Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

19 maggio 2015

ISPIRAZIONI & CO. - Pop Art 3 - Like e Dislike (e scusami Robert)

RauschenbergSì, veramente, scusami tanto Robert. Non ti volevo proprio disturbare nella tua ultima dimora, perché capisco che girarsi e rigirarsi in ambiente così angusto sia un tantino scomodo, ma l’improvviso, impellente desiderio di realizzare ciò che, per un attimo, è balenato nella mia mente è stato davvero troppo forte.

Cosa vuoi? Dopo che la Barby ha lanciato il tema mensile, io sono andata veramente in panico, ché decisione presa in conclave mica si può modificare. Così, praticamente subito, mi sono rimboccata le maniche soprattutto per capirci qualcosa. No, perché la Pop Art sappiamo tutti più o meno cosa sia, ma a parte il faccione del tuo amico Andy non è che i comuni mortali siano particolarmente addentro all’argomento.

Così, girovagando in rete, saltando da un link all’altro, ho fatto la tua conoscenza. Può essere, ma non ne sono certa, che ti abbia incrociato sui banchi di scuola, ma la vedo poco probabile sinceramente. Il tuo viso mi è parso, vedendolo, un’assoluta novità.

Comunque sia, mi sono veramente presa via male per le tue opere, perché … ahooooooo, ma ne hai fatte di cose forti! Guarda, non è che mi piaccia proprio tutto tutto, ma i tuoi combine paintings sono assolutamente geniali. Io mi domando come ti sia saltata in mente una cosa del genere, che poi ai tuoi tempi deve essere stata pure considerata un tantino stramba.

Ho letto che tu non hai mai aderito completamente alla Pop Art, ma che però ad essa sei stato molto vicino (qui), tanto da esserne considerato il padre spirituale (qui); che volevi che i tuoi lavori riflettessero la vita (qui), che gli oggetti che usavi per creare i tuoi capolavori erano davvero molto eterogenei e venivano presi dalla quotidianità (qui); che gli oggetti recuperati dalle discariche avevano per te un fascino particolare (qui).

Guarda, ti devo dire che ai giorni nostri il riciclo è diventato un po’ di moda, perché quella di ridare vita ad oggetti apparentemente non più utili è diventata un po’ una fissa soprattutto nell’ambito della creatività. Ma tu questo lo sapevi già, vero Robert?

Leggendo queste e mille altre cose su di te, mi hai veramente dato l’input per creare i miei combine paintings, anche se a dirla tutta di painting nei miei quadri non c’è mica molto (e probabilmente è pure meglio viste le mie capacità artistiche).

Però un quadro senza dipingere lo si può fare lo stesso, no? Tu che dici, è una cazzata? Senti, facciamo una cosa, io ti spiego come ho fatto, poi mi dici se ha senso oppure no, ok?

Sono partita da quello che tu non avresti mai considerato: la collocazione del quadro. Sì, come punto di partenza è pessimo, ma io non è che ho le pareti del MoMA a disposizione, no? Ho ancora qualche spazio libero, ma neppure poi tanti. E poi, sinceramente, già le possibilità di fare qualcosa di decente erano poche, non potevo pure permettermi di rischiare di trovarmi con due capolavori senza fissa dimora, vaganti per la casa. Così ho deciso di collocare i miei quadri ai lati del televisore in soppalco.

L’ambiente di sopra è piuttosto moderno, caratterizzato da tre colori  di base (bianco panna, blu avio e bordeaux) ripetuti in tutte le salse. Non potevo certo mettermi a fare un quadro verde e arancione, ti pare?

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Così ho cominciato a ravanare dentro e attorno all’armadio in cerca di ogni materiale possibile, che fosse però compatibile con i colori che ti ho detto. Tu non hai idea di quanto mi sono divertita: ho riempito il salotto in maniera spropositata, perché ho recuperato veramente di tutto. Sono andata persino a rovistare dentro ai bidoni della differenziata (beh, pure tu l’hai fatto, perché io no?). Ah, persino dentro la cassetta degli attrezzi del consorte, da dove sono emerse un paio di cosette mica male.

