pare in modo soddisfacente, voi che dite?

Dopo l’esordio con il fiatone, il mio, a Kreativ di Bolzano, il reportage di panterona Rosy a Manualmente di Torino, il doppio appuntamento a Hobby Show di Milano con Angela e Licia e la partecipazione di Sara a Creattiva di Bergamo, è ora che le Comari e le loro amiche riprendano le peregrinazioni.

Oggi si aprono le porte di Abilmente ed è ora di partire per Vicenza. Quasi ora, almeno per me. Io ci andrò domenica 18 ottobre, con un pullman organizzato dalla merceria C’era una volta. Un esperienza completamente nuova, che non vedo l’ora di raccontarvi. Cosa succederà dentro ad un pullman pieno di signore assatanate di creatività? Curiosissima di vedere.

A Vicenza, però, non ci sarò solo io, perché fra le reporter (quanto mi piace questa parola!) di Ispirazioni in Fiera ci sarà di nuovo in azione Ladiangy, che secondo me non vede l’ora di usare ancora la sua bellissima borsa (Angela, già modificata?).

borsa2

13 ottobre 2015

Siro - Francesco Vidotto

01In un momento di scarse e distratte letture, ché il girovagare per il web mi sta di nuovo portando lontano dalle amate pagine cartacee, voglio raccontarvi di un libro, che ho letto già da un po’ e che continua a mandarmi segnali abbastanza insistenti dal davanzale, su cui l’ho appoggiato. Davanzale interno, si capisce, perché di solito non metto i libri fuori dalla finestra.

Ti decidi a parlare di me? Sì, effettivamente avrebbe pure ragione, perché certe storie vanno fatte conoscere. Non che Francesco abbia necessariamente bisogno della mia recensione, ché mi pare che di libri ne stia già vendendo parecchi, ma io mi sto affezionando a questo giovane scrittore, al suo modo di narrare, alle sue storie così semplici eppure così intense e mi fa proprio piacere condividere con voi qualche pensiero su questa mia lettura.

Siro dunque.

Un diario di pelle vecchio di oltre cinquant’anni con dentro una storia tutta scolorita, macchiata di vino, di sudore e di tante lacrime.

Una storia dura come la pietra, terribile e dolce, tenuta segreta, celata nel silenzio della gente di paese, nascosta in un passato lontano riportato a galla per caso una mattina di febbraio del 2005. Una storia d’amore e rassegnazione: la storia di Siro.

Siro è un pastore con mani callose e scarpe grosse. Vive insieme ai suoi fratelli e alla madre una vita misera all’ombra delle Dolomiti, resa ancora più difficile da un padre alcolizzato e violento.

Guarda con occhi lucidi i bambini che vanno a scuola e desidera più di ogni altra cosa imparare a leggere finché, un giorno di mezza estate, la maestra Roberta gli regala un abbecedario.

Siro studia lassù nei pascoli d’alta quota, in compagnia solamente del suo gregge e conosce mondi fantastici e lontani. Il cuore gli si gonfia di curiosità e lo spirito si raffina.

I suoi occhi celesti e intelligenti, un giorno di mercato, incontrano quelli di Vera. Fra loro nasce un amore di una passione profonda e travolgente. Un amore sano, unico e impossibile a causa l’ostilità violenta del padre di lei.

Siro si rassegna alla propria sorte, abbassa gli occhi, stringe forte i pugni e se ne va con le guance umide di lacrime senza immaginare quali feroci trame il destino avrebbe ordito su di lui.

Ne verrà a conoscenza un po’ per volta, inghiottendo bocconi taglienti e amari fino ad invecchiare e a guardare con stupore, dal tavolo di un’osteria, con un bicchiere di rosso stretto in mano, quale sorpresa la vita può ancora riservare. Dopo tante sconfitte e così tanto dolore, finalmente una goccia di miele, una goccia piccola, dolce e preziosa. Una goccia soltanto che vale una vita intera.

(Siro, Francesco Vidotto, Minerva Edizioni)

6 ottobre 2015

Astrosamantha incontra Aysha - Il video

Insomma ce l’ha fatta. Aysha è riuscita a realizzare il suo sogno: ha incontrato Samantha Cristoforetti.

Astrosamantha   Aysha

(fonte)

Grande entusiasmo fra i bambini della IIB, che hanno aspettato pazientemente … hanno aspettato e basta … quel momento incredibile.

