Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

5 novembre 2014

Cambiare look alla scrivania? Si può!

Io mi ero proprio rotta, eh? Sia del colore giallino pallido, sia dell’angolo etnico. Che poi, ancora oggi, non riesco a spiegarmi il perché di quella scelta. O meglio riesco a spiegarmela solo in parte.

Quando abbiamo imbiancato, tre o quattro anni fa, il passaggio dal bianco al colore è stato soft, perché pur convinti della scelta, eravamo un tantino timorosi di fare una scemenza. Ché poi, lo immaginate pure voi, il passaggio contrario sarebbe stato piuttosto complicato. Per questo, dunque, la parete vicino allo studio, che fronteggia il vecchio armadio, era stata dipinta di quel giallino pallido. Anzi, a dirla tutta, proprio la sua presenza aveva influenzato la scelta del colore.

Comunque la vera scemenza non è stata tanto il giallino, quanto il pallido, visto che si vedeva solo sforzandosi di vederlo e, ancor peggio, l’idea di farci un angolo etnico. Non che l’angolo etnico fosse venuto male, sapete? Era pure omogeneo nel suo genere, con i cestini e le scatole di corda, con alcune cornici nello stesso stile, con alcuni oggetti riportati da terre lontane (regali di questo o di quello).

Però io mi ero davvero stancata. Così ho approfittato della recentissima nuova imbiancatura per dare una botta di vita al mio studio (e lo scrivo così, perché io non ho uno studio, ma solo un angolo della sala, che svolge questa funzione).

Prima fase: eliminazione del giallino pallido e nuovo colore grintoso alla parete. Naturalmente il lavoro è stato commissionato a Papallo, mica l’ho fatto io.

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Seconda fase: colore grintoso due alla riscossa; questo però non è stato certo una novità, visto che tutta la nostra zona giorno è bordeaux dipendente (parete d’ingresso, sedie, qualche anta di qualche mobile, supporti soppalco …); diciamo che il bordeaux si è preso la rivincita sul giallino (e ancora non mi capacito di quell’intruso in casa mia!).

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La soddisfazione più grande è stata però l’eliminazione degli oggetti etnici, che a questo punto davvero non c’entravano più nulla.

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Naturalmente sono stati eliminati anche  i portafoto (imballati e portati in cantina prima di poterli fotografare) e i vari regali di amici e parenti (mi dispiace, ma io ho dato: il sacro fuoco del rinnovamento li ha fatti finire nel bidone). Comunque fidatevi sulla parola, c’erano!

Urgeva a quel punto la sostituzione di scatole e scatoline, perché il mio studio non ha cassetti: l’effetto scaffale di cartoleria era assolutamente da evitare.

Mi credete che, dopo aver girato mezza città e dopo aver cercato compulsivamente su Internet, non ho trovato nulla che mi piacesse o avesse le misure adatte? È mai possibile che, quando si cerca qualcosa, non la si trova mai?

Una cosa però ho trovato nelle mie peregrinazioni: una stoffa fantastica, che aveva gli stessi colori delle mie pareti e delle fikissime scritte in latino (che non sono il solito inglese trito e ritrito!). Non ci ho pensato un attimo e me ne sono presa un bel metro, senza ovviamente avere la minima idea di quello che ci avrei fatto e senza sapere che in quel negozio ci sarei tornata per un indispensabile rinforzino.

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Poi l’idea è arrivata. Ed è stata una goduria!

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Ho recuperato tutta una serie di oggetti che, per forma e dimensione, potevano essere utili.

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Ho cominciato a foderare le scatole: misurare, spalmare, appiccicare.

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Con l’aiuto di una stecca, ho prolungato i lati della scatola. Li riuscite a vedere sulla seconda foto?

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Ricordatevi di calcolare l’orlo (io ho lasciato 1,5 cm in più su ogni lato). Sarà proprio quell’orlo a permettere di rifinire bene gli angoli. In corrispondenza dello spigolo l’orlo va tagliato fino a circa 2 mm.

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A questo punto vanno foderati i lati: prima quelli corti, poi quelli lunghi.

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E l’orletto svolazzante va ripiegato e fissato.

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Una volta incollati i lati corti, si incollano quelli lunghi: le alette vanno incollate su se stesse e si va a chiudere l’angolo, che risulterà praticamente perfetto.

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La parte eccedente di tessuto va ripiegata su se stessa e incollata all’interno della scatola, questo sia sui lati corti che su quelli lunghi. In questo caso l’orlo lasciato era di 2 cm.

