Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

30 settembre 2015

I Quattro Elementi di Nasoallinsù - La magia dei tessuti aerei

Era una serata molto fredda l’anno scorso alla Cosina Nonesa e tutti noi non vedevamo l’ora di tornarcene a casa. Ci eravamo divertiti un sacco e, come sempre quando si sta in compagnia, non avevamo disdegnato il buon cibo e il buon vino (o forse la birra, conoscendoci).

I bambini, naturalmente, erano felicissimi di aver passato un bel pomeriggio insieme ed erano addirittura galvanizzati per aver potuto mangiare allo stesso tavolo, cosa che – lo sa chi ha figli – costituisce sempre un momento molto speciale.

Dopo aver  lasciato l’ennesimo somàs, ormai diretti verso le macchine, ci siamo però accorti di un discreto movimento sulla piazza principale di Fondo, quella con l’idrocronometro astronomico per capirci.

Fondo-idrocronometro

(fonte)

Qualcosa stava per accadere, ma noi, giunti a Fondo con l’unico scopo di riempire la pancia, eravamo assolutamente ignari di cosa. La curiosità aveva però avuto il sopravvento, soprattutto dopo aver visto una strana struttura montata proprio in prossimità dell’orologio. Luci, suoni, persone, strani teli penzolanti: tutto aveva contribuito a farci cambiare idea. Non era neppure tardi per i bambini, ci si poteva proprio fermare.

Ma che cosa fanno? A cosa servono quelle lenzuola appese? Quanto dobbiamo aspettare? Ma dove ci sediamo?  Su, su, mettetevi comodi e vediamo che succede.

01.

Non sapevano ancora i nostri bambini a quale meraviglioso spettacolo stavano per assistere. In verità non lo sapevamo neppure noi grandi, ma vi assicuro che quella sera, in quella piazza, anche noi abbiamo volato.

Eh, sì, volato. Volato con la fantasia, volato con l’immaginazione, volato con le emozioni, perché quelle ragazze, che avevano volato davvero davanti a noi, ci hanno fatto scoprire un mondo. Una realtà praticamente sconosciuta a noi tutti, quella dei tessuti aerei.

Mi mangio le mani, ora, per non aver avuto con me la videocamera, che di solito porto sempre, perché è veramente difficile descrivere a parole la magia di quello che abbiamo visto. Anche le mie foto non sono esattamente bellissime e rendono appena l’idea.

02

Ma lo spettacolo io, ora, ve lo voglio raccontare comunque, cominciando con il dirvi, naturalmente, il titolo di quell’incredibile performance.

03

Ce lo raccontano, soprattutto, le fantastiche acrobate di  Nasoallinsù, che sono state così gentili da regalarci il testo, che accompagnava la loro esibizione.

 

ACQUA, tu sei l’incontenibile forza della natura,

ma la TERRA ti assorbe;

TERRA tu sei dura come una pietra,

ma il FUOCO ti distrugge;

FUOCO tu sei forte e forse il più potente,

ma senza ARIA non puoi vivere!

 

ACQUA (Silvia)

L'acqua è vita, purezza, emozione e rigenerazione.

L'Acqua è l'elemento vitale da cui tutto nasce.

 

TERRA (Angela)

Terra, sorgente di vita.

Contrasti la leggera aria, contieni il fuoco,

governi l'acqua delle tue viscere.

Protettrice di energia, sei madre di tutte le forme viventi; a loro doni salute e prosperità, attraendole a te. Solo chi avrà i giusti occhi, saprà godere della tua ricchezza.

 

FUOCO (Karin)

Il fuoco è luce, il fuoco è grinta e passione.

E' l'energia che anima il mondo.

In terra ha la forma delle fiamme, in cielo è il simbolo del giorno, è la scintilla della vita.

 

ARIA (Maddalena)

Lo senti, il soffio fresco del vento che ti accarezza le guance?

Lo senti, il mio respiro sulla tua pelle?

