Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

30 settembre 2015

I Quattro Elementi di Nasoallinsù - La magia dei tessuti aerei

Era una serata molto fredda l’anno scorso alla Cosina Nonesa e tutti noi non vedevamo l’ora di tornarcene a casa. Ci eravamo divertiti un sacco e, come sempre quando si sta in compagnia, non avevamo disdegnato il buon cibo e il buon vino (o forse la birra, conoscendoci).

I bambini, naturalmente, erano felicissimi di aver passato un bel pomeriggio insieme ed erano addirittura galvanizzati per aver potuto mangiare allo stesso tavolo, cosa che – lo sa chi ha figli – costituisce sempre un momento molto speciale.

Dopo aver  lasciato l’ennesimo somàs, ormai diretti verso le macchine, ci siamo però accorti di un discreto movimento sulla piazza principale di Fondo, quella con l’idrocronometro astronomico per capirci.

Fondo-idrocronometro

(fonte)

Qualcosa stava per accadere, ma noi, giunti a Fondo con l’unico scopo di riempire la pancia, eravamo assolutamente ignari di cosa. La curiosità aveva però avuto il sopravvento, soprattutto dopo aver visto una strana struttura montata proprio in prossimità dell’orologio. Luci, suoni, persone, strani teli penzolanti: tutto aveva contribuito a farci cambiare idea. Non era neppure tardi per i bambini, ci si poteva proprio fermare.

Ma che cosa fanno? A cosa servono quelle lenzuola appese? Quanto dobbiamo aspettare? Ma dove ci sediamo?  Su, su, mettetevi comodi e vediamo che succede.

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27 settembre 2015

Di ciabatte e di risate (ovvero “Adotta una specie in pericolo”)

Venerdì mattina, mentre stavo facendo la spesa, una mia amica blogger, di cui non rivelerò il nome neppure sotto tortura, mi ha mandato una strana mail.

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Che la persona in questione sia adorabile è cosa nota, che ultimamente stia rivelando una verve poco comune è altresì risaputo, ma che potesse raggiungere tali livelli di follia, francamente, ha stupito pure me.

Follia in senso buono, sia chiaro, perché sarebbe più corretto parlare di genio.

La conversazione che ne è seguita, in certi momenti al limite del surreale e che riporto qui fedelmente anche se con opportuni tagli per risparmiarvi i dettagli tecnici e soprattutto per tutelare la privacy della mia amica,  che naturalmente è entrata nel PPT (Programma Protezione Blogger), è la dimostrazione che le collaborazioni in rete, soprattutto quando i due interlocutori si intendono a meraviglia, sono sempre cosa buona e giusta.

Blogger misteriosa: Ma che peccato !!!!!!!! Appena viste sono sbiellata dal ridere… giuro che te le volevo regalare, ma sono prodotte solo nelle misure da uomo per cui 41/47.  Ti mando foto si chiamano  Mannaro !!!!! Dio mio che ridere  possiamo solo regalarle al Lupo vero me lo immagino nella sua casa con le pantofole ai piedi ah ah ah  !!!!

Squitty: Ahahahahahahahahahha, scusa, ma quasi me la faccio sotto dalle risate!!!!! Oddio, muoioooooooooooo!!!! Posso usare la foto????? Faccio un post e prediamo per il culo il Lupo, che dici???? si, si, si ---- ti prego dimmi di siiiiiiiiiiiiii

25 settembre 2015

Insieme Raccontiamo 1 - La giostra

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(fonte qui)
 
C’è una bella iniziativa a casa di Patricia, ma bella davvero. Partita il 20 settembre sta già riscuotendo un certo consenso fra i suoi lettori, sia quelli affezionati – ormai abituati alle chicche della padrona di casa – sia quelli nuovi – visibilmente catturati dalla simpatia, dall’entusiasmo e dalla generosità d’animo di questa nostra amica.
 
Io mi colloco a metà fra queste due categorie, perché seguo Patricia da parecchio tempo, ma solo ultimamente mi sono buttata veramente nella mischia. Così, sull’onda dell’entusiasmo per queste nuove esaltanti partecipazioni, ho deciso di giocare con lei e con tutti gli altri ad un nuovo divertente gioco. Non facile, ma molto, molto stimolante.
 
La cosa funziona più o meno così: Patricia proporrà un breve racconto e chi vorrà partecipare dovrà scriverne il finale. Bello, no? Peccato però che le regole sono ferree e … andatele a scoprire qui. Sono sicura che vi verrà subito una voglia matta di partecipare.
 
