Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

24 novembre 2015

ISPIRAZIONI & CO. - Arcobaleno 4 - La Pace comincia da me


Signora Federica, buonasera.

Buonasera, Maestra Stella, come va?

Bene, grazie. Volevo dirle che domani il Percorso sulle Emozioni verrà sospeso. Sa, visto quanto è successo ...

Si, certamente, immaginavo ...

Domani nelle ore di arte, parleremo della pace, vuole venire lo stesso?

Ma certo che vengo, ci vengo eccome. A maggior ragione ...

Allora a domani.

Più o meno è andata così la telefonata fra me e la maestra di italiano del Pripi due domeniche fa. Cambio di programma prevedibile e più che giustificato, in un certo senso quasi preannunciato dalle precise disposizioni del Ministro della Pubblica Istruzione.




Certo non serviva una circolare ministeriale, ché qualsiasi insegnante di buon senso avrebbe dedicato del tempo, quel lunedì, ai tragici fatti parigini, figuriamoci poi i nostri maestri attivamente impegnati a promuovere una cultura della pace.

Come ho già avuto modo di raccontarvi in altre occasioni, sono molte le classi della Scuola Crispi coinvolte nel Progetto Tuttopace. Quello che invece non vi ho mai detto è che questo progetto è nato proprio nella nostra scuola, anzi per la precisione proprio in una classe della Maestra Stella.

Dopo l’11 settembre un bambino dell’allora terza, impressionato da quei drammatici avvenimenti, chiese alla maestra di poter telefonare al sindaco. Richiesta bizzarra forse, che venne però immediatamente accontentata. Il bambino in questione, così come  i suoi compagni, era convinto che si dovesse fare qualcosa di concreto per la pace e parlare con il sindaco, doveva essere a suo modo di vedere, il modo giusto per affrontare la cosa, parlandone con una persona importante.

Si chiamò, quindi, Palazzo Geremia, dove la segretaria di turno rispose che il sindaco non c’era, ma che avrebbe sicuramente riferito della telefonata. Non so esattamente quali siano stati i pensieri di maestra e bambini in quel momento. Posso però immaginare una comprensibile delusione dei bambini, una probabile rassegnazione dell’insegnante (un adulto sa come vanno di solito queste cose, no?), forse la speranza di essere richiamati per tutti.

Incredibilmente, però, e dopo pochissimo tempo, ancora in giornata, il sindaco richiamò e fissò un incontro in Comune. E quello fu l’inizio.

Il giornalino Tuttopace, l’aiuola della pace, il dado della pace, il tavolo di lavoro che ogni mese di riunisce a Palazzo Geremia, la Giornata della Pace sono oggi realtà, che fanno di Trento una coloratissima Città della Pace.




In tutto questo, però, la cosa da sottolineare è che il parlare della pace, il vivere la pace, è in II B un impegno quotidiano. Potrei dire quasi che i nostri bambini vengono educati a pane e pace.


Ma lo sapete voi che, ogni giorno, in classe viene lanciato il dado della pace? E che, se per caso la maestra se ne scorda, sono gli stessi bambini a ricordarglielo? L'ho visto con i miei occhi.

Ci amiamo a vicenda, Perdono l'altro, Amo per primo, Ascolto l'altro, Amo l'altro e Amo tutti sono frasi che ormai sono entrate nel vocabolario dei nostri bambini.


Il dado della pace è questo. Se volete, lo potete scaricare e costruire anche voi. Naturalmente lo potete pure usare, che sarebbe senza dubbio meglio.

Fatte queste indispensabili premesse, quel lunedì mi sono recata in classe con tante aspettative, curiosa di vedere che cosa avrebbe riservato quel Laboratorio della Pace, purtroppo non programmato.

Al mio arrivo ho trovato tracce di quello che era stato già fatto quella mattina.



E segni evidenti che i bambini erano già al lavoro.




Ma che cosa stavano combinando?

Mi sono guardata un po' in giro e sulla lavagna ..
.



... ho visto le indicazioni su come preparare i biglietti augurali

Ma quali biglietti? Quelli che sarebbero poi stati recapitati, quali augurio di pace, in tutta la scuola, in ogni singola classe, in ogni singolo ufficio. Un piccolo dono dei bambini della II B.


Che bella idea! Tutti al lavoro dunque. Tutti a colorare e ad intrecciare. E poi a fissare con lo scotch. Bene, bene.





