Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

25 settembre 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (18/2014) - Crocchette di ceci e carote (e Fantozzi in cucina)

16La carne salada se la magna coi fasoi e con la zigola. Questo é un dogma indiscutibile dalle nostre parti. Ma io di riempirmi la pancia di borlotti proprio non ne avevo voglia. Ultimamente poi ne mangio due e mi sento subito sazia.

Fra il resto c'era quel sacchettino di ceci lasciato a metà, che bisognava terminare, e una mole assurda di carote, che, pure quella, era da far fuori, ché il giovedì mattina c'é il mercato e non voglio frutta e verdura avanzata in giro, perché faccio il cambio della guardia e riempio il frigo di roba fresca. Ma che poi, ieri, sarò stata brava? Mi ero persino già preparata i cassetti del frigo lavati (operazione settimanale per dare un po’ il benvenuto ai nuovi arrivati, mica li accolgo con l'acquetta di condensa e l'odorino dei precedenti, no?) e non pulizia normale, pulizia di fino, con l’amuchina li avevo puliti!

Comunque, tornando ai fasoi, che avevo comprato nel caso l’esperimento avesse dato un risultato discutibile, ho detto loro statevene lì buoni che io oggi ho altri programmi e poi non mi piacciono i dogmi in generale, mettetevi il cuore in pace.

L’idea geniale del giorno, dunque, è stata quella di unire ceci e carote (ma come ho fatto a comprarne così tante, non lo so!), anche senza sapere con certezza, se i due ingredienti potessero stare bene insieme. Però, mi sono detta, con la mania collettiva di mangiare sano che c'è (e per fortuna), vuoi che non ci sia nel web qualche ricettina gustosa?

Ne ho trovate parecchie in effetti, anche se, ovviamente, usavano ingredienti che io non avevo (perché improvvisare è meglio!) oppure utilizzavano cotture che non mi andavano per nulla. Fra il resto ero pure in vena di sperimentazione (cosa rara dalle mie parti) e avevo in programma altro per la mia mattinata troppo breve, visto che il Pripi usciva a mezzogiorno e dovevo pensare anche al pranzo. Credendomi Wonder Woman, infatti, oltre alle normali faccende di casa della mattina, avevo pure deciso di fare il pan brioche per la merenda, quindi in linea teorica avrei anche potuto sperimentare in un’altra giornata, così per dire.

Che poi, tanto per finire il discorso, il mio pan brioche non è che sia stato particolarmente apprezzato dal pargolo ingrato, visto che ne ha assaggiato una fetta solo dietro minaccia di non beccarsi i coloratissimi smarties dentro al suo normale yoghurt bianco (prepara tu la merenda nutriente e gustosa!).

In ogni caso, tornando a ceci e carote, ho deciso di lessare i ceci (ci sarà pure un perché, se nelle ricette ci mettono sempre quelli già lessati?) operazione che mi ha rubato la bellezza di 50 minuti di pentola a pressione. Ma che ci mettono dentro ai ceci, mi domando?

Naturalmente le carote le ho lessate a parte, ma queste due semplici operazioni mi hanno portato via, facendo due conti, praticamente mezza mattinata. Certo io stavo facendo il pan brioche, ma scegliere qualcosa di più rapido?

Ma non vi ho detto le quantità. Che razza di ricetta è poi questa?

  • 450 g di ceci lessati (prendersi per tempo)

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  • 450 g di carote lessate

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Tutta brillante e sicura del fatto mio li ho infilati nello schiacciapatate, naturalmente per fare prima, ma se lo schiacciapatate si chiama così magari c’è un motivo preciso. Non ho foto per documentare lo scempio, non mi è parso il caso, sappiate solo che non riuscivo più ad aprire lo strumento infernale, dove inizialmente sono finiti i ceci.

Sono quindi passata ad uno strumento più appropriato: il passaverdura, dove ho infilato prima i ceci e poi le carote.

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Forse mi è sfuggito qualcosa, perché, ad operazione cominciata, il passaverdura ha subito un arresto e non c’è stato verso di schiodarlo. Le domande nascono spontanee: i ceci vanno cotti solo 50 minuti come indicato sulla confezione? il passaverdura, che pure non è uno dei più sfigati, sta collassando sotto il peso degli anni? in generale i ceci non vanno messi nel passaverdura?

E non ultima la domanda del giorno: ma che cosa mi è venuto in mente? Perché sul fondo del passaverdura si è formato un blocco unico di ceci e carote, che ho dovuto smontare l’attrezzo e andare di mestolone per ripulire il tutto.

Comunque sia, arrivata all’ultima spiaggia, ho messo tutto nel tritatutto ed ho tritato senza pietà, ottenendo questo impasto che perlomeno aveva un buon sapore.

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Ho aggiunto quindi 1 cucchiaio scarso di sale (l’impasto risulta molto dolce),

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1 cucchiaio ancora più scarso di pepe,

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1 bella spolverata di timo

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e 1 uovo.

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L’impasto così faticosamente ottenuto è stato poi, una volta formate le solite palline, rigirato nel pangrattato,

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dando vita, finalmente, alle per me misteriose crocchette.

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Sorvolo sullo stato pietoso della cucina a fine operazione, neppure avessi preparato un pranzo di gala. Anche perché, sappiatelo, io di pangrattato proprio non ne avevo. Ho dovuto grattugiare tutto il pane secco accumulato (e ne avevo tanto) per procurarmelo. Naturalmente avrei potuto compiere l’operazione anche prima, ma a forza di rimandare, mi sono trovata in emergenza. E vuoi che io, arrivata a quel punto, non volessi ultimare anche questa di operazione? Così ho aggiunto pure il setaccio e le ciotole ai pochissimi attrezzi che avevo usato.

Alla sera eroicamente ho fritto le crocchette in olio d’oliva (mica avevate pensato che le facessi per pranzo? il pranzo era tutto diverso tanto per aggiungere due padelline qua e là)

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ed ho cotto la carne salada.

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Se i fasoi erano stati accantonati, l’idea della zigola ancora … sfagiolava. Vedere la carne salada lì bella pronta, mi ha fatto venire un langurino che … ed ho cominciato ad immaginare cipolle stufate profumatissime, cotte magari in un coccio.

Naturalmente il coccio non ce l’ho e, alla fine, manco avevo la cipolla, perché l’unico pezzo rimasto, che sarebbe stato per me sufficiente, visto che mio marito non ne mangia, era schifosamente ammuffito. Me l’ero proprio perso.

Così, delusissima, con un senso di colpa incredibile nei confronti della carne salada e la paura di essere marchiata come eretica, ho accostato al tutto delle miserabili quanto indegne cipolline sottaceto che, naturalmente, c’entravano come i cavoli a merenda.

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Alla fine la mia cenetta non era male, sapete? Certo la prossima volta vedo di organizzarmi meglio.

Questa non è una ricetta, come ho scritto sopra, è solo il mio contributo al nostro tè del giovedì.

 

Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.
 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

MAGLIA con

DECORAZIONI con

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

NATALE con

IDEE RANDOM con

Africreativa - Da madre a figlia