Ecco, dunque, l’incipit di Patricia
 
Un libro
 
Un'amaca all'ombra, una birra gelata, un buon libro. Cosa c'è di meglio nelle afose giornate estive? Quando il sole e l'umidità liberano la pigrizia?
Poi, ci si muove ugualmente. Basta lasciare la briglia sciolta alla fantasia. E un buon libro aiuta.
Lo chiuse. Con la mente prese per  mano il protagonista e...
 
e il mio finale
 
salì sulla giostra.
Fu catapultata in un mondo magico.
Adornato di fiori e di note musicali, tessuto con fili di parole, dipinto con i colori dell'amore, era proprio come l'aveva sempre immaginato.
Si lasciò cullare, stregata dal vortice delle sensazioni.
Una cosa era certa, non sarebbe più scesa.
 
Scritto così, bello allineato, supera chiaramente il limite massimo delle battute consentite. Ma è solo un vezzo che mi permetto qui. Sapete? Sono come Hercule Poirot, adoro la simmetria.
 
Vi assicuro, però, che la versione che lascerò a Patricia è perfettamente regolare.
 
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Questo per prevenire le prevedibili battute di colui che, in altra sede, ho deriso in maniera ignobile.
 
Detto questo, vi invito ad andare a leggere i racconti di chi si è cimentato in questa interessante prima sfida. Li trovate qui.
 
Perché non provate anche voi?
 
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21 settembre 2015

Io e il Lupo, la storia

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Ieri sono passata dal Lupo.

Lo scambio di battute con Giusi, Rosalba e Patricia mi ha dato modo di pensare. Ho meditato molto, sono sincera, e ho deciso di fare una cosa, che non era assolutamente programmata, che non avevo la minima intenzione di fare, che sorprenderà molti, ma che, ora, mi pare giusto condividere con voi, semplicemente perché il mio istinto dice così o forse perché arriva il tempo per ogni cosa.

Voglio raccontarvi una storia.

In un tempo ormai lontano, si parla del 2001, una mia amica mi disse tu devi assolutamente provare, non puoi non farlo, ti divertirai un mondo. Io la guardai come fosse una specie di alieno, cercando di capire il significato delle sue parole, ma capendoci – inutile negarlo – veramente poco.

Usavo Internet da tempo brevissimo, quindi l’idea di poter comunicare con altre persone attraverso un pc era per me praticamente fantascienza. Le chat poi erano un qualcosa di talmente misterioso, di così estraneo alla mia realtà, che mi risultavano veramente indecifrabili.

In quel periodo ero praticamente sempre sola a pranzo, così un bel giorno mi ritrovai dentro Chatta.it. Le parole della mia amica mi avevano veramente incuriosito, sapete? E poi lei non era certo tipo da mollare la preda, non mi avrebbe dato tregua fino alla mia definitiva capitolazione.

All’inizio mi sentivo una vera cretina. Osservavo queste conversazioni di gruppo con una certa diffidenza, non comprendendo come queste persone dai nomi spesso assurdi potessero stare lì a parlare del più e del meno con degli estranei. Si divertivano anche, incredibile ma vero.

Un paio di giorni e la cosa già mi era venuta a noia. Ma le pulci dentro le mie orecchie  continuavano a farsi sentire e io, comunque interessata ai meccanismi della chat,  tornai dentro quello strano contenitore. Non ricordo neppure il nick che avevo scelto, era stata una cosa inventata al momento, evidentemente non particolarmente originale, visto che non ne trovo traccia dentro la mia memoria.

19 settembre 2015

#ispirazioninfiera - Bolzano - Kreativ - 18/20 settembre 2015

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Diciamolo! E diciamolo subito, fuori il dente e fuori il dolore: io, la Squitty, come inviato speciale faccio ridere i polli.

Cioè, non è che l’idea non sia fantastica, eh! Perché, quando l’altro giorno ho avuto l’illuminazione divina e ne ho parlato con le Comari, mi sono sentita pure molto genio ad averla avuta. Mettiamoci poi che le mie adorabili amiche, che ancora non ho ben capito perché si ostinino a seguirmi in ogni mia follia, ci abbiano messo del loro, elogiando la trovata - non solo, ci si siano proprio buttate a pesce – e io mi sono veramente sentita investita di una missione e sono partita per Bolzano con tutto l’entusiasmo di cui sono capace.

Ma dell’entusiasmo il buon reporter non se ne fa un fico secco. O meglio, accanto a quello, forse si porta anche altro. Cose tipo informazioni precise, piano d’azione, strumentazione adeguata. Cosette, eh! Il buon reporter si organizza e non carica lo smartphone un quarto d’ora prima di uscire di casa. Il buon reporter si accorge se la macchina fotografica, di cui peraltro è dotato, è praticamente scarica. Il buon reporter, invece che smaltarsi le unghie, quando ormai ha un piede già in macchina, ritiene più opportuno leggere con attenzione il promemoria, che i suoi validi collaboratori hanno preparato per la riuscita dell’operazione Ispirazioni in Fiera. Questo solo per fare qualche esempio.