Non puoi assaggiarli, o stringerli nelle tue mani.

Eppure, grazie all'aria, tu, vivi.

 

IL QUINTO ELEMENTO (Laura e David)

È la forza vitale più pura di tutte. È la fusione armonica dei quattro elementi naturali che insieme rendono possibile l'esistenza.

 

E che hanno risposto alla domanda: 

Fondo, Cosina Nonesa, 9 agosto 2014: I Quattro Elementi, perché?

Karin: Ci piaceva l’idea, che ognuna rappresentasse qualcosa di diverso dalle altre, pur mantenendo un filo logico. E inoltre è capitato che, naturalmente, ognuna abbia scelto un elemento diverso. Eravamo già i quattro elementi anche da un punto di vista caratteriale, senza nemmeno rendercene conto.

Maddalena: Volevamo creare qualcosa che ci unisse e che allo stesso tempo rispettasse le individualità di ciascuna. I quattro elementi ci sembravano un qualcosa che rendesse appieno questo concetto.

Angela: E’ un’idea nata spontanea, quando ci siamo ritrovate a pensare a cosa potevamo scegliere come tema. Siamo persone totalmente diverse e ci è sempre piaciuto il fatto che la nostra passione per i tessuti ci abbia fatto incontrare e ci fa stare insieme. Probabilmente nella vita di tutti i giorni non avremmo mai avuto modo di trovarci. Ci piaceva quindi l’idea che quattro personalità diverse potessero esprimersi, nella loro diversità, ma anche nel loro bisogno di l’un l’altra per esistere

Silvia: Forse da pezzi di coreografie già pronti, dal tipo di musica, dal colore dei tessuti, da caratteristiche emozionali privilegiate.

Ce lo raccontano anche le immagini di Adriano Portolan, che ho trovato sulla loro pagina Facebook e che sono sicuramente meglio dello mie.

Voglia di volare, eh? Non ditelo a me, che quella sera mi sono ritrovata bambina, quando, dopo aver visto un qualche spettacolo circense alla televisione, completamente ipnotizzata dalle evoluzioni dei trapezisti, mi ero messa a saltare da una sedia all’altra come una cavalletta. Senza leggiadria alcuna, si intende.

Il Pripi, per fortuna, non si è messo a fare nulla del genere, ma al nostro rientro mi aveva detto, me lo ricordo bene, ma che bello quello spettacolo, mamma. Effettivamente lui, così come i sui amichetti, sono rimasti immobili per tutto il tempo. Con il Nasoallinsù.

Finisce così? Certo che no.

Con immensa gioia vorrei  presentarvi le protagoniste di quella serata, che hanno accettato di rispondere alle mie domande e che mi hanno mandato delle splendide fotografie per arricchire questo post.

Ecco quindi a voi

Karin

TRENTO BUSKERS FESTIVAL 2014 <br />Nasoallinsù artists perform on 07/06/2014, at Trento, Italy.<br /><br />© PierreTeyssot.com

Maddalena

TRENTO BUSKERS FESTIVAL 2014 <br />Nasoallinsù artists perform on 07/06/2014, at Trento, Italy.<br /><br />© PierreTeyssot.com

Angela

TRENTO BUSKERS FESTIVAL 2014 <br />Nasoallinsù artists perform on 07/06/2014, at Trento, Italy.<br /><br />© PierreTeyssot.com

Silvia

TRENTO BUSKERS FESTIVAL 2014 <br />Nasoallinsù artists perform on 07/06/2014, at Trento, Italy.<br /><br />© PierreTeyssot.com

Mettetevi un po’ comodi e state a sentire che cosa mi hanno raccontato.

Come è nata la vostra passione per i tessuti aerei?

Karin: Per me è cominciata un po’ per caso. Per anni ho fatto ginnastica artistica e, arrivata a trent’anni, ho cercato una valida alternativa e sono capitata sui tessuti aerei. È stato amore a prima vista.