L’unica cosa che ho comprato ex-novo sono stati i due cartoncini di base (50x70 cm) e alcuni cartoncini colorati più piccoli, indovina di che colore? No, dai, ci ho cacciato dentro anche il nero, perché mi pareva che il nero facesse davvero tanto pop. Avrei voluto comprare delle vere e proprie tele, ma mi è parso un tantino esagerato, considerato che il mio era veramente un esperimento. Però, col senno di poi …

Esaltata dalla nuova sfida, mi sono così messa al lavoro.

Non so se, normalmente, si scelga prima il titolo e poi si faccia il quadro oppure se, a quadro fatto, si pensi a dargli pure un nome adeguato. Io quadri non ne ho mai fatti, sai, però mi sono data un tema, proprio per non andare completamente random.

Dopo aver delimitato con l’aiuto di una matita lo spazio utile …

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… ho ritagliato dal cartoncino bordeaux le lettere che compongono il primo titolo: LIKE.

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Sì, hai già capito, le cose che mi piacciono e che amo. Come vedi, le lettere non sono tutte della stessa dimensione, perché ho immaginato di urlare queste cose, un po’ come nei fumetti di Roy. Modello eco, insomma.

Per contrasto sull’altro foglio ho messo i miei DISLIKE, cioè tutte le cose che detesto profondamente, che mi disturbano e che mi mettono di cattivo umore.

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Le lettere questa volta non sono state semplicemente ritagliate; sono state prima stampate, dopo aver scelto un carattere preciso, un carattere che mi desse la possibilità di rendere il concetto di vuoto. Queste lettere non sono solo vuote, presentano sotto pure un’ombra scura, l’ombra della negatività. E sono state incollate a testa in giù non casualmente: in pratica una specie di pollice verso.

Ho poi cominciato a riempire i miei fogli bianchi, passando da uno all’altro senza un ordine preciso, ma seguendo l’ispirazione del momento. E questo è stato proprio figo.

E da dove potevo partire se non dalla punta di diamante dei miei like? L’essere madre e il rapporto con mio figlio sono l’apice della mia esistenza, la mia più grande ragione di vita. E li ho rappresentati sfruttando un tessuto che, da queste parti, si è già visto, ma che mi è parso assolutamente perfetto.

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Madre e figlio, legati come solo loro possono esserlo, ma diversi, perché essere madre è anche accettare l’essere altro di chi hai messo al mondo: una parte di te, che non necessariamente ti assomiglia, anzi spesso è pure la tua antitesi.

Non ci sono stati dubbi sulla scelta del mio primo dislike, perché è la cosa che in assoluto odio di più: l’apparenza. Il voler apparire quello che non si è, il voler dare un quadro idilliaco, da Mulino Bianco, quando dietro di bianco c’è ben poco. Non ho mai avuto paura di apparire quella che sono, anche con i miei numerosi e ben noti difetti e per questo detesto visceralmente chi lo fa.

Rappresentare questo concetto mi ha preso parecchio tempo, perché trovare le immagini perfette allo scopo non è stato facile. Però ci sono riuscita (le puoi vedere qui e qui). Le ho unite insieme, eliminando semplicemente la parte superiore della seconda. Le ho poi colorate, usando semplice smalto per unghie (il sorriso smagliante in rosso) e colori effetto laccato (la bocca dai denti aguzzi): una bocca con denti ben affilati. Quei denti che, dietro un apparente aspetto benevolo, sono lì pronti a saltare fuori. Non facciamoci, insomma, ingannare dall’apparenza.

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Amo moltissimo i luoghi aperti, dove l’orizzonte è infinito e la mente può spaziare liberamente. Sarà per questo che, per molto tempo, ho odiato le montagne che mi stanno intorno. Non ce l’ho con le montagne in quanto tali, ce l’ho con loro perché mi impediscono di vedere, di guardare oltre. Ed ecco allora che mi è venuto naturale rappresentare il mare. Ricavato da alcune striscioline di una comune tovaglietta ormai in disuso, anzi già smontata da un bel po’, il mio mare blu avio ha preso forma dentro il mio quadro.