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Insomma il buon reporter questo genere di cose le fa. Io, Squitty, per l’occasione dilettante allo sbaraglio, non le ho fatte. Ma, permettetemi, cari lettori, sono reduce da una settimana di notti insonni, di mal di testa, di tosse e di menate d’altro tipo. Ho fatto del mio meglio.

8 settembre 2015

ISPIRAZIONI & CO. - I quattro elementi 2 - Fuoco - Ciondolo in legno con simbolo alchemico pirografato

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Io sono Fuoco.

Sono energia yang e ho pertanto il privilegio di stare sul lato soleggiato della collina assieme alla mia amica Aria.  Non ce la passiamo affatto male, sapete? Dalle nostre parti è sempre giorno, c’è un bel calduccio – che alla mia età procura un certo piacere fisico – e c’è luce in abbondanza (meno male, perché sono un tantino ‘cecato). Quelli sfigati, secondo me, sono loro, Acqua e Terra, che se ne stanno sempre in ombra, al buio, di notte, al freddo, con la sola compagnia della Luna. Liberissimi, eh, mica voglio giudicare la loro scelta, ma a noi è andata sicuramente meglio.

Sono pieno di fervore, anche troppo a volte, lo so. Ma il mio ardore, sappiatelo, è l’anima del vostro mondo. Senza di me, insomma, il vostro bel castello crollerebbe giù, carta dopo carta, e sarebbe nulla.

Come Agni sono vita ed energia, ne ho da vendere, garantito. Più di quanto immaginate.

Sono coraggioso, perché vado dritto alla meta, senza paura di espormi, di dire la mia. Lotto, insomma, per quello in cui credo.

Sono forte. La baracca, in pratica, la tengo su io.

Sono passionale in tutto ciò che faccio, perché senza passione la vita sarebbe veramente piatta.

Sono molto determinato. Un tantino ‘de coccio a dirla tutta. Ma, di solito, se mi metto in mente una cosa, a quella prima o poi arrivo.

Amo trasformare le cose, perché nulla – come diceva il buon vecchio Eraclito – rimane uguale a se stesso. E’ inutile illuderci, le cose cambiano, noi cambiamo. Pánta rêi, tutto scorre. Non dobbiamo avere paura dei cambiamenti, non dobbiamo fossilizzarci su un’idea. E’ solo la nostra mente a porre limiti alla trasformazione. Se arriva il tempo di cambiare, è giusto farlo. Non prendiamoci in giro insomma, prendiamone atto. La vita deve procedere, noi dobbiamo evolverci. La diga costruita dai nostri pensieri e dai nostri ricordi prima o poi crollerà, perché il fiume è più forte. Più rimarrà imbrigliato, più la sua forza sarà dirompente. Non temo le trasformazioni: sono naturali, ovvie, necessarie.

Io sono per l’azione, sempre e comunque. Non mi piace subire gli eventi, li devo cavalcare. A volte cado di sotto, non crediate che sia sempre semplice, ma almeno ci provo.

Sono impulsivo. Beh, sì, come negarlo?

Sono l’inizio delle cose. Sì, certamente, io inizio molto, concludo poco. E’ un mio difetto, lo so, ma volete mettere l’eccitazione di cominciare qualcosa di diverso, anche solo per il gusto di farlo?

Sono creativo. La mia creatività mi fa vivere. È la mia forza, la mia energia, il mio cibo. Se non mi nutro ogni giorno, io mi spengo. E poi muoio.

Sono vitale. Ultimamente un tantino acciaccato, sono anziano, lo sapete, ma lo sarei. Sì, lo sarei. La mia natura è questa.

Sono irruento. A me calma e tranquillità mettono l’angoscia.

Sono impulsivo, perché agisco d’istinto. Penso raramente. Non conto mai prima di agire e, se comincio a farlo, arrivo sì e no ad uno, forse a due, se va bene.

Devo essere alimentato giorno dopo giorno, altrimenti mi spengo.

Fortifico l’Aria, riscaldo l’Acqua, ma ho un bisogno disperato di Terra per trovare la mia direzione.

Il Leone mi appartiene ed è la mia creatura più perfetta.

Viaggio verso Sud, armato di bastone. E, quando colpisco, colpisco duro. Attenzione.

Adoro l’estate e il colore giallo, il mio preferito.