Maddalena: Tutto è cominciato a Trieste, la mia città natale. Mi ero stufata della ginnastica artistica, avevo bisogno di qualcosa di meno inquadrato nelle regole, che mi permettesse di esprimermi… e di fare qualche acrobazia. A Trieste c'era una scuola di circo… e quindi mi sono lanciata in questo strano e curioso esperimento.

Angela: Ho iniziato circa sei anni fa per scherzo e sfida con me stessa (non amo l’altezza). Studiavo a Padova e, grazie alla mia passione per la giocoleria, ho conosciuto delle ragazze che praticavano tessuti ed ho iniziato anch’io. Lo scherzo si è poi trasformato in passione e nonostante le difficoltà nel trovare posti in cui allenarsi (devo ringraziare molti alberi, che hanno aiutato a mantenere l’allenamento! Ma non provate a casa!!!), ora sono qui, felice, per aver detto sì tanti anni fa alla domanda Perché non provi anche tu?

Silvia: Per caso, provando, dopo averne sentito parlare da Karin.

Che tipo di sensazione si prova, volteggiando lassù?

Karin: Quando sono sui tessuti, ho la sensazione di essere più forte. E’ come se per un attimo tutto si fermasse.

Maddalena: Pace. Soprattutto quando si acquisisce la sicurezza e la disinvoltura in ciò che si fa, riesco a non pensare a nulla, rimanendo allo stesso tempo concentratissima… uno stato di serenità davvero difficile da raggiungere a terra. Se poi si chiudono gli occhi, allora diventa magia.

Angela: Le sensazioni sono tante, diverse ed anche contrastanti. Il tessuto bisogna imparare a conoscerlo, perché riflette come siamo noi dentro. La maggior parte delle volte dà emozioni positive, bellissime, di libertà, di scoperta, di voglia di superare i propri limiti. Alcuni giorni il nervosismo o il malumore possono farti sentire fragile, debole, insicura e farti paura. Si impara a gestire le proprie emozioni e a riconoscere i propri limiti, i giorni sì e i giorni no. Insomma, i tessuti sono dei buoni amici che aiutano a conoscere sé stessi.

Silvia: Quando riesci a danzare seguendo la musica, è il piacere della leggerezza nello spazio aereo.

Meglio guardare in giù, sapendo di poter scendere oppure meglio guardare in su, sapendo di non poter mai salire?

Karin: Mai guardare in giù … soprattutto se si soffre di vertigini! Preferisco guardare in alto e sperare di arrivare ancora più su.

Maddalena: Ovviamente la prima! La possibilità di scegliere e la coscienza del proprio corpo nello spazio sono ciò che è più importante, sia nella vita quotidiana che in aria.

Angela: Guardare in su e trovare il modo per salire ancora di più. Il tessuto insegna che i limiti sono imposti da noi stessi. Mai scendere, sempre provare a salire più in alto o fare proprio quello che di meglio c’è a quella altezza, in quel momento.

Silvia: sicuramente la prima.

Una disciplina come la vostra richiede, senza dubbio, un grande impegno. Quante ore dedicate all’allenamento?

Karin: In effetti è abbastanza impegnativa come attività, ma dipende anche dagli obiettivi. Nei periodi vicini agli spettacoli ci alleniamo anche tutti i giorni se possiamo, anche se nella realtà siamo più sulle tre/quattro ore a settimana. Il problema della disponibilità della palestra è un grosso ostacolo per questo. Poi siamo tutte amiche e a volte capita che un allenamento si dimezzi perché parliamo troppo.

Maddalena: Dipende! Ho girato svariate palestre e scuole di circo… il massimo a cui siamo arrivate – in periodo estivo pieno di spettacoli – era anche allenarsi ogni giorno! In tempi normali di allenamento, quattro/cinque ore a settimana, ma se si potesse staremmo attaccate ai tessuti in ogni momento.