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In un paio di casi è stato necessario ricoprire preventivamente le scatole con della normale carta bianca, perché il colore troppo accentuato era visibile attraverso la stoffa. L’operazione può essere fatta anche in modo approssimativo, perché poi il tessuto va a coprire le imperfezioni.

In una scatolina ho dovuto rinforzare il fondo, usando del semplice cartoncino.

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Ho avuto anche la necessità di foderare l’interno di una scatola e, naturalmente, l’interno di quelle scatoline senza coperchio. Questa operazione allunga parecchio i tempi di realizzazione, perché in pratica il lavoro raddoppia. Se non è strettamente indispensabile, si può anche farne a meno: il risparmio di tessuto non è indifferente.

Qui si può procedere in due modi: si possono calcolare le pareti interne della scatola nel taglio iniziale (1) oppure si può realizzarle separatamente (3). Da quello che ho visto, posso dire che il primo metodo è preferibile nel caso di scatole piuttosto basse, perché si spreca meno tessuto. Il fondo va incollato alla fine, ricordandosi sempre la misura dell’orlo (2).

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Divertentissima e facilissima è stata la realizzazione dei portamatite: una semplice striscia (con l’orlo pure questa) avvolta attorno a dei semplici barattoli del caffè!

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Non strettamente indispensabile, ma comunque carino, il fondo dei portamatite è realizzato senza alcuna rifinitura, perché la stoffa viene trattenuta dal bordo stesso del barattolo.

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Abbastanza impegnativo il rivestimento del cestino della carta straccia. Poteva mancare secondo voi? Certamente, ma come ormai sapete, io adoro infognarmi in lavori assurdi, che mi fanno perdere un sacco di tempo. Anche perché il supporto recuperato (una cinesata da pochi euro, ti pare che compro il cestino di lusso per rivestirlo?) era davvero troppo alto ed aveva pure degli assurdi cosi sporgenti che mi hanno fatto dannare.

Mio marito ha suggerito l’amputazione della parte superiore. Ci stavo arrivando anch’io in verità, solo che non avevo idea di come procedere (io abito in una mansarda, mica in una falegnameria!). Così abbiamo recuperato un saldatore (mah!) ed ho amputato. Abbastanza tribale come soluzione, lo so. Ma la cinesata era in plastica durissima, eh! Con che la potevo tagliare? Ecco, vi risparmio la puzza … però ha funzionato.

Le imperfezioni sono state smussate con normale carta vetrata a grana grossa e, in ogni caso, sono state completamente nascoste dalla stoffa. Perché, ovvio, mi sono incollata pure il cestino.

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Alla fine di tutto questo lunghissimo lavoro il mio studio ha decisamente cambiato aspetto e, vi dirò, mi piace assai.

Comode, capienti, ordinatissime scatole per riporre tutta la mercanzia …

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… portamatite per avere a portata di mano tutto quello che serve …

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… porta foglietti e calcolatrice …

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… qui, invece, forbici, scotch, graffettatrice, gomma e temperamatite, tutto comodo davanti al naso!

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Naturalmente il cestino! Che non mi soddisfa al 100% in verità, ma che per il momento può andare.

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Ed, infine, la mia lussuosa-pronta-da-riempire nuovissima agenda.

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E questa sarà la mia nuova sfida!

24 commenti:

  1. Ma che lavoro super! Mi piace tutto dal nuovo colore delle pareti ( come hai fatto a resistere al giallino tutto questo tempo???) alle scatole varie ricoperte. La stoffa scelta è proprio bella e le scritte in latino un tocco di classe!!! Brava, il bordeaux è il colore di moda quest'inverno!!! Buona giornata. Giorgia

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    1. Ah ah ah, ho resistito per alcuni validissimi motivi: a) quando avevamo imbiancato l'altra volta mio figlio non andava ancora alla scuola materna ed era a casa con me, per cui per preparare per l'imbiancatura e per rimettere a posto facevo orari impossibili, visto che per tutto il resto della giornata passavo il tempo a giocare, per cui imbiancare tutta la casa è stato delirante e, davvero, finito quel periodo ho fatto finta di non vedere il colore quasi sbagliato b) nel frattempo abbiamo ristrutturato la nostra casa delle vacanze ed essere impegnati su due fronti era veramente troppo c) non avevamo ancora le idee chiare sul colore con cui sostituire i giallino.
      Davvero è di moda? Allora ho una casa fashion, visto che il bordeaux è molto presente!