Amo i rubini, mi rappresentano bene, ma – chissà perché – non ne ho nemmeno uno. Prima o poi me lo aspetto.

Alcune creature vivono sotto la mia protezione, lo sapevate? Sono tutte dotate di artigli. Del resto ho sempre amato definirmi un angelo con gli artigli. A buon intenditor …

Sono salato e sono piccante. Embéééééé?  Non ditemi che non vi piacciono le patatine e la pizza con il salamino.

Guardo in cielo e strizzo l’occhio al Sole – sono sempre in cerca della mia vera identità -  e a Marte – come me guerriero focoso.

Vengo rappresentato come un triangolo con la punta verso l’alto, perché questo in fondo sono io. Sono una fiamma, ascendo, cresco, attacco, conquisto.fuoco È da questo simbolo che la mia amica Squitty è partita per realizzare la sua ispirazione. E a lei, onorato di tanta stima, passo il testimone. Mi ritiro, ma rimango a guardare cosa ha combinato.

 

Amico Fuoco, grazie, prendo volentieri la parola.

Dovete sapere che, quando le Comari riunite in conclave hanno deciso il tema di settembre, io me ne stavo beatamente in villeggiatura nella mia casetta dalle persiane verdi. Lì, ovviamente (non tanto ovviamente in verità), non ho traslocato tutta la mia mercanzia creativa, perché quest’anno mi sono proprio rifiutata di trasferire l’armadio in valle. Ho portato giusto un paio di aghi, del filo e un pezzo di feltro per realizzare un lavoro, che ancora non ha visto la luce.

In pratica, creativamente parlando, il deserto.

Siccome io, poi, mi butto nelle cose con un certo entusiasmo (l’avevate mica capito?), mi sono accaparrata subito e senza esitazione l’elemento Fuoco, partendo dal presupposto che, Leone per nascita, non avrebbe potuto essere altrimenti.

Naturalmente dopo una settimana ero ancora con la cacca, che galleggiava sopra la testa, perché di idee neppure l’ombra. Ma non mi sono preoccupata più di tanto, perché Ispirazioni&Co. ha il potere di tirare fuori il meglio di noi e, con l’iniezione mensile di adrenalina, prima o poi a qualcosa si arriva sempre.

Così, pensando e ripensando, ho lavorato sull’unico materiale a disposizione in quel luogo sperduto: il legno. Beh, sì, ci stava anche: fuoco e legna sono un tutt’uno, no? E di legna lì ne avevo in abbondanza.

Così ho recuperato da una cassettina mezza sfondata un pezzo di ramo. Nulla di pregiato in verità. La sua destinazione finale era la griglia, figuratevi! E da quello, con l’aiuto di un seghetto alternativo, ho ricavato una serie di rondelle dello spessore di circa mezzo centimetro. Dico circa, perché naturalmente non sono tutte uguali. Già ero in posizione precaria, già quasi mi porto via una mano, già di queste cose non sono pratica. Già tanto insomma. Le rondelle mica mi servivano tutte, ovvio. Ma ho pensato di abbondare, ché la sperimentazione è meglio farla su larga scala.

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Scelte le quattro più belle e più uniformi, con l’aiuto del mio Dremel, ho cominciato a ripulire il legno dalle sue impurità e a togliere la corteccia. Funziona bene l’aggeggino, davvero. Peccato non usarlo di più e non saperlo usare bene. Ma ci studierò.

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Sulle rondelle così ripulite ho segnato, con l’aiuto di una matita, una serie di punti a distanza regolare. Mamma, che fai? Un orologio? Più o meno.

Poi con il trapano, ché il Dremel non aveva la riduzione per inserire la punta sottile (ma provvederò), ho forato il legno, buchino dopo buchino, pian pianino, non sapendo bene quanto il legno avrebbe resistito a simile tortura.

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Da un pezzettino di carta ho ritagliato un triangolino, che è servito per riportare sul legno il simbolo che il Signor Fuoco vi ha mostrato prima. Io ho ben provato a disegnare direttamente sul legno a mano più o meno libera, ma secondo voi?

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E poi mi sono lanciata. Mi sono sparata diritta in ferramenta ad acquistare un pirografo. Sì, sì, avete capito bene.

In quel momento, credetemi, mi sono sentita molto Pyros & Patch. Nel senso che il Pyros l’avevo pure comprato, ma soprattutto ero proprio impatchata. Solo per questo, che credevate? (scusa, Davide, per l’eresia, ma è colpa del sacro Fuoco di Ispirazioni&Co.). Potevo fare anche meglio, lo so, ma venerdì avevo la mano tremula, chissà come mai.

