Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

29 novembre 2014

#CreiamoInsiemeNatale - Quando il Natale è poesia

Creiamo il Natale insieme

Era settembre, era solo l'inizio,

ancora lontani dal freddo solstizio,

il Gran Generale fece l'appello:

Forza, venite, sarà molto bello!

 

Accidentaccio, siamo in ritardo,

Creiamo il Natale, di più non m’attardo!

Di legno, di foglie, di carta, di lana,

guai alla plastica, sennò é una grana.

 

27 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (24/2014) - Nuove lanterne shabby … (ancora?)

Io ve l’avevo detto e mi pare pure di essere stata abbastanza chiara: questo è l’anno delle lanterne. Quindi, se passate di qui, non ci scappate proprio, io ve le mostro proprio tutte.

Ché poi oggi è il giorno del tè e quindi, volendo, l’ho pure fatta furba: se volete fare filò con le altre amiche, sorseggiando beate la calda bevanda, vi tocca ciucciarvi pure lumi e lumini vari.

Non vi preoccupate, però, non è poi così tremendo. È come quando vi invitano a cena e vi mostrano le fotografie delle vacanze oppure dal ritrovo delle amiche salta fuori il venditore Tupperware. Nulla più di questo.

L’unica differenza è che io di luminarie non ne vendo.

La verità è che oggi sono incredibilmente in ritardo sulla tabella di marcia, perché ho passato tutta la mattinata a completare il Calendario dell’Avvento per il pargolo (tanto per non fare la brillante come l’anno scorso), che non è il mio Calendario dell’Avvento, ma quello a lui destinato.

Dunque, arrivata all’ora del tè, mi sono trovata un po’ nelle peste (della serie cosa scrivo?), perché io – come dicevo ieri in altra sede – non programmo mai i post, li scrivo, quando mi viene lo sghiribizzo (e questo vi fa già capire, che non sarò mai una grande blogger!).

26 novembre 2014

Il mercatino del Zanella (3/4) - Portachiavi con i tappi di riciclo

Il mercatino di giugno, come ho avuto modo di raccontare, era stato abbastanza improvvisato, perché era stata colta al volo l’opportunità di aggregarsi ad un’iniziativa di quartiere e, dunque, non c’era stato molto tempo per pianificare i lavoretti.

Così, esaurite le prime due idee (le margherite puntaspilli  e i portamatite di cotone e spago), mi sono veramente trovata in difficoltà, perché non essendo abituata a creare con una scadenza, vedevo il tempo correre e non riuscivo a focalizzare su nulla.

Ho deciso, quindi, di prendere spunto dai portachiavi con i tappi di plastica di Speedy Creativa. No, meglio, li ho copiati di sana pianta. Non è che si può sempre trovare qualcosa di originale da fare, no? Ovviamente i suoi sono più fighi dei miei, perché io la Big Shot mica ce l’ho, però mi sono arrangiata comunque.

Insomma, ragazze, quella che vi mostro oggi non è certo una genialata (non mia almeno), è solamente la mia interpretazione di una cosa già vista e che, non pensavo, al nostro mercatino è pure piaciuta parecchio.

21 novembre 2014

Portamatite tirolesi

Metti di aver fatto i crauti in tempi recenti e di averli fatti in dose ridotta, perché non c’era nessun ritrovo fra cugini in programma; metti pure di averli mangiati con la polenta fatta sul tuo normale piano cottura nel tuo normale paiolo e non sul fogolar a legna della bella casetta in montagna del cugino, che avrebbe dovuto invitarti, ma non l’ha fatto; metti, quindi, di aver dovuto comprare dei piccoli barattoli dei suddetti crauti, perché i soliti tre chili ti avrebbero spedito diritto a fare la lavanda gastrica; metti dunque di esserti ritrovata fra le mani dei minuscoli quanto deliziosi barattolini smaltati all’interno.

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Metti poi che, qualche giorno dopo, al mercato del giovedì, ti fossi trovata alla solita bancarella di biancheria della casa, la stessa in cui avevi comprato il tessuto giallo per la tenda della lavanderia, e ci avessi scorto due strofinacci vagamente tirolesi e l’associazione crauti-strofinacci tirolesi ti fosse arrivata in testa a tempo di record.

20 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (23/2014) - Käthe Wohlfahrt e la magia del Natale

La prima volta che l’abbiamo visto è stato come un fulmine a ciel sereno, un qualcosa di talmente inaspettato, che non ci credevamo quasi. Eravamo in Alsazia ed era estate.