Angela: Questa disciplina presenta dei limiti dal punto di vista degli spazi in cui praticarla. Le ore di allenamento non sono mai abbastanza quanto vogliamo a causa della disponibilità limitata della palestra, ma cerchiamo di allenarci almeno due volte in settimana.

Silvia: Circa tre ore a settimana.

Lavorare in gruppo: sono più i vantaggi o gli svantaggi?

Karin: Personalmente faccio molta fatica ad allenarmi da sola, ho bisogno degli stimoli che mi arrivano dalle mie compagne. Certo, come dicevo prima, a volte allenarsi in gruppo è un po’ dispersivo, ma tutto sommato preferisco così.

Maddalena: Assolutamente i vantaggi! Sia in termini tecnici (porta la struttura, monta e smonta, scegli le musiche, imposta le luci, paga la palestra…) sia, soprattutto, in termini umani! Quanto è bello lo scambio di idee e impressioni su cosa fare! E poi imparare cose nuove assieme è tutta un'altra cosa. Si costruisce insieme.

Angela: Il lavoro in gruppo ha vantaggi e svantaggi. Se si parla di amici sicuramente sono di più i vantaggi, il divertimento non manca!!! Poi sicuramente ci sono i momenti in cui vanno prese delle decisioni e alle volte bisogna essere pronti al confronto con le idee degli altri, ma anche questo è un motivo di crescita e anche alle volte un modo per avere nuove idee. La voglia di mettere insieme le idee, le forze, le fatiche e i successi ci ha portato nell’ultimo anno a sperimentare un sacco i pezzi in duo sugli attrezzi. Non è una cosa semplice, ci deve essere sintonia tra le due persone, e l’amicizia è sicuramente una marcia in più per divertimento e successo sicuro!

Silvia: I vantaggi (alla mia età!).

Leggo sul sito Tessuti Aerei: le figure base dei tessuti sono accessibili a tutti coloro che godono di una buona forma fisica. È possibile iniziare l’allenamento anche da non più giovanissimi e raggiungere buoni risultati. Noi comuni mortali, afflitti da ciccine, cicciotte e ciccette, abbiamo una qualche speranza?

Karin: Certamente! Io dico sempre che tutti possono fare tessuti aerei, ognuno con i propri limiti e con i propri tempi. L’importante è non lasciarsi demotivare quando si vedono le altre persone che fanno di più in meno tempo. Tutto sta nella forza di volontà e dagli obiettivi di ciascuno.

Maddalena: Assolutamente si! Si può fare amicizia con il tessuto anche ad altezze ridotte e senza particolare fatica. Poi c'è da dire che, per arrivare su (lavoriamo a circa sette/otto metri d'altezza) c'è bisogno di forza di volontà… e addominali! Quelli li si fa insieme, che è più divertente!

Angela: Nemmeno noi siamo perfette, come atlete e come persone, quindi facciamo parte anche noi dei comuni mortali. Tutti possono provare queste discipline e magari rimanerne affascinati. L’importante è iniziare armandosi di tanta tanta pazienza e voglia di impegnarsi e divertirsi. Mentre le mie compagne hanno tutte un trascorso nella ginnastica, io non ho mai fatto niente di artistico/sportivo prima di iniziare i tessuti, sono la prova che chiunque può farcela!

Silvia: Penso di sì. L’importante è perseverare.

Tessuti aerei, cerchio aereo, fly gym ... ce n’è per tutti i gusti. Qualche consiglio per i principianti?

Karin: Ancora una volta è molto soggettivo l’approccio ai vari attrezzi. Il cerchio permette di imparare più in fretta le figure base e quindi può dare soddisfazioni più immediate, mentre per i tessuti è un lavoro più lungo, a volte esasperante, ma che dà grandi soddisfazioni su lungo termine. Si raggiungono risultati che non si credevano possibili.