Poi, naturalmente, tutti in missione in giro per la scuola a recapitare gli arcobaleni di pace ai destinatari.




Nel frattempo c'era chi colorava un enorme arcobaleno...




... per un grande cartellone ...





... che poi, con un'allegra processione, è stato attaccato nell'entrata della scuola.






Durante il Laboratorio della Pace abbiamo anche terminato il contributo della II B al calendario della Scuola Crispi. Realizzato con gli elaborati dei bambini, di solito su un tema preciso, viene venduto per sostenere alcune adozioni a distanza.






E il Time Out? Beh, il Time Out è una bellissima iniziativa, cui la II B aderirà. 





Certo non sarà alle 12.00, visto che a quell'ora i bambini si preparano per andare in mensa, ma certamente verrà trovato un orario idoneo per poter, quotidianamente, dedicare un momento alla pace. La Maestra Stella su questo è stata molto chiara: lo faremo anche noi!


In quelle due ore così ricche c'è stato pure il tempo di studiare una poesia.



Ma anche per preparare la collana della pace, che andrà indossata dopo i litigi con i compagni e che verrà appesa in classe per averla sempre a portata di mano.






Due ore emozionanti quelle di lunedì scorso, due ore ricche e dense di significato, ve lo posso assicurare. Pur essendo abituata dall'anno scorso a partecipare alle lezioni di arte, devo ammettere che il Laboratorio della Pace è stato veramente speciale. Mi ha dato veramente tanto, sia come mamma che come persona.

Ho ricevuto pure un colorato braccialetto dei miei bambini. Guardate un po' qui!



E che cosa potevo fare io per ricambiare questo regalo? Mica potevo rimanere a guardare, no?

Approfittando dell'ennesima idea della Maestra Stella, che una ne fa e cento ne pensa, ho trovato il modo per fare una sorpresa ai bambini, ma anche per assolvere al compito della Comare, che oggi, dopo i post di Rosalba, Barbara e Fabiola, sarebbe stata di turno a pubblicare.

In una frazione di secondo ho sentito le rotelline cominciare a giare, come sempre succede, quando arriva l'ispirazione e allora ho detto - presa dal solito irrefrenabile entusiasmo  - dia pure a me, ci penso io!

Quindi ora mettetevi comodi, che vi mostro cosa ho combinato.

La Maestra Stella mi ha consegnato un pacco di disegni ed un quaderno pieno di pensieri sulla pace. Disegni e pensieri scritti molti anni fa, da bambini che saranno già dei ragazzi ormai. Disegni e pensieri che abbiamo deciso di conservare, perché certi tesori non devono andare perduti, ma da essi si può prendere spunto per continuare.


Disegni sparsi e un quaderno assolutamente anonimo. Parecchio materiale da sistemare e da valorizzare.

Appena uscita dal Laboratorio della Pace sono andata in cartoleria, dove ho comprato un raccoglitore ad anelli e delle buste trasparenti. Soluzione che mi è parsa perfetta per sistemare i disegni.

E arrivata a casa ho tirato fuori dall'armadio la scorta immancabile di tessuto jeans, ritagli di pantaloni non più esistenti. Anche il jeans mi è sembrato adatto, perché è il tessuto del tempo libero, dei momenti di relax, dei giovani, e può essere abbinato facilmente con tutti i colori dell'arcobaleno.


Ho ricavato due rettangoli di dimensioni diverse, calcolando naturalmente l'orlo adeguato per poter, poi, foderare quaderno e raccoglitore.




Da una stoffa allegra e colorata, che mi è sembrata subito adeguata allo scopo, ho ritagliato alcune figure di bambini perlopiù impegnati in un girotondo. 



Le ho poi incollate ai rettangoli di jeans cercando di dare un senso alla composizione. 




A quel punto ho foderato sia il raccoglitore sia il quaderno, aiutandomi con delle mollette per far attaccare bene i bordi.




Per nascondere le parti rovinate del quaderno e per coprire l'orlo non rifinito del tessuto jeans, ho foderato la parte interna con la stessa stoffa usata per le immagini esterne.




Osservando la cucitura esistente nel tessuto jeans (praticamente il fianco dei vecchi pantaloni), ho preso lo spunto per creare il mio arcobaleno, che ho immaginato fatto di nastrini di raso e ho realizzato ritagliando pezzettini colorati, incollati poi, solo nella parte terminale, sulla cucitura stessa.