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Ritornata in città, ché un po’ di transumanza per interrompere il lavoro ci voleva proprio, ho dato due mani di impregnante sul legno, per proteggerlo e per dare un po’ di vita, che altrimenti era veramente tristino con il suo colorito pallido.

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Poi con molta pazienza, perché naturalmente i buchi erano proprio giusti giusti, ho cominciato ad intrecciare il cordino, ottenendo questo risultato.

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Insomma da un banale pezzo di legno, è nato un ciondolo.  Il mio ciondolo.

Io sono Fuoco, ricordate?

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E di tutte le altre rondelle che hai fatto? chiederanno curiosi i miei lettori.

Oh, nulla. Ho fatto altri tre ciondoli con i rimanenti simboli alchemici

ariaAria

acqua AcquaterraTerra

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che sono pronti per essere spediti

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alle mie amiche Barbara, Fabiola e Rosalba, perché quello che ci lega – ragazze – è davvero speciale.

 

Ispirazioni & Co. – I quattro elementi non finisce qui naturalmente. Siamo solo a metà del nostro percorso. Dopo lo splendido post di Fabiola dedicato all’acqua (che dovete assolutamente leggere, perché è un vero capolavoro), l’appuntamento è per i prossimi due martedì a casa di Rosalba e di Barbara. Sta a voi scoprire chi sarà Aria e chi sarà Terra.

Questo post partecipa a

Squitty dentro l'armadio

il cui tema di settembre è


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E qui sotto potete aggiungere, se vi farà piacere, il contributo a questa raccolta


I POST DELLE COMARI

I quattro elementi 1 - Acqua: una metafora per la pulizia emotiva - Fabiola
I quattro elementi 2 - Fuoco: ciondolo in legno con simbolo alchemico pirografato - Federica
I quattro elementi 3 - Aria: palloncini in appliquè - Rosalba
I quattro elementi 4 - Terra: vaso di terracotta - Barbara
Approfondimento - Doppia intervista: dall'armadio alla Terra dei Mannari e ritorno - Fabiola

2 settembre 2015

Il Lupo e la Principessa (ovvero come portare un pelouche ad Ispirazioni & Co.)

Fu in una notte di luna piena,

lunga salita dietro la schiena.

Passi lenti lungo il pendio,

di tutto il resto agognava l’oblio.

 

Vagando nel bosco, qualcosa cercava,

un po’ di paura, ma cosa importava?

Al cuore tiranno no non si dice,

l’animo suo di sognatrice.

 

Il castello lasciato senza preavviso,

sul viso radioso un lieve sorriso.

Nelle mani il destino, la scelta è compiuta,

sua è la vita, deve esser vissuta.

 

L’aria pulita bruciava i polmoni,

forse lontano rumore di tuoni.

Intenso nel naso il profumo del vento,

sciolti i capelli, volavan d’argento.

 

Torrente impetuoso fra i prati discende

di acqua purissima e di luce risplende.

Fra i monti ed il mare un ponte di onde,

nel buio notturno chiarore diffonde.

 

L’umida terra di fiori ammantata,

nata da mano di certo fatata.

1 settembre 2015

ISPIRAZIONI & CO. - Che l’ispirazione sia con voi! (e #incontrofracomari)

ispirazioneNon pensavate mica di liberarvi delle Comari, vero? E’ ben vero che noi quattro siamo state abbastanza latitanti in questi lunghi tre mesi, ma – sorpresa, sorpresa – ci siamo ancora.

Ci siamo … parolona.

Con la Rosy in partenza per le montagne (#vadofinalmenteariposare), la Barby sconvolta dal rientro (#montiemarenonvogliopiutornare), Fabiola che ha dato rari e deboli segni di vita (#temadisettembresaltamiaddosso) ed io ancora transumante (#vogliounaconnessionedecente) non è che proprio proprio possiamo dire di esserci. O sì?

Certo che ci siamo! Non avrete mica dubbi, vero?

Oggi è il gran giorno. Oggi Ispirazioni & Co riparte.

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Posso dire di essere un tantino emozionata? No, correggo, sono proprio in fibrillazione, perché tornare ad Ispirazioni è come tornare a casa.

Riprendere la nostra ormai consolidata routine, ricominciare le intense chiacchierate nel backstage (mai abbandonate del tutto ovviamente), concentrarsi nuovamente sull’ispirazione del mese (curiose, eh?), progettare, confrontarsi, condividere idee e momenti di vita, beh, come potrei non essere emozionata?

Ispirazioni d’estate è stata ricca di proposte interessanti. Lo dimostra la bella e corposa raccolta finale.