Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

7 dicembre 2015

Voglio la luna! - Quando la Sindrome di Down diventa magia

Il teatro è magia. Lo è per definizione.

Ricordo con nostalgia gli anni dell’abbonamento alla stagione teatrale. Tante compagnie, tanti spettacoli, tante emozioni. Tutto racchiuso ora in una scatola colorata, dove ci sono tutti, ma proprio tutti, i biglietti delle rappresentazioni alle quali ho assistito. Biglietti e brochure di presentazione lì a fermare il tempo e il ricordo, che altrimenti sarebbero volati via.

Ho imparato ad amare il teatro moltissimi anni fa - ero ancora al liceo - quando fui quasi trascinata ai primi spettacoli dal mio antico fidanzato, attore in una filodrammatica locale e appassionato del genere. Ci sono tornata poi, più recentemente, con le amiche: qualche evento qui e là tanto per vedere, se ancora mi ricordavo come si faceva. Ci ho preso gusto, infine, con il consorte, che per molte stagioni ha condiviso con me questa passione.

Poi è arrivato il Pripi e il teatro è stato accantonato, un po’ come accade con tutte le passioni, che si devono mettere da parte, quando i pargoli entrano a far parte della nostra vita. Immagino sia un po’ così per tutti. Ma certi amori non muoiono mai, aspettano solo il loro tempo e l’occasione giusta per riprendere vigore.

A Trento, da vent’anni, la rassegna Anch’io a teatro con mamma e papà delizia i pomeriggi dei bambini e dei loro genitori, ai quali viene data pure la possibilità di intrattenersi con la compagnia ospite dopo lo spettacolo grazie alla formula Pomeriggio a Teatro, che prevede anche una merenda insieme.

Jpeg

Ma il Centro Servizi Culturali S.Chiara, quest’anno, porta avanti pure un importantissimo progetto, che si chiama Diritti negli occhi. Un percorso che, attraverso iniziative diverse, fra cui alcuni spettacoli teatrali, mira a sensibilizzare sui diritti dei bambini e dei giovani. Rappresentazioni pensate per i bambini certamente, ma che offrono il punto di vista dei più piccoli, che non si limitano ad essere fruitori, ma diventano parte attiva nella tutela dei loro diritti. Arte e cultura, dunque, come spunto di riflessione, ma soprattutto come strumento di azione.

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Nell’ambito di queste due importantissime iniziative si colloca lo spettacolo, cui abbiamo assistito ieri pomeriggio al Teatro Cuminetti.

locandina voglio la luna_1

Fabio è nella sua cameretta, alle prese con i suoi giochi ma soprattutto con comandi, raccomandazioni e rimproveri della mamma. Non è per niente tranquillo, gli sembra che le cose non vadano mai come lui vorrebbe e di non poter far niente per cambiarle. Finché una notte, come per magia, viene svegliato da un soffio di vento e si accorge che lì, proprio nella sua camera, è venuta a trovarlo la luna! E’ bellissima, grande, luminosa… giocano insieme e poi lei, così come è arrivata, scompare. Fabio non è mai stato così felice. Decide che vuole averla a tutti i costi e parte per una fantastica avventura alla fine della quale riesce a catturare la luna e a portarla in camera sua. Gli sembra che tutti i suoi problemi siano finiti per sempre, solo che Fabio non sa che nel mondo, senza più la luna nel cielo, i problemi sono appena cominciati (fonte).

Non vi voglio dire di più, perché una performance del genere non può essere raccontata, ma va vista, va assaporata, va vissuta. E lo potete fare anche subito, per fortuna, visto che il video integrale si può trovare sul canale Youtube del Teatro Pirata di Jesi, la compagnia teatrale che, da qualche anno, la sta portando in scena.

Voglio, però, condividere con voi quanto ci ha spiegato alla fine dello spettacolo Simone Guerro, regista di Voglio la luna. Con ironia e con una magistrale bravura ha saputo prevenire le prevedibili domande dei bambini ai loro genitori: Mamma, perché quel signore parlava in modo così strano? Papà, perché si muoveva come un pinguino, forse perché è così grasso?

Simone ci ha così raccontato la storia di Fabio – Fabio Spadoni – incontrato casualmente in un laboratorio di recitazione per disabili. Un ragazzo che, con una forza e una determinazione che hanno dell’incredibile, ha voluto la luna e la luna è riuscito a catturare. Non solo nello spettacolo, ma soprattutto nella sua vita.