Difficile raccontare a parole l’intensità di quei pochi minuti. Vi garantisco che trovarmi lì davanti è stato tanto, tantissimo, pure per me.

Vi regalo il video che ho girato ieri.

 

La Giornata della Pace – premessa dell’evento di ieri – e la storia di Aysha sono raccontati anche in:

Bandane arancioni per la Festa della Pace

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Samantha Cristoforetti risponde ad Aysha

XII Giornata della Pace – In marcia con la IB

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Aysha racconta – Il video

Astrosamantha al Muse – IIB, presente!

ISPIRAZIONI & CO. - Shining 1 - Improvvisazione wire per un cuore di pietra (e sproloqui horror-filosofici)

Recita così il mio vetusto, ma pur sempre valido, dizionario di inglese:

shine [ʃain], s. 1. splendore; luminosità, lucentezza: dazzled by the – of gold, abbagliato dallo splendore dell’oro || to take the – out of, togliere la lucentezza a; fig. eclissare, diminuire lo splendore di 2. luce del sole, bel tempo || rain or – , qualunque sia il tempo 3. lucidatura, lucidata (di scarpe): to give one’s shoes a good –, (fam.) dare una buona lucidata alle proprie scarpe.

To shine, pass. p. p. shone [ʃɔn], nei sensi 3. e 4. shined [ʃaind], v.t.i. 1.  splendere, brillare (anche fig.); emettere, riflettere luce: a cat’s eyes – in the dark, gli occhi del gatto brillano nella oscurità; his face shone with gratitude, il suo viso brillava di gratitudine; the sun is shining, il sole brilla 2. essere brillante, eccellere: he does not – in conversation, non è brillante nella conversazione 3. (amer.) lucidare: he has shined your boots, ti ha lucidato gli stivali 4. to – up, (fam) pulire, lucidare, lustrare || to – up to s.o.., (pop. amer.), cercare di cattivarsi la simpatia di qlcu.

shiner [‘ʃainə*], s. 1. cosa che splende, che brilla 2. lustrascarpe 3.  (fam.) moneta d’oro; pl. denaro

shining [ʃainiŋ], ag. risplendente, brillante; luminoso.

Non tenendo conto di alcuni significati, che potremmo qui liberamente definire secondari, shining e parole affini rimandano a qualcosa di luminoso, lucente, splendente, un qualcosa che brilla, che emana o riflette la luce.

Questo sarà il filo conduttore di Ispirazioni & Co. per il mese di ottobre.


Eppure, nonostante io conosca molto bene il significato di questa parola, ché il mio inglese è sì arrugginito, ma neppure completamente dimenticato, c’è solo un’unica cosa che - immediatamente, inevitabilmente, immancabilmente – mi viene in mente, quando la sento
 
 
ed è proprio la faccia spiritata dell’immenso Jack Nicholson in quel capolavoro assoluto della cinematografia mondiale che è Shining di Stanley Kubrick.

Non credo che servano molte presentazioni, ma mi rendo conto che non è un film alla portata di tutti. È veramente tosto. Colpisce come un pugno nello stomaco. Mette ansia, porta inquietudine, suscita paura, incute terrore.

Il film è tratto da un libro di Stephen King, che, almeno in un primo tempo, prenderà le distanze dall’opera cinematografica.
 

L’Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d’inverno, quando l’albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all’Overlook, ed è allora che le forze del male si scatenano con rinnovato impeto: la famiglia si trova avvolta ben presto in un’atmosfera sinistra. Dinanzi a Danny – che è dotato di un potere extrasensoriale, lo “shine” – si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell’albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima. (Stephen King, Shining, Bompiani)

Fuori della porta erano ammucchiate quattro valige: tre vecchi valigioni malandati in similpelle nera imitazione coccodrillo e un’enorme sacca di stoffa scozzese un po’ sbiadita, chiusa da una cerniera a lampo.

“Ce la fai a spostare questa, vero?” chiese Halloran a Danny. Quanto a lui, sollevò con una mano due valigioni e s’infilò il terzo sotto il braccio.

“Sicuro” rispose Danny.

*****

“Vuoi che ti dia una mano?”

“No, signore” rispose Danny. Senza protestare riuscì a portare la sacca per gli ultimi dieci o dodici gradini e la depose a terra con un profondo sospiro di sollievo.