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Se amo gli spazi aperti, è perché amo la luce. Ne ho veramente un bisogno fisico, perché sono una meteoropatica irrecuperabile. Il mio sole, quindi, incarnazione della luce, è fatto di jeans (comodi e confortevoli) e di morbidi steli di ciniglia (altrimenti noti come scovolini o nettapipe). Questa non te l’aspettavi, vero Robert?

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Rappresentare il buio, negazione e contrario del mio sole, è stato davvero uno spasso. Anche tu hai usato il filo elettrico, vero? Quando l’ho visto fra le cose di mio marito, l’ho rubato alla velocità della luce e l’ho usato così: il filo è naturalmente spezzato e la lampadina non funziona più, il buio incombe.

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(lampadina qui)

Fra i miei dislike preferiti ci ho messo le intromissioni, perché sono una della cose che mi rendono davvero furibonda. Parto dal presupposto, che io non mi intrometto mai nella vita degli altri, che mi interessa meno di zero. Ovviamente non sono immune dal sano gossip, ma non vado mai oltre quello. Invece, purtroppo, ci sono molti che si sentono o si sono sentiti autorizzati ad interferire con la mia di vita. Ma il mio muro (rappresentato qui con un isolante fonoassorbente) è talmente ben costruito che le frecce scagliate (ricavate da un paio di graffette) si infrangono miseramente. Quindi, amico, lancia pure le tue frecce, ma sappi che rischi di farti gran male.

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Amo il silenzio. Più passano gli anni e più questo amore cresce e meno sono tollerante con chi parla per dare aria alla bocca. Io, in una bottiglia chiusa ermeticamente con la prima cosa che mi capita in mano, quelle parole ce le chiudo tutte. Parole di persone, di radio, di televisione. Parole che escono dai giornali, dalla pubblicità. Parole di chi suggerisce, consiglia, propone. Parole che non mi interessano. 

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Detesto il disordine, ma non tanto quello fisico – beh anche quello non mi esalta in verità, ma sono più tollerante – piuttosto quello mentale. Quello che non ti permette di avere una visione di insieme, che mette insieme pezzi assolutamente diversi e non compatibili, quelli che – messo uno – devi fare spazio all’altro perché interferiscono fra di loro. Pezzi spaiati di un puzzle.

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Amo chi ha il coraggio di dire la sua senza uniformarsi, non l’alternativo per forza, ma chi ha il coraggio delle proprie azioni, che se ne prende la responsabilità, che lotta per quello in cui crede. Che sorride in un mondo di facce tristi. Certo la pecora nera nel gregge di candide pecorelle fa sempre un po’ notizia, fa parlare di sé. Ma le parole di contorno sono solo una cornice senza significato, un discorso praticamente incomprensibile per chi punta deciso verso la sua meta.

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(disegno iniziale qui)

Ho l’angoscia per il tempo che scorre, che vola via alla velocità della luce, che risucchia nella sua spirale senza dare la possibilità di fare tutto quello che si vorrebbe. Le ore passano rapidissime e pungono come questi chiodini. Certo le possiamo sfruttare al meglio delle nostre possibilità, ammorbidendole con le cose piacevoli, ma al tempo non importa nulla, continua a passare e se ne frega di tutto e di tutti.

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(spirale qui)

Amo casa mia e tutto quello che ci sta dentro. Amo tutte le mie cose. Profondamente. E qui, Robert, non ti devo proprio spiegare nulla.

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Tanto, troppo, subito: il trionfo dell’incompiuto. Troppo entusiasmo, troppa curiosità, troppa fretta. Eppure io non amo questo aspetto di me. Certo i miei incompiuti riguardano cose secondarie, spesso futili, non necessarie – ché per il resto almeno sono abbastanza concreta – ma non riesco proprio ad imparare. Una lunga corda sfilacciata questo mio insopportabile dislike.

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Amo procedere con il mio ritmo, che è l’unico che mi dà la possibilità di raggiungere non dico la perfezione (che mi interessa pure poco), ma il meglio che posso ottenere da me stessa. Fare le cose a modo mio, secondo i miei tempi, è sempre musica per le mie orecchie ed è anche l’unico modo per ottenere i risultati sperati. Mi dispiace solo non averlo capito prima.

