Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

3 ottobre 2015

XII Giornata della Pace - In marcia con la IB

L’appuntamento era per le 9.00 precise. A scuola.

Tutto era pronto dal giorno precedente, mi ero organizzata bene. Sapevo che sarebbero bastati pochi minuti di ritardo e mi sarei persa l’uscita dei bambini. I tempi erano stretti, anzi strettissimi, e io non volevo perdere neppure un minuto di quella giornata che, lo sapevo già, sarebbe stata incredibile.

Troverà il Maestro Sandro e la Maestra Claudia, perché io sarò in Piazza Duomo a definire gli ultimi dettagli questo mi aveva detto la Maestra Stella il giorno prima. Agli ordini, capo.

Per arrivare a scuola da casa mia ci vuole un quarto d’ora scarso, anche meno volendo, ma io alle 8.30 ero già fuori. Ero piuttosto agitata, come mi succede sempre prima di un momento importante, ma ero soprattutto curiosa di andare a vedere che cosa stava succedendo in quella che poi sarebbe stata il cuore della festa: la nostra piazza più bella.

E quel giorno lo era veramente: sgombra da bancarelle, svuotata dal quotidiano carico-scarico merci, liberata dal passaggio degli autobus. Splendente per i raggi del sole, finalmente e provvidenzialmente arrivati.

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Gli spazi ormai delineati, quasi un’illusione ottica, erano pronti per accogliere centinaia di bambini festanti.

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Solo l’andirivieni degli addetti comunali e le prove tecniche del suono rompevano il silenzio quasi irreale di quel giorno.

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Le 8.45 erano arrivate in un baleno e io dovevo spicciarmi, perché volevo fotografare anche Piazza Fiera, da dove sarebbero partiti i nostri bambini, accompagnati dagli studenti dell’Istituto Artigianelli.

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Ma, soprattutto, volevo fare un salto all’Aiuola della Pace, che quel giorno era addobbata a festa.

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Alle 8.54, puntuale, ero davanti alle Scuole Crispi.

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Un rapido saluto in portineria, dove la mia faccia è ormai nota e il mio lasciapassare sempre efficace - vado dalla Maestra Stella – e in un attimo mi sono ritrovata in mezzo ad un’aula in fermento tinta d’arancione.

Non c’era un bambino che non portasse quel giorno il colore della nostra scuola: le bandane, certamente, ma anche magliette, cappellini, zainetti, accessori di ogni tipo. Tutto quello che, insomma, i genitori erano riusciti a recuperare.

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Il Pripi non era da meno e sfoggiava, orgoglioso, il bracciale della pace preparato per lui e per tutti i suoi amici da una volenterosa compagna di classe.

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La classe era in agitazione. Un continuo andirivieni fra un banco e l’altro, contenuto a fatica dagli insegnanti impegnati a distribuire i biglietti di pace, che i bambini avevano preparato con tanta pazienza.

Un sacco di biglietti. Ne avevano preparati veramente tantissimi. Ed erano pronti per essere donati alle persone incontrate lungo il percorso verso Piazza Duomo.

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Presto, presto! Più veloci bambini, manchiamo solo noi. Effettivamente eravamo in ritardo, gli ultimi proprio ad uscire dall’istituto. Ma tra una cosa e l’altra, quel giorno, il tempo pareva correre più velocemente del solito.

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Per fortuna che la scuola si affaccia praticamente su Piazza Fiera. Solo pochi minuti e anche noi, quasi correndo, ci siamo ritrovati dentro la festa assieme a decine di altri bambini e ragazzi.

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Praticamente in prima linea dietro lo striscione la IB era pronta per partire. E io con loro.

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Non vi rendete conto di cosa è stato trovarmi lì in mezzo. Un’emozione unica. Con la scusa di fare le foto e il video, mi sono infiltrata fra scolari e maestri, vivendo con loro un momento magico.

L’opportunità di partecipare alle attività scolastiche e di vivere dall’interno la scuola è un’esperienza che ogni genitore dovrebbe fare. La felicità stampata sul viso del proprio figlio, fissata in un sorriso orgoglioso, dona un senso di piena beatitudine. Il proprio bagaglio di ricordi e di sensazioni si accresce e se ne esce, volta dopo volta, più arricchiti.

Il ritmo dei tamburi si fa, di colpo, più frenetico, i bambini sono entusiasti, incontenibili. La loro eccitazione è palpabile. La loro impazienza evidente.

E’ ora di mettersi in marcia.

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Piazza Duomo ci sta aspettando.

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Che festa sia.

 

Ho parlato della XII Giornata della Pace anche qui:

Bandane arancioni per la Festa della Pace

XII Giornata della Pace – Una lettera dallo spazio – Samantha Cristoforetti risponde ad Aysha

6 commenti:

  1. Vero Fede! La scuola i genitori dovrebbero viverla un pò di più! Evento emozionante questo di cui hai raccontato. Condividere momenti come questi con i nostri figli è essenziale. Bello! E brava tu per tutto quello che hai fatto ♡♡♡

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    1. Io resto dell'idea, che chi non lo fa si perde veramente qualcosa.
      Perché è vero che molti non hanno la possibilità di partecipare per oggettiva mancanza di tempo, ma la maggior parte se ne frega proprio.
      Contenti loro ...

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  2. Vero ma, mano a mano che crescono, la scuola non te lo permette quasi più e anzi, come genitore, spesso dai fastidio. Le elementari sono anni magici!
    Bellissima questa marcia e tutto il fermento e la preparazione. Grazie per avercene parlato Federica.
    Un abbraccio Maria

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    1. Beh, Maria, immagino che andando avanti sia sempre più difficile.
      Anche perché forse sono gli stessi bambini a non volerci fra i piedi.

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  3. che giornata fantastica e colma di gioia ...un tripudio di colore ... emozionante vivere questi eventi con i nostri bambini si crea una magia unica e rimangono nel cuore per sempre ... bellissimo Fede complimenti per il tuo coinvolgimento ... che sia sempre una festa di Pace
    un abbraccio

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    1. Cara Giusi, come si fa a non essere coinvolti? Io proprio non ci riesco, sai?
      Un abbraccione pure a te.

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