“Bravo” fece Halloran. Levò di tasca un grosso mazzo di chiavi e aprì il bagagliaio. “Tu irradi, ragazzo; più di chiunque altro abbia mai incontrato in vita mia” disse, mentre sistemava le valige “E il prossimo gennaio compirò sessant’anni”

“Come, come?”

“Hai una dote naturale” spiegò Halloran, voltandosi. “Io, l’ho sempre chiamata l’aura. La chiamava così anche mia nonna. Lei la possedeva. Quando ero un bambino, della tua età, ce ne stavamo seduti in cucina e facevamo chiacchierate interminabili senza bisogno di aprir bocca”.

“Davvero?”

Halloran sorrise a Danny che lo fissava a bocca aperta, con espressione quasi avida. “Vieni qualche minuto a sederti in macchina con me” disse “Ho qualcosa da dirti”. E con un colpo secco richiuse il bagagliaio.

*****

“C’è un sacco di gente che possiede un po’ di aura. Loro, però, non lo sanno. Ma sembra sempre che si presentino con un mazzo di fiori in mano quando le loro mogli hanno le paturnie per via dei disturbi mensili. A scuola sanno a menadito la lezione anche se non l’hanno studiata, capiscono subito cosa pensa le gente non appena mettono piede in una stanza”

*****

“Riesci a fare qualcos’altro, Danny? Riguarda solo i pensieri e i sentimenti, o c’è dell’altro?”

“C’è dell’altro, per lei? chiese titubante.

“Qualche volta” rispose Halloran. “Non spesso. Qualche volta … qualche volta ci sono sogni. Tu sogni, Danny?”

“Qualche volta. Sogno da sveglio”

*****

“Ciò che tu possiedi, figliolo” continuò “io lo chiamo l’aura, la Bibbia lo chiama avere le visioni, e certi scienziati lo chiamano precognizione. Ho letto un sacco di roba sull’argomento. Questi modi di dire significano vedere il futuro. Capisci che cosa intendo dire?”

Danny fece un cenno di assenso.

*****

“Ma c’è una cosa che devi ricordare, ragazzo mio, ed è questa: non sempre quelle cose si avverano”

Nel film di Kubrick l’aura del libro prende un altro nome, si chiama luccicanza.

 
Aura o luccicanza, qualsiasi nome si preferisca, è dunque la capacità di vedere oltre, di vedere cose che gli altri non vedono, di prevedere ciò che accadrà in futuro.

Una dote non comune qui, in questo contesto, ma molto più diffusa, se la cerchiamo nel campo della creatività.

Non è forse vero che un creativo possiede questo dono? Non ha la capacità di andare oltre, dando vita ad oggetti, pensieri, immagini, che paiono usciti dal nulla?

Il creativo non riesce, forse, a vedere ciò che chi non è creativo neppure riesce ad immaginare, suscitando, di conseguenza, reazioni più che giustificate? Ma come hai fatto? Come ti è venuta questa idea? A me non sarebbe mai venuto in mente.


Il creativo non mette da parte i materiali più disparati in previsione di un utilizzo futuro? Non prende appunti su quaderni sgualciti con l'intenzione di rielaborarli poi più compiutamente? Non butta giù schizzi con la prospettiva di riprenderli in mano al momento giusto? Il creativo non vede un po' il futuro?


Il creativo, insomma, a mio modo di vedere, è dotato di shining.


Nel marasma intellettuale, che questo tema ha suscitato in me, c'è un'altra questione sulla quale mi preme farvi riflettere e sulla quale, ultimamente, mi sto ponendo delle domande.


Senza volersi improvvisare fattucchiere o maghi da strapazzo, senza pensare a fenomeni paranormali, senza immaginarsi spettatori davanti ad una sfera di cristallo o ascoltatori di un improbabile responso - immagino oracoli, carte, sogni - esiste la possibilità di vedere oltre?


Non dico in maniera compiuta, si intende, parlo di sensazioni, di impressioni, di percezioni. Parlo di coincidenze, parlo di eventi, che vanno ad incastrarsi perfettamente fra di loro come le tessere di un puzzle.


Arrivo al punto, riprendendo pure una delle domande che Fabiola - iena perfetta -  mi ha posto nell'ormai nota doppia intervista insieme al Lupo, caso o volontà?