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(pentagramma qui)

Odio il freddo, Robert, va oltre le mie possibilità, perché mi incattivisce, perché annulla il mio cervello e non mi permette di concentrarmi. Il freddo che si insinua nelle ossa e che non lascia scampo. Che pensi della colla glitterata?

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Sai che ucciderei chi non rispetta le regole? Io le rispetto, perché non lo fanno pure gli altri? Sai quanti sono quelli che le rifiutano, che le bandiscono dalla propria vita? Troppi, decisamente troppi ed è così irritante, accidenti.

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Infine, Robert, amo la creatività in tutte le sue forme. Quella creatività che si deve esprimere a tutti i costi, anche quando – come in questo caso – non sai neppure da che parte prendere, ma almeno ci provi.

Forse Marc aveva pure ragione: mettendoci il cuore e lasciandolo volare liberamente, qualcosa di  buono salta sempre fuori.

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Ho deciso di incorniciare i miei quadri, mi piacevano pure una volta terminati, chi l’avrebbe mai detto. Ho veramente rimpianto di non aver comprato delle tele, però vabbè mi sono arrangiata.

Ho comprato due cornici pronte, nulla di sofisticato, perché magari l’anno prossimo lancio i capolavori dalla finestra. Cornici alle quali ho tolto il vetro, perché, avrai visto pure tu, certi materiali sotto vetro non li potevi davvero far stare. Mi preoccupa un po’ la polvere su quell’accozzaglia di oggetti, ma ci penserò al momento opportuno.

Ah, aspetta, prima di incorniciare ho cancellato la cornice a matita, dove non più necessaria.

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E poi sono andata pesantemente ed ereticamente di colla vinilica, sennò come tenevo su tutta la mercanzia? Sicuramente potevo fare meglio.

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Risultato tutt’altro che perfetto naturalmente, ma che mi ha dato il modo di inserire l’ultimo mio like, effettivamente non previsto, ma che aiuta così tanto a volte: l’improvvisazione.

Se, infatti, l’uso della polverina (modello scuola elementare) era stato valutato per il quadro dei dislike, è stato del tutto recuperato all’ultimo per l’altro quadro. Dovevo pur nascondere il casino fatto nell’incollatura, no? Ma poi, sai, basta trasformarlo in frottage e il problema si risolve da solo.

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Dopo aver frottaggiato un po’ qui e un po’ lì, mi sono tolta pure uno sfizietto da artista. Quando ci vuole, ci vuole.

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Allora, Robert, li vuoi vedere i miei quadri finiti? Così poi ti lascio in pace e puoi riprendere il tuo sonno eterno?

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Io ho avuto il coraggio di appenderli in salotto, ok! Però tu nel tuo Canyon hai impagliato un’aquila e pare un tantino illegalmente. Non so chi fra di noi sia più svitato.

Comunque, Robert, è stato un piacere conoscerti e fare quattro (cinque/sei/sette) chiacchiere con te.  Ora dormi tranquillo, mi raccomando. E se passi da queste parti, il caffè te lo offro pure, naturalmente davanti ai miei quadri nuovi di zecca.

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Questo post partecipa a

Squitty dentro l'armadio

il cui tema del mese è


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Ma non dimenticate che:


- le altre comari sono Barbara, Fabiola e Rosalba;


- ci ritroviamo a fare quattro chiacchiere sul gruppo Facebook e nella community Google+;


- questo mese, tanto per mettere un po’ di carne al fuoco, la Barby-una-ne-fa-cento-ne-pensa ha lanciato questa sfida davvero molto carina


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Io un paio di lattine dei pomodori le ho recuperate, ma non ho ancora deciso cosa farci. Ci devo pensare.


Robert? Che ne dici di darmi una mano?

 

I POST DELLE COMARI

Pop Art 1 - Astuccio porta lavoro con carta di rivista - Barbara

Pop Art 2 - Riflessi pop - Fabiola

Pop Art 3 - Like e dislike (e scusami Robert) - Federica

Pop Art 4 - Trucco fumetto Pop Art - Rosalba

Approfondimento - La sfida dei barattoli di pomodoro: come è andata a finire - Barbara

24 commenti:

  1. Meravigliosaaa!!! Quello dei dislike mi piace da morire, fai bene a tenerli in salotto, non potevi tenerli nascosti!
    Bravissima, che fantasia!!!