Una lunga fila di bandierine colorare unite fra di loro da un tessuto/non tessuto bianco e rifinite con cura.




Non mi restava a quel punto che riorganizzare quaderno e raccoglitore, appiccicando, trascrivendo e archiviando.



Un post-it tutto sgualcito e ritrovato in mezzo a quel mucchio si carte, mi ha dato lo spunto per il tocco finale.


A quel punto ero pronta per consegnare ai bambini della II B il loro regalo. 




Scrivere la pace e disegnare la pace sarà quello che verrà fatto in classe nei mesi e negli anni futuri.


E che la pace sia con tutti noi!


Questo post partecipa a








I POST DELLE COMARI


Arcobaleno 1 - Mantellina per la pioggia - Rosalba
Arcobaleno 2 - Un arcobaleno di farfalle - Barbara
Arcobaleno 3 - BlogEmotion e WorkPlannerBlog - Fabiola
Arcobaleno 4 - La pace comincia da me - Federica
Approfondimento - Parole e talento - Rosalba

24 commenti:

  1. Come sempre geniale, è venuto fuori proprio un bel lavoro...
    Anche se la parte più importante ce l'hanno messa i bambini...
    E' importante che la scuola insegni la pace e l'uguaglianza... Domani ci sarà meno ignoranza e meno razzismo in giro...

    Maira

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    1. Grazie Maira!
      I bambini hanno innata la bellezza dentro di loro. In tutto ciò che dicono e in tutto ciò che fanno. Bisogna solo dare loro la possibilità di esprimerla.
      Per fortuna i nostri insegnanti lo sanno fare.

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  2. Tuo figlio ha una maestra meravigliosa e una mamma straordinaria!!! Questo post DOVEVA per forza essere scritto e pubblicato in questi giorni! Brava Fede

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    1. Si, Barby, devo dire che effettivamente è stato molto fortunato a capitare in una classe come questa, dove non ci si limita a dispensare nozioni, ma dove si insegna a vivere.
      Quanto a me, cerco di fare del mio meglio. E non so se ci riesco sempre.

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  3. Come sempre i tuoi racconti scolastici mi fanno commuovere!
    La pace non è un messaggio da offrire occasionalmente quando succede qualcosa di terribile e si sente il bisogno di sentirsi migliori...è un percorso che deve impregnare il quotidiano, deve appartenerci davvero. In tal senso questi progetti (meravigliosi) sono preziosi. La collana della pace e i bracciali e il quadrrno che custodirà i pensier degli uomini e donne di domani...stupendi strumenti per supportare un percorso ideologico di valore inestimabile. Emozionante questa esperienza. Grazie per averla condivisa ♡
    Bravissima comare ;-D

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    1. Fabi, hai ragione su questo. E' troppo facile riempirsi la bocca di belle parole, quando ci si trova in una situazione di emergenza. Cosa che, peraltro, avviene puntualmente. Il difficile è farlo nella vita di tutti i giorni. Ma forse è solo questione di volontà.

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  4. Guarda un po' che mamma volenterosa...! Complimenti Federica un bellissimo raccoglitore "di pace" che passerà di classe in classe con il suo importante messaggio. ♥

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    1. Verbena, mi è stata data una possibilità incredibile e io l'ho colta al volo. La partecipazione alle attività scolastiche, fin dalla materna, mi ha dato modo di stare accanto a mio figlio, facendo pure ciò che mi piace fare. Praticamente perfetto!

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  5. Complimenti Signora Federica alias Squitty ....questo tuo progetto di Arcobaleno ha tante più sfumature di colore ....quella frase sulla lavagna è davvero significativa La pace comincia da me ... comincia da una scuola efficiente condotta da persone che sanno parlare ai bambini... da adulti e genitori responsabili che non si arrendon e di danno anima e corpo proprio come Te ...da una citta che li coinvolge e li rispetta sincronismo perfetto per far crescere belle persone da persone già responsabili e generosi ... il futuro sarò più roseo grazie a questo impegno ...è quello che tutti sognamo e vogliamo con tutto il cuore ...
    il tuo regalo è stato bellissimo .... complimenti davvero tanti... un abbraccio