Maddalena: Fly gym può essere un buon modo per cominciare a rompere il ghiaccio con questo strano telo. Il cerchio ti fa raggiungere buoni risultati in meno tempo… ma i tessuti ti fanno innamorare

Angela: Lo strumento sceglie te e tu scegli lo strumento. La cosa migliore si trova provando, sono strumenti totalmente diversi tra di loro. Tessuti aerei è sicuramente il più impegnativo e faticoso. Per chi vuole un inizio più soft può provare con fly gym l’emozione di stare a testa in giù e di doversi fidare del tessuto senza stare a tanti metri da terra. C’è poi il cerchio, meno faticoso dei tessuti perché più statico ma affascinante allo stesso tempo.

Silvia: Qualsiasi disciplina si scelga è importante avere una buona preparazione, per evitare infortuni.

Come nasce uno spettacolo? Da dove arriva l’ispirazione?

Karin: Nel nostro gruppo ci sono molte variabili, nel senso che c’è chi parte, chi ritorna, chi va, ecc. Dipende un po’ da come è costituito il gruppo in quel momento e da quali sono i tempi di realizzazione. Abbiamo in mente degli spettacoli già da un paio di anni, ma non siamo ancora riusciti a concretizzarli.

Maddalena: Alcune di noi sono più fantasiose e fanno delle proposte, che poi assieme sviluppiamo e modifichiamo. Credo l'ispirazione arrivi dal gruppo, dalla concentrazione e dalla voglia di creare sempre cose nuove

Angela: I nostri spettacoli li creiamo in base all’evento nel quale si svolgono le nostre performance oppure da idee che ci vengono durante gli allenamenti, la notte, di giorno, mangiando, parlando, leggendo … insomma.. ogni momento è buono per creare. Le nostre idee più ambiziose, tuttavia, non hanno ancora preso forma, ma prima o poi troveremo il tempo per lavorarci e creare uno spettacolo che abbracci anche discipline diverse dall’acrobatica aerea, come la giocoleria, la ginnastica e la musica dal vivo. Quindi… rimanete sintonizzati!

Silvia: Da un lavoro di gruppo su un tema dato. E poi “da cosa nasce cosa”.

Solo chi sogna impara a volare è il vostro motto. Voi volate, devo dedurre che i vostri sogni si sono realizzati?

Karin: Per fortuna non si smette mai di sognare. Abbiamo raggiunto già dei bei risultati ed ad ogni passo che facciamo, davanti si aprono nuove prospettive, nuovi incontri, nuovi viaggi, che portano ad altrettanti nuovi sogni.

Maddalena: Alcuni, altri sono work in progress. Sicuramente ciò che ci fa volare è la determinazione, unita alla capacità che tutte abbiamo di essere ancora un po' bambine piene di sogni, speranze e voglia di arrivare in alto!

Angela: Non si smette mai di sognare. Più che i sogni, si realizzano piano piano tanti piccoli traguardi, che fanno parte di un grande sogno. Sicuramente quest’avventura rende più speciale le nostre giornate; forse non è nata nemmeno come un sogno, ma ne sta creando tanti. Il primo è quello di poter continuare a lungo a guardare il cielo e il mondo da un punto di vista diverso, lontano da regole, limiti e confini; tenendo la gente con il Nasoallinsù, come si fa da bambini e poi piano piano ci si dimentica come si fa.

Silvia: Al momento ed in quest’arte, per me, direi di si! Ma tutta la vita può essere un sogno.

L’intervista con queste splendide ragazze volanti si conclude qui, ma devo ancora raccontarvi una cosa prima di chiudere. A Fondo, in quella serata, si erano esibiti in un bellissimo duo, che rappresentava il quinto elemento, anche Laura e David. Da allora fanno parte del gruppo.

14

Visto che questa incredibile compagnia tiene i suoi corsi molto vicino a Trento, in un posto raggiungibile in poco meno di quindici minuti in macchina, potrebbe essere che, per essere in linea con il momento di follia, che sto attraversando (chi frequenta l’armadio lo sa), nel mio prossimo futuro ci siano i tessuti aerei.