Fabio, affetto dalla Sindrome di Down, ha un giorno deciso di voler fare l’attore e, nonostante le difficoltà oggettive – due anni e mezzo per imparare la parte – è riuscito a diventarlo. Attore professionista, che porta a casa la busta paga, come è stato sottolineato fra una battuta e l’altra.

Fabio, che proprio in questi giorni si recherà a Parigi, dove debutterà all’Odèon-Théâtre de l’Europe nel ruolo di Agamennone.

Fabio che, vedendo il mondo con gli occhi di un bambino, ha saputo inseguire un sogno, il suo sogno, e lo ha saputo realizzare.

Quando Fabio ci ha detto che voleva fare “l'attore del teatro col microfono” abbiamo sorriso di circostanza, ma poi è arrivata l'idea di questo spettacolo. Fabio ha costruito con noi il suo clown, la sua maschera, esaltando le caratteristiche della sua personalità e sviluppandola su registri comici. Ha lavorato da vero attore, con serietà e precisione non comuni, creando un personaggio unico, la cui simpatia è pari solo alla poeticità, donando a una storia “normale” la fragile e incomprensibile bellezza della vita (fonte).

Uno spettacolo che non poteva che avere lui come protagonista, perché suo è il punto di vista nella narrazione. Fabio dunque è diventato parte attiva nella tutela dei suoi diritti. L’arte è stata per lui uno strumento d’azione.

Fabio è stato certamente molto fortunato, perché ha trovato chi ha creduto in lui, chi lo ha sostenuto, chi ha lavorato con lui per realizzare il suo sogno. Ma è anche vero che lui ha fatto il primo passo, lui ha preso il coraggio, lui ha condiviso il suo sogno.

Tempo fa, girovagando per il web mi sono imbattuta in questa citazione, che non sono in grado di attribuire con certezza, visto che l’ho trovata variamente associata a Schopenhauer, a Che Guevara, a saggi indiani. Ovunque stia la verità, mi pare importi poco, il messaggio è quello che conta. I sogni, per essere realizzati, non vanno tenuti dentro di noi, vanno condivisi.

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Ecco allora il grande significato di questo meraviglioso spettacolo: la luna è di tutti, la luna è un diritto, perché tutti – grandi e piccini – hanno diritto di sognare. È così che Fabio, dopo aver catturato la luna, sul palcoscenico così come nella realtà, decide di condividere con un gesto magico e poetico la sua esperienza, regalandola al suo pubblico.

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(fonte)

Se non è magia questa!

VOGLIO LA LUNA!

Spettacolo finalista al Premio Scenario Infanzia 2010
Spettacolo VINCITORE PREMIO EOLO AWARDS 2013 - Miglior Progetto Educativo per il Teatro Ragazzi e Giovani

 

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Aggiornamento del 27.03.2017

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20 commenti:

  1. STUPENDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non dico altro, Fede. Ribadisco solo il concetto che "diverso" è negli occhi di chi guarda e bastsa. Fabio, per alcuni "orbi" può essere diverse mentre invece è un ragazzo con normali sogni, desideri, aspirazioni. Con una forza di volontà e un coraggio degni di tutta la nostra ammirazione.
    Sì! Questa è magia! Riuscire a realizzare i propri sogni è magia!!!!!

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    1. Visto, Patri, che meraviglia????
      Realizzare i propri sogni è sempre magia!

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  2. Grandioso Federica !!!! sicuramente una persona che ha faticato il doppio ... ma che ha inseguito i suoi sogni.... bellissima la frase ....spero di continuare a sognare abbracciata a te .... buona giornata bellissimo post non ti smentisci mai ... bacio

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    1. Ma vuoi che ti molli, Giusi cara???
      La frase è bellissima, sì. Mi aveva colpito tanto.

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  3. Il teatro è già magia, così andiamo davvero oltre!

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    1. Un grande spettacolo, Rosy, veramente!
      Forse un po' difficile da capire fino in fondo per i bambini - ed infatti a casa ho dovuto approfondire parecchio il discorso - ma sicuramente un messaggio molto importante.

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  4. Bellissimo davvero. Mi ha commossa la storia di questo ragazzo, che è stato così fortunato, ma soprattutto è stato forte, bravo e deciso, perché a volte non basta trovare chi crede in una persona se quella non ha una grande forza di volontà.
    Davvero un bellissimo post, brava!
    Buona notte e splendidi sogni

    Poiana

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    1. Guarda, Poiana, io ho trattenuto a stento le lacrime durante lo spettacolo. E' stato come essere trasportati in un mondo magico. S ehai visto il video, te ne sarai resa conto.