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    1. Sì, Giusi, è proprio così. Tutti dovrebbero fare la loro parte per raggiungere l'obiettivo. Il che, purtroppo, non sempre avviene. Però, insomma, proviamoci, no? Tutti noi nel nostro piccolo possiamo dare un piccolo contributo. E tanti piccoli contributi, insieme, cambiano il mondo.
      Un abbraccio pure a te, mia cara

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  6. Bel post con un messaggio per nulla scontato.
    Mi piace la frase "la pace comincia da me" perché da qualche parte deve pur cominciare, altrimenti non ci sarà mai!
    Il quadernone "spacca" :D
    Chissà quanti bei contenuti è destinato a raccogliere.
    Gran bel lavoro!
    Marina

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    1. "la pace comincia da me", Marina, è il succo del discorso, è la chiave di tutto. Finché non si capisce questo, non si arriva da nessuna parte.

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  7. Bellissimo questo post Federica! La pace comincia veramente da ognuno di noi!
    Se tutti cercassimo veramente di vivere in pace il mondo sarebbe splendido! Ma noi adulti dobbiamo imparare dai bambini!
    Che brava maestra e che bravi bimbi!
    E che bello il quaderno che hai preparato per loro!
    Sai che il dado della pace lo abbiamo anche noi?
    Un forte abbraccio
    Maria

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    1. Cara Maria, tu non hai il bisogno del dado della pace.
      Il tuo impegno quotidiano ha la pace chiusa dentro di sé.
      Un abbraccio, cara amica!

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  8. già con la telefonata ero commossa .....ai biglietti augurali con le treccine colorate e gli arcobaleni di carta lacrime piene..... e per il resto vi lascio immaginare !!!
    Federica.... che meraviglia..... complimenti anche alla maestra Stella!!
    che la Pace sia davvero con tutti noi.....sempre e per sempre..... speriamo.....

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    1. Sinide, hai allagato la casa?
      Ti capisco, comunque, capita anche a me quando rivedo le fotografie di questi bambini. Se poi vedo i video .... vabbè immagina!!!!
      Loro sono una meraviglia.

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  9. Peccato diventare grandi...speriamo che tutto questo rimanga nei loro cuori.
    Bravissima per tutto, si vede il tuo impegno e la tua emozione.
    La maestra Stella ha trovato un vero tesoro incontrandoti...(come tutte noi del resto)

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    1. Si, Rosy, tanto impegno, ma viene ampiamente ripagato.
      Le emozioni effettivamente si sprecano.
      Quanto al tesoro, non lo so, non sta a me dirlo ovviamente.
      Faccio solo ciò che mi sento di fare.

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  10. mmmmhhhh...per un momento ho pensato d'aver toppato è che veramente tu faccia la maestra. Poi, no... mi pare di capire che non sia il tuo mestiere. Allora certamente farai la fata, che vai in giro in mezzo ai bambini e tiri fuori una cosa così meravigliosa come questo post che non è un post ma una roba veramente interattiva che passa direttamente per le arterie... :)))... L'applauso sincero dal mio cuore a te, alla maestra Stella, a Trento, al sindaco di Trento che non pare affatto un sindaco e sopratutto ai bimbi: se è vero che loro sono il nostro domani, allora forse si tratterà di un domani migliore.

    Una buona giornata FataSquitty... :)

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    1. Ahahhahahaha, una fata??? Regina mi commuovi ...... nessuno mi ha mai definita così. La tendenza è quella di classificarmi come strega in verità.
      Vado in mezzo ai bambini, perché mi è stata data una grandissima opportunità. Bambini che spesso mi chiamano pure maestra, il che mi fa spesso davvero moto ridere. Devo dire che suona parecchio strano, sai?
      Speriamo che il domani sia migliore per tutti, ce lo meritiamo.

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  11. Questo è un bellissimo esempio di quanto possiamo imparare dai bambini, di quanto sia importante che la scuola li capisca e li appoggi, in primis le maestre e poi le istituzioni..l'iniziativa della tua città andrebbe esportata in tanti altri posti! Una storia ben raccontata e un quaderno della pace perfetto!

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    1. Serena, la verità è che i veri maestri sono i bambini non noi.
      E' che spesso ce ne dimentichiamo.

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  12. Apparirò scemo ma io mi sono commosso a leggere questo post.

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    1. Massimilianooooooooooooooooooooo, ma che dici????
      Perché se si commuove una donna è normale e se lo fa un uomo in automatico deve apparire come scemo????

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