Se non mi vedete più, sappiatelo, è perché mi sono sfracellata per terra!

 

Questo post partecipa a

Squitty dentro l'armadio


il cui tema di settembre è



03


E qui ci sono tutti i post che hanno partecipato alla nostra raccolta.


 

12 commenti:

  1. Che bella discipolina che hai scovato, Federica. Io il passato (remoto) da ginnasta ce l'ho, la ciccia in più anche...quasi quasi vengo a sfracellarmi con te! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma scusa, Barby, allora per te è pure più facile!
      Che aspetti?

      Elimina
  2. Caspita che bello tutto!! Bellissime, bravissime e coinvogenti queste artiste! Molto emozioante la risposta di Angela sulle sensazioni che si provano a volare tra te stessa e i tessuti.
    Una splendida intervista grazie alla quale ho conosciuto meglio questa magica disciplina. Complimenti ragazze e in bocca al lupo per tutti i vostri sogni e progetti!!! Vengo sul vostro sito a vedere se venite anche da queste parti (Roma e dintorni). Sarebbe bello assistere ad un vostro spettacolo!!
    Comare Squitty mi raccomando, ci servi INTERA!!!
    BELLISSIMO POST ♡♡♡

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Direi che le risposte sono state tutte molto belle, soprattutto molto sentite.
      E' stata una bella esperienza questa intervista.
      La Comare Squitty è come Highlander: se anche si sfracellasse, rinascerebbe!
      Vorrai mica, Fabiola, che io possa levarmi il piacere di lavorare con voi?

      Elimina
  3. Cavoli che performance!
    Sicuramente uno spettacolo splendido!
    Cosa può riservare una gita "solo per riempire la pancia"!!!
    Un abbraccione Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, Maria, davvero uno spettacolo grandioso.
      "Riempire la pancia", comunque, rimane sempre un valido motivo per muoversi!

      Elimina
  4. Bravissime le fanciulle! Io di ccerto non lo avrei mai fatto... nonn sono così ginnica...ahahahha
    i miei complimenti a loro!
    Masì,, dai, ne faccio anche a te :P) ci hai fatto un gran bel reportage!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Patri, perché io sono ginnica?
      Pare, però, ci sia speranza anche per noi .... non disperiamo!

      Elimina
  5. Sono incredibili questi Angeli senza ali ... una disciplina bellissima... in fondo l'uomo è dagli albori dei tempi che tenta di farlo affidansosi a piume , aria o potenti mezzi ... ma così è come farlo davvero .... a me il mantello di Superman !!!.... ci vorrei provare anch'io ... questi nastri mica lo so se reggono .... sono comoda tutta abbarbicata che sembro un bozzolo ...:))
    Fede ... sei deliziosa trovi sempre qualcosa di accattivante e speciale ... ti schiocco un bacio ... sei nata brava ....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusi, Giusi, Giusi ..... sempre troppo buona tu!
      Ti dirò, il bozzolo ispira di più pure a me .... ci si dormirà comodi?
      Però, ricordati, dal bozzolo nascono sempre splendide farfalle.
      Prepariamoci a volare!

      Elimina
  6. Davvero un bellissimo post!!
    Qualche anno fa ho provato un a lezione di tessuti arei.. Praticamente mi sono avvolta tipo tortellino nel tessuto e ho passato l'intera ora ad ammirare le ragazze esperte volteggiare nell'aria come farfalle...
    Vista la mia performance ho lasciato perdere.. ma quando so che c'è qualche spettacolo in zona non me lo lascio scappare!!

    un bacione
    Sara
    This is Sara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Saraaaaaaaaaaaaaaaaaaa, hai finito di andare in giro per il mondo???
      Bentornata, cara!
      I tortellini vanno sempre bene, no?

      Elimina