    Maira

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  2. Sei sempre geniale e trooooppo forte!
    Bellissimo post e bellissimi i quadri. Spero mi venga qualche ispirazione x questo tema: fino ad ora proprio nessuna idea :-(

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    1. Troppo buona Maryclaire.
      E' stato un vero divertimento comporre questi quadri.

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  3. sei veramente incredibile .....fantastica ....ti hoseguita passo passo e mi sono quasi commossa ...vabbè che ci vuol poco ...ma mi sei arrivata ... veramente geniale ... brava ... un'Artista completa .... e ci credo si rivolta sicuramente Roberto ...!!! lasciali li finchè puoi .... assolutamente fantastici ... un abbraccio
    giusi

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    1. Madonna, Giusi, prendi fiato ....... troppi complimenti in un colpo solo!!!
      Artista ...... oddio, non mi sono mai sentita tale.!
      Bacione super!

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  4. Bravissima!!! Bellissimo il post, bellissima l'ispirazione!!! Dai temi complicati nascono grandi idee!!!!

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    1. Si, ok, Barbara, però non esageriamo con i temi complicati.
      io ho dei limiti!

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  5. Mi hai assolutamente rapita, appassionata, emozionata. Mi è piaciuto leggerti e conoscerti meglio. Hai scritto un post molto profondo, ti sei aperta e questo mi ha piaciuto hai eliminato lo schermo ci divide e mi sembrava di essere vicina a te nel salotto mentre me li descrivevi. Brava con tutto il cuore.

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    1. Rosy, non mi scrivere così!
      Mi viene la lacrimuccia!
      Troppo, troppo assolutamente!

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  6. WoW Fede (posso abbreviare o si merita un dislike pure questo? giusto per sapere...) che meraviglia. Quanta fantasia, passione, inventiva, amore e... te stessa! Bellissimo post, per quello che hai comunicato, per come ti sei raccontata, oltre che per il risultato finale su "tela"! Davvero complimenti di cuore <3

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    1. Grazie Beta! Ribadisco quanto sopra, emozione pure i tuoi/vostri complimenti!

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  7. MITICAAAAA!
    Che viaggio mi hai fatto fare attraverso questi flash della tua vita e le visioni che hai associato!!! Progetto visionario si e grande grande ispirazione. I quadri son bellissimi, e se il prossimo anno decidi di lanciarli dalla finestra avvertimi che vengo sotto ;-D
    Bravissima....oohhh ma hai talento pop da vendere eh!!!
    Un abbraccione comare <3

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    1. Ah ah ah, ma tu non sai, cara Comare, che il vero Andy sono io!

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  8. Credo che questo tuo post sia fra le cose più belle che hai scritto. Molto belle anche le opere. BRAVA!!!!

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    1. MI-SE-RIA!
      Un complimento di questo tipo, direttamente da Dolcezze, significa promozione certa!
      Grazieeeeeeeeeeeeeee!

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  9. Ma che brava Federica! Una vera artista!!!
    Opere in cui c'è tanto di te!
    Un abbraccione Maria

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    1. Si, Maria, io e .... le mie turbe psichiche!!!!
      Abbraccio, cara!

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  10. Ciao! Ma che forte il tuo blog! Bello il post! io mi fermo decisamente! Grazie per essere passata da me ;)
    A presto
    Ivy

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    1. Grazie Ivy, scusa il ritardo nella risposta.
      Benvenuta nell'armadio!

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  11. Ma Fede, sono a bocca aperta!!! Mi piace il risultato ovviamente, e fai bene a tenerli esposti (guai se l'anno prossimo ti viene la voglia di buttarli dalla finestra!). Ma mi sono proprio gustata le varie fasi con la spiegazione del significato dato ad ogni "sezione".
    Bravissima. =)
    Dani

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    1. Grazie, Dani, davvero.
      Il merito comunque è di Ispirazioni&Co., perché ci dà lo stimolo per osare, per provare, per sperimentare.
      Ormai siamo quasi a settembre e non vedo l'ora di ricominciare.
      Aspettiamo anche te, mi raccomando!

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