C'è, dunque, un motivo particolare per cui, moltissimi anni fa, in una passeggiata in Val Martello, dove peraltro sono recentemente ritornata con Barbara, mi sia stato donato un cuore di pietra?




Non cercavo nessun cuore io, non cercavo veramente nulla, eppure me lo sono trovata davanti e me lo sono portata via. Senza esitazione alcuna, con la sensazione che forse, un giorno, sarebbe potuto diventare qualcosa di diverso.

Ricordate la risposta che ho dato a Fabiola? Il caso che stimola la volontà. Il caso mi ha messo davanti ad un bivio, potevo dire di sì oppure di no. In ogni caso la scelta, la volontà, è stata solo la mia.


Non è così che succede? Si fanno delle scelte, nella creatività come nella vita, e quelle decisioni poi, a volte compiute con coscienza (il creativo in azione) oppure seguendo una sensazione (chissà che ...), portano a dei risultati o hanno delle conseguenze precise, a volte inevitabili.


Per molto tempo quel sasso è rimasto nascosto dentro ad un bauletto di legno, che sta vicino al mio letto e nel quale sono contenuti i miei ricordi più cari. L'ho conservato gelosamente, a volte chiedendomi pure il motivo di tanta determinazione. L'ho tirato fuori molte volte nel corso degli anni, ma me ne sono anche scordata, come tutte le cose che non hai sempre sott'occhio. C'era e non c'era insomma. E' sopravvissuto persino all'ultima crociata, quella con lo stendardo tabula rasa per capirci. Quella in cui, per il povero sasso, non pareva proprio esserci più speranza.


Eppure, incredibilmente, è arrivato il suo tempo.


Inaspettato come un fulmine a ciel sereno (impensabile fino a qualche mese fa, me l'ero quasi scordato, ve l'ho detto), frutto di un preciso momento (Barbara in Val Martello, Ispirazioni & Co. che si apre a temi di più ampio respiro), esito di un ritorno (sul luogo del delitto), conseguente alla conoscenza di un qualcosa di pressoché ignoto fino a pochissimo tempo fa (la tecnica wire, grazie Licia).



 
(il luogo del delitto: vicino a questa chiesetta ho trovato il sasso)

Casualità, sì.

Ma ora soprattutto volontà, la mia, di dare forma a qualcosa che è sempre stato lì, di compiere l'incompiuto. Di dare un senso, insomma, a questo cuore di pietra.


Mi pare, quindi, giunto il momento di presentarvi il mio lavoro.


Tecnica wire. Questa sconosciuta, almeno per me. Una googlata, un salto in Pinterest ed è stato amore. Ma voi avete mai visto che meraviglie nascono con questa tecnica? Andate subito a dare un'occhiata, perché vi si apre un mondo.


Preciso qui, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che l'aver scoperto questa tecnica, non me ne ha fatto certo acquisire la padronanza. Quindi, non me ne vogliamo le creatrici di questi gioielli, ma io mi ci sono buttata a pesce (tutta colpa di Ispirazioni & Co., come sempre).


In compagnia della mia pietra sono andate in merceria e, non sapendo quasi cosa chiedere, ho spiegato le mie folli intenzioni alla signora del negozio. Che io fossi una dilettante allo sbaraglio era piuttosto evidente, ma lei mi ha incoraggiata, consigliandomi il materiale secondo lei più idoneo a questo primo esperimento.


Mi ha proposto un filo molto sottile, facilmente modellabile con le mani, in modo da non essere costretta ad acquistare tutta quella serie di pinze, tronchesi, twister e altri strumenti mai visti, che probabilmente avrei usato una sola volta.




Il filo effettivamente è risultato molto facile da modellare, ma la sensazione che ho avuto è stata quella che fosse troppo sottile per imbrigliare una pietra come quella. Perché ovviamente il mio primo esperimento non poteva essere con un sasso sottile, liscio, regolare quanto piuttosto con un macigno di spessore considerevole e con una morfologia assolutamente irregolare. A me piace complicarmi la vita, lo sapete.



Così ho deciso, improvvisando totalmente, di creare un filo molto più grosso e più resistente, tagliando 10 pezzi di quello comprato (ognuno di 60 cm.) e riunendoli in un fascio attorno al quale ho avvolto, pazientemente, il filo sottile.



Il lavoro è stato lunghissimo, a tratti pure molto noioso, ma alla fine, sono riuscita ad ottenere ciò che volevo.