La seconda volta, quasi tre anni dopo, è stata comunque una folgorazione, perché, pur essendo preparati, non pensavamo certo che fosse così grande e così magico. Era pieno inverno ed eravamo in Germania.

La terza volta la fredda giornata invernale aveva lasciato posto, sempre quell’anno  e sempre nello stesso luogo, allo splendido settembre bavarese e noi, nonostante la stagione, eravamo più determinati che mai.

L’ultima volta, in tempi recenti, il settembre bavarese è diventato un tantino alsaziano e, in un certo senso, è stato come fare un salto indietro di quattrodici anni.

Le peregrinazioni spazio-temporali descritte qui sopra potrebbero indurre a pensare ad esperienze sovrannaturali (tipo di quella volta che ho incontrato gli alieni), perché immagino non abbiate capito nulla di quello che ho appena detto.

19 novembre 2014

Cimprotti alla crema e … che ci facciamo se le crema è troppa?

Immagino sarete arrivati qui, perché i cimprotti di certo non li avete mai sentiti e probabilmente questo famosissimo piatto trentino vi incuriosisce parecchio.

Anch’io, come voi, non li avevo mai sentiti nominare, non almeno prima che Papallo, in accordo con la prole, coniasse il termine. A casa nostra, sapete, di nomignoli e stranezze ce ne sono tante (voglio dire … mica mi son chiamata Squitty da sola, eh!) e questa è solo una di queste.

Qui per cimprotti si intendono tutte quelle cosine sfiziose fatte con la pasta sfoglia o con la pasta brisée, quei rotolini cicciotti, che si riempiono con qualsiasi cosa dolce o salata, che vi passa per la testa, che in genere si preparano rapidamente, che sono l’ideale per le trasferte in camper o per le gitarelle domenicali o semplicemente per quando non si ha una particolare voglia di cucinare (cosa abbastanza frequente di questi tempi).

L’altro giorno mi sono stati ordinati per merenda (Mamma, mi fai i cimprotti alla crema? = Pripi, vai in cucina dalla mamma e chiedile di fare i cimprotti … semplice istigazione a delinquere in fondo).

Comunque, detto fatto!

16 novembre 2014

Post ridicolo: lanterne rosse

Prendi quattro discutibili portacandele, quasi pronti per finire nella campana del vetro (dopo qualche anno che non uscivano neppure dalla scatola delle decorazioni natalizie, era giunta la loro ora).

Recuperali dalla cantina, perché ti viene in mente che, con opportune modifiche, possono finire tranquillamente sul banchetto del mercatino natalizio della scuola materna (perché …  tutto fa brodo).

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Acquista un bel rotolino adesivo con decorazione natalizia (a scelta) e rispolvera il tuo barattolino di neve spray (ce l’hai, no?).

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15 novembre 2014

Di neve, di canottiere e di mutande

Se mi chiedete, quando le posso aver smontate, vi devo proprio confessare, che non ne ho la minima idea. Però un dato è certo: le ho smontate. Potreste anche domandarvi il senso di questa operazione, che la maggior parte delle persone non compirebbe mai, però, tranquilli, pure io a volte mi sono interrogata sui motivi di questa scelta apparentemente senza senso.

Diciamo che mi piacevano, punto. Mi piacevano e quindi, al momento della loro inevitabile dipartita, non ho esitato un minuto e le ho ritagliate. Per farne cosa? Beh, al momento non mi sono veramente posta il problema.

Eppure un paio di giorni fa sono andata a recuperare, sempre nel solito armadio, quei ritagli. Naturalmente sapevo ben, dove andare a scovarli: dentro la valigetta, dentro al sacchettino con l’etichetta pizzi.

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13 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (22/2014) - Miele e crocette

Profumo di miele nell’aria, ma un profumo davvero intenso.

C’è sempre stato dentro l’armadio (quello vecchio, non il mio armadio), ma non è che da lì abbia avuto la possibilità di diffondersi molto frequentemente, devo essere sincera. L’altra sera, invece …

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11 novembre 2014

Lanterna shabby chic … e molto altro

Mi è venuta la fissa delle lanterne, una vera frenesia da candeline, una smania di illuminare il mondo … vabbè… mi basterebbe illuminare il mio Natale e sarebbe già sufficiente. L’ultimo è stato uno schifo assoluto a causa della mega influenza , un Natale che più buio non si può, un Natale tutto da dimenticare o quasi. Che sia per questo, che mi è venuta ‘sta mania?