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  2. Bella!!! La tua nuova scrivania è proprio fortissima!

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  3. non ho parole, sia per il lavoro fatto ma sopratutto per averlo condiviso con noi, con tutte quelle foto, con tutta la descrizione dettagliata. Veramente grande ma grande blogger e.....lavoratrice!!! COMPLIMENTI davvero Federica. Un grande abbraccio. Martha

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    1. Mamma mia, Martha, mi sto quasi montando la testa, eh!!!
      Troppo buona!!!
      Un abbraccio a te!!!

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  4. Mamma mia quanto lavoro!!!! E che bel risultato!!!

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    1. Patricia, ben trovata!!!
      Sì, ci ho messo un po' più del previsto, ma sono soddisfatta!

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  5. Io per avere un angolo come il tuo sarei disposta a tutto!!! Bellissima la stoffa e bellissimi i tuoi porta oggetti!!!

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    1. Guarda, Barbara, che il mio "studio" è veramente minuscolo, eh! E si nasconde semplicemente dietro la mia cristalliera, perché la parete destra che delimita la scrivania, opposta al muro dipinto di grigio, non è altro che la schiena di un mobile. Tutto qui!

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  6. il bordeaux è uno tra i miei colori preferiti e quindi figurati se non approvo!

    E di sicuro mi hai dato una bella dritta per rivestire i barattoli. Io ne ho conservati tantissimi (quelli del latte in polvere di Edoardo).

    Mi dispiace per le ceste però... puoi utilizzarle per fare i regali di Natale.

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    1. Io ho dato una dritta a te? Gulp! (emozionata)
      I cestini li ho ancora, mica li butto, non me li avevano proprio proprio regalati! Però non ho ancora le idee chiare su cosa farne. Avevo una mezza idea di portarli in Val di Non, però non so.Sono poco convinta.
      Regali di Natale? Tu dici? Mica ci avevo pensato!

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  7. Ma che meraviglia hai combinato!!!! Un rinnovo degno di una serie televisiva su real time!!!! I colori la stoffa.. tutto!! Mi piace davvero tanto!! E voglio provare anche io a fare le scatole!!! Bravissima !! Un abbraccio forte! Simona

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    1. Caspita, allora ho un futuro televisivo come arredatrice!!!
      Bisogna che lo faccia sapere a quelli di "Real time"!
      In ogni caso grazie!

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  8. Che meraviglia Fede! E che invidia!!! Vorrei anche io rinnovare il look della mia postazione ma managgia....niente tempo, niente idee...insomma...il periodo è giusto solo per ammirare e sospirare!
    Bravissimaaaa! Mi piace tutto!!!
    Bacioni ♡♡♡

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    1. Ciao Fabiola. Immagino tu sia presissima ... non ti si vede più in giro!
      Gli spunti si trovano, il tempo purtroppo no.
      Però basta fare un pezzettino alla volta, eh!
      Su, su, comincia ad annotare le ideuzze nel quadernino verde ...

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  9. Che lavoro pazzesco!! Ormai non mi stupisce più niente da parte tua!! ;-)
    La scelta della stoffa è davvero azzeccata e tutto risulta ordinatissimo.
    Mamamama...i regali di parenti ed amici nel bidone????? Noooo, io non lo farei mai mai mai! :-P

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    1. Ma come non lo faresti mai? Sei tu la prima che dice che bisogna liberarsi del superfluo e di quello che ci dà noia!
      Ecco, io l'ho fatto. Dopo tutto, sono una brava declutterer!!!
      I regali di amici e parenti erano piccoli oggetti (souvenir) di poco valore, mica inestimabili pezzi da collezione. Me li sono tenuti per almeno 15 anni, più che volentieri, per carità, ma adesso ero al limite della sopportazione.
      E, come sostieni tu, si fa prima pure a spolverare .... chiamaci poco!!!!!
      La prossima volta, comunque, te li spedisco!!!

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  10. un super lavorone!! Complimenti per il risultato davvero eccellente!!

    un baciotto
    Sara
    This is Sara

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  11. Che fantastico restyling! Complimenti!

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  12. ti invidio la perseveranza! Complimenti! non sai quante volte ho tentato di mettere ordine nel mio angolo: risultato? sembra un bazar!!!
    lori

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    1. Ma, Lori, puoi fare un po' per volta! Mica devi fare tutto in una giornata!
      Una volta che sai cosa vuoi, ti metti all'opera e pian piano arrivi al risultato!
      La mia comunque non è perseveranza. E' masochismo!

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