Leggendo i consigli trovati nel web e guardando qualche tutorial, ho potuto capire che uno dei problemi fondamentali da risolvere con questo tipo di lavori è quello di assicurare per bene la/le pietra/e al filo. Esso, in pratica, non svolge solo una funzione decorativa, ma pure una strutturale. E' ovvio naturalmente, ma per una principiante questo costituisce veramente un problema.

La mia idea iniziale era quella di avvolgere la pietra con il filo, seguendo un motivo che avevo pure disegnato: una specie di zigzag per capirci. Sinceramente, però, non mi convinceva troppo da un punto di vista estetico e la soluzione creava dei problemi evidenti di tenuta.


È stato il momento più difficile, perché mi sono ritrovata ad un punto morto. Tanto lavoro per creare quel filo e pareva non servire a nulla. Poi, ad un tratto, mi sono venute in mente le parole del Lupo - sì, sì, sta cominciando a rompere, lo so - parole dette, parlando di tutt'altra cosa, ma perfette in questo contesto.


Sono in difficoltà sui modi, non sono convinta al 100%.

Inizia a camminare e segui l'istinto e il cuore, la strada verrà da sè
Non soffermarti sul particolare, guarda a 360°.

Come viene, dici?

Non a caso ... segui il cuore.
Parti come pensi sia giusto, semmai correggi.
Puoi deviare strada ad ogni istante.
Ad ogni nuovo passo.

Ovviamente il personaggio in questione si monterà la testa, già me lo vedo, ma devo ammettere che è stata proprio questa frase, che mi ha dato la spinta per terminare il lavoro, perché per un istante ho pensato di buttare tutto dalla finestra e ricominciare da capo.

Così, senza pensare troppo, cancellando dalla testa lo schizzo che mi ero fatta, mi sono buttata. La verità è che ci avevo messo tanto tempo a preparare il filo più grosso, la mia paura era quella di rovinarlo irrimediabilmente e di dover ricominciare da capo. E questo mi ha bloccato.

Ho deciso, dunque, di seguire il cuore, fregandomene, eliminando la paura di sbagliare e, non ci crederete, le mani hanno cominciato a muoversi più sicure, dando forma ad un qualcosa, che inizialmente non avevo minimamente immaginato.


Un primo otto, poi un altro, poi un altro ancora. Uno di seguito all'altro fino a formare una catena. Otto ... otto ... otto, perché proprio otto?
 

L'otto non è solo un numero, vero? È anche il simbolo dell'infinito. Mi è sembrato perfetto, subito, all'istante, perché infinite sono le possibilità di una mente creativa, così come infinite possono essere le opportunità nella vita di una persona, basta solo saperle cogliere.

E con quella catena di otto ho avvolto il cuore di pietra.

 
Mancava ancora una cosa per completare questo ciondolo: un filo sottile che assicurasse il cuore alla struttura. Un filo fatto passare in maniera abbastanza casuale da un anello all'altro. Le possibilità sono infinite, si presentano in maniera casuale e, spesso, non sono così chiaramente visibili.


Ed ecco qui il mio ciondolo finito.


Probabilmente non diventerò mai una Licia o una Martha, ma per essere il mio primo esperimento sono abbastanza soddisfatta. All'80% come dicevo alle Comari, perché questa volta, inutile negarlo, ho avuto parecchie difficoltà ad ottenere ciò che volevo. L'idea iniziale è stata completamente abbandonata a favore di una totalmente diversa.

Ma del resto Halloran aveva parlato chiaro

"Ma c'è una cosa che devi ricordare, ragazzo mio, ed è questa: non sempre quelle cose si avverano"



Questo post partecipa a



Vi aspettiamo con le vostre scintillanti proposte



L'appuntamento è per martedì prossimo a casa di Rosalba.
 
 
I POST DELLE COMARI
 

Shining 1 - Improvvisazione wire per un cuore di pietra (e sproloqui horror-filosofici) - Federica
Shining 2 - Basco pailettes- Tutorial - Rosalba
Shining 3 - Il barattolo della calma - Barbara
Shining 4 - Il colore della paura - Fabiola
Approfondimento - Shining. Cala il sipario - Federica

5 ottobre 2015

Astrosamantha al Muse - IIB, presente!

Samantha al Muse

(fonte)

L’annuncio ufficiale del museo parla chiaro. E’ tutto vero. Lei ci sarà.