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  5. Io ho avuto entrambi i miei bambini dopo i 30, e in entrambi i casi mi sono rifiutata di sottopormi ad amniocentesi: fare o non fare quell'esame è una scelta personale, non giudicabile, non perseguibile. Solo che io ho sempre creduto che
    la diversità sia solo un concetto relativo, ed ho cercato di essere coerente nonostante il timore, suppongo umano, che i miei figli potessero nascere non perfettamente sani. Dunque, a parte che lo vedrei volentieri di persona, sia lo spettacolo che il tuo post dovrebbero capitare sotto gli occhi di tanti, mentre per molti (genitori e figli) entrambi possono significare un bel riscatto, una sorta di risorsa dove attingere per poter continuare a sognare insieme nonostante le difficoltà.

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    1. Regina, se dovesse capitare dalle tue parti, non esitare ad andarci. Merita davvero. E se ne esce con una grande lezione.

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  6. ma tu hai il marito che ripara allagamenti diversi? (in zona mia, però!) ....
    con te io continuo a lacrimucce ogni volta.....
    wow Agamennone all’Odéon-Théâtre de l'Europe di Parigi.... wow wow wow...
    Squitty....stupendo.....tutto..... e non dico altro.....

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    1. Ahahhhaahha, Sinide, veramente no, ma se serve posso trovare un ditta specializzata!!!!
      Un abbraccio, cara!

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  7. Federica, ho letto che Giusi ha usato questo nome e, spero di non sbagliare, ti sono molto grata per averci segnalato questo spettacolo, con questo attore eccezionale. Se mai questo spettacolo passerà per Bologna, non lo voglio certo perdere.
    Qua da noi c'è il teatro per ragazzi Testoni, dove oltre che spettacoli per bambini e ragazzi, spesso vengono fatti laboratori ed esperienze teatrale. Quando lavoravo, ci portavo almeno una volta all'anno, la mia classe.
    Mio nipote di 6 anni con i suoi genitori è un assiduo frequentatore.
    Nel caso di Voglio la luna si va oltre, non c'è solo il condividere con altri, la magia del palco e della storia raccontata, c'è la conquista della luna, che con caparbietà si può catturare. C'è una storia dietro molto più bella e forte, il mettersi in gioco con altri, il fare assieme, il crederci. C'è un eroe, che ha superato se stesso, un attore da non perdere, perché può insegnare molto, può insegnarci che nessuno è perfetto, e anche le nostre manchevolezze, se riconosciute, possono diventare doti.

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    1. No, non sbagli Anna Maria, mi chiamo proprio così.
      Hai colto esattamente il punto: le manchevolezze possono diventare doti.
      Uno spettacolo imperdibile questo, che arricchisce molto.
      Quanto ai bambini a teatro ... spero che mio figlio, che al momento è entusiasta, possa conservare nel tempo questa passione.... il teatro è veramente magico.

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  8. Una magia davvero magica questa storia, Fabio e lo spettacolo! Visto solo l'inizio su you tube e so che mi piacerà da morire! Anzi me lo gusterò questa sera a letto con mia figlia, sono sicura che piacerà molto anche a lei!
    Una magia che dovremmo moltiplicare e moltiplicare perchè queste storie sono una inno alla vita!
    Grazie Fede per aver condiviso questa esperienza nel tuo magnifico post <3 <3 <3

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    1. Fabi, quando lo guarderai, fammi sapere. Sono proprio curiosa di sapere che ne pensi.
      Un abbraccio.

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  9. Ciao Squitty, ho fatto la raccolta. Sotto all'intestazione c'è la pagina in cui verranno inseriti i link dei miei post con eventuali eventi simili a quello di Regina, sai la letterina.... quella che tu DEVI ANCORA SCRIVERE!!!!! ahhahaahahhahah
    Ciao e buon natale!!!!!

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    1. Ahahahahh, ho visto Patricia.
      Non l'ho ancora scritta, perché in realtà non mi ha taggato nessuno!!!!!
      Come la mettiamo???

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  10. Super magia veramente cara Federica!
    Che bello il teatro! Anche io sto riprendendo ad andarci negli ultimi anni.
    Teatro, cinema, musical ... tutte cose che mi affascinano.
    Colgo l'occasione, anche se un po' in ritardo, per farti i miei più cari auguri per le festività di questo periodo.
    Un abbraccione Maria

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    1. Cara Maria, tu sei sempre un tesoro!!!
      Ricambio di tutto cuore gli auguri.
      E speriamo che l'anno prossimo si possa pure riuscire ad incontrarci (che sarebbe anche ora!)

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