Ma poi, diciamocelo, sono in astinenza da lavoretti natalizi, ma proprio tanto, perché già dodici mesi sono lunghi, figuriamoci ventiquattro. Devo recuperare. Sì, devo proprio!

E per non restare gabbata per la seconda volta (il calcolo delle probabilità giocherebbe a mio favore, ma la sfiga è sempre dietro alla porta), ho deciso di prendermi per tempo. Non che mi servano addobbi, ne ho anche troppi, ma quest’anno vale doppio e ho deciso di strafare.

Visto che, dopo vent’anni o giù di lì, le idee vanno scemando e non so più che inventarmi, ho cominciato a vagare su Pinterest, quel luogo di perdizione, che sicuramente vi sarà ben noto. Beh, qui ci sono tutti i tipi di lanterne possibili immaginabili: se ne realizzassi anche solo una minima parte, ci potrei illuminare l’intera città, non solo casa mia!

6 novembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (21/2014) - Accessori per il bagno super economici

Come vi ho accennato varie volte, quando abbiamo acquistato la casa con le persiane verdi, avevamo un obiettivo ben preciso in testa: arredarla riciclando, recuperando, inventando e pure risparmiando (il che di certo non guasta). In questi tre anni abbiamo fatto molto e molto ancora c’è da fare, ma possiamo ritenerci più che soddisfatti, soprattutto perché siamo riusciti (stiamo riuscendo) a seguire il nostro proposito iniziale.

Una delle sfide più interessanti è stata sicuramente la sistemazione del bagno. Il minuscolo locale, un vero bijoux, è stato tutto un recupero di vecchi oggetti (mobiletto, tavolino, porta asciugamani, lampade), di cui vi ho già abbondantemente parlato.

La sfida più difficile, però, è stata quella di trovare gli accessori adeguati, che, infatti, non siamo riusciti a trovare: costi troppo elevati (teniamo conto che si parla di una seconda casa), stile troppo moderno, qualità pessima. Insomma nulla di interessante.

Così ce li siamo inventati.

Ci siamo procurati alcuni semplici listelli di legno di abete simili a quelli qui sotto.

5 novembre 2014

Cambiare look alla scrivania? Si può!

Io mi ero proprio rotta, eh? Sia del colore giallino pallido, sia dell’angolo etnico. Che poi, ancora oggi, non riesco a spiegarmi il perché di quella scelta. O meglio riesco a spiegarmela solo in parte.

Quando abbiamo imbiancato, tre o quattro anni fa, il passaggio dal bianco al colore è stato soft, perché pur convinti della scelta, eravamo un tantino timorosi di fare una scemenza. Ché poi, lo immaginate pure voi, il passaggio contrario sarebbe stato piuttosto complicato. Per questo, dunque, la parete vicino allo studio, che fronteggia il vecchio armadio, era stata dipinta di quel giallino pallido. Anzi, a dirla tutta, proprio la sua presenza aveva influenzato la scelta del colore.

Comunque la vera scemenza non è stata tanto il giallino, quanto il pallido, visto che si vedeva solo sforzandosi di vederlo e, ancor peggio, l’idea di farci un angolo etnico. Non che l’angolo etnico fosse venuto male, sapete? Era pure omogeneo nel suo genere, con i cestini e le scatole di corda, con alcune cornici nello stesso stile, con alcuni oggetti riportati da terre lontane (regali di questo o di quello).

Però io mi ero davvero stancata. Così ho approfittato della recentissima nuova imbiancatura per dare una botta di vita al mio studio (e lo scrivo così, perché io non ho uno studio, ma solo un angolo della sala, che svolge questa funzione).

Prima fase: eliminazione del giallino pallido e nuovo colore grintoso alla parete. Naturalmente il lavoro è stato commissionato a Papallo, mica l’ho fatto io.

2 novembre 2014

Il mercatino del Zanella (2/4) - Portamatite di cotone e spago

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Smaltiti i cucchiaini in plastica, che non erano serviti per realizzare le lanterne carciofose di Daniela, ma erano diventati i petali delle mie margherite puntaspilli, restavano da riutilizzare tutti i vasetti in vetro così meticolosamente radunati dalle mamme della scuola materna. Ce ne erano davvero tanti ed alcuni anche di forma particolarmente gradevole. Perché dunque buttarli nella campana del vetro?

Pur non avendo le idee molto chiare in merito, me ne sono portata a casa vari e me li sono studiati per qualche giorno in attesa dell’idea giusta. Ricordate? Il tempo a disposizione non era molto e c’era la necessità di realizzare molti oggetti per riempire il più possibile il banchetto.