Pure la telefonata della Maestra Stella e la mail dei rappresentanti di classe parlano chiaro. Anche noi ci saremo.

ASTROSAMANTHA + IIB = GIORNATONA

L’arrivo a Trento di Samantha Cristoforetti costituisce un evento importantissimo per il Muse e per la cittadinanza tutta, ma riveste un significato particolare per i nostri bambini, che questa primavera hanno avuto l’onore di ricevere un messaggio speciale dallo spazio.

La lettera e le fotografie, in verità, erano indirizzate ad Aysha, ma è evidente che l’emozione di quel momento è stata vissuta fortemente da tutti loro.

Riusciranno i nostri eroi ad incontrare Samantha? Il sogno riuscirà ad avverarsi?

striscione2

Per noi l’appuntamento è alle 16.00 davanti alla scuola.

Per tutti è alle 18.00 al Muse.

Posso dire di essere un tantino eccitata?

 

Chi volesse seguire l’evento potrà guardare la diretta streaming sul sito del Muse.

Chi, invece, non sarà a Trento potrà controllare gli aggiornamenti del calendario ufficiale del Post-Flight Tour.

 

Se, invece, volete rileggere i miei post sulla XII Giornata della Pace e sulla bella storia di Aysha, non vi resta che dare un’occhiata qui sotto:

Bandane arancioni per la Festa della Pace

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Samantha Cristoforetti risponde ad Aysha

XII Giornata della Pace – In marcia con la IB

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Aysha racconta – Il video

XII Giornata della Pace - Una lettera dalla spazio - Aysha racconta - Il video

Ve la ricordate Aysha, la bambina pakistana compagna di scuola del Pripi, che questa primavera aveva scritto ad Astrosamantha, ricevendo poi una lettera dallo spazio?

Ne avevo parlato qui.

Il racconto di questa sua incredibile esperienza aveva costituito il clou della XII Giornata della Pace.

foto palco

Quel giorno io ed un'altra mamma avevamo giocato alle inviate speciali, riuscendo - con abilità e furbizia - ad infiltrarci sotto il palco. La verità è che ci eravamo preventivamente accordate con la Maestra Stella, referente del progetto Tuttopace, ma la faccia dell'addetto comunale, che ci voleva tenere fuori dall'area transennata, ci aveva fatto capire che noi, in realtà, eravamo per lui una vera sorpresa. Abbiamo il permesso della Maestra Stella mi ero sentita dire un po' incredula. Non certo una bugia, però ...

I telegiornali delle emittenti locali avevano mostrato solo una parte di quel momento speciale, ma io oggi ve lo regalo per intero.

Lo trovate qui.

Dateci un’occhiata, perché è veramente emozionante.

 

Qui gli altri post relativi alla XII Giornata della Pace.

Bandane arancioni per la Festa della Pace

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Samantha Cristoforetti risponde ad Aysha

XII Giornata della Pace – In marcia con la IB

3 ottobre 2015

XII Giornata della Pace - In marcia con la IB

L’appuntamento era per le 9.00 precise. A scuola.

Tutto era pronto dal giorno precedente, mi ero organizzata bene. Sapevo che sarebbero bastati pochi minuti di ritardo e mi sarei persa l’uscita dei bambini. I tempi erano stretti, anzi strettissimi, e io non volevo perdere neppure un minuto di quella giornata che, lo sapevo già, sarebbe stata incredibile.

Troverà il Maestro Sandro e la Maestra Claudia, perché io sarò in Piazza Duomo a definire gli ultimi dettagli questo mi aveva detto la Maestra Stella il giorno prima. Agli ordini, capo.

Per arrivare a scuola da casa mia ci vuole un quarto d’ora scarso, anche meno volendo, ma io alle 8.30 ero già fuori. Ero piuttosto agitata, come mi succede sempre prima di un momento importante, ma ero soprattutto curiosa di andare a vedere che cosa stava succedendo in quella che poi sarebbe stata il cuore della festa: la nostra piazza più bella.

E quel giorno lo era veramente: sgombra da bancarelle, svuotata dal quotidiano carico-scarico merci, liberata dal passaggio degli autobus. Splendente per i raggi del sole, finalmente e provvidenzialmente arrivati.

01

Gli spazi ormai delineati, quasi un’illusione ottica, erano pronti per accogliere centinaia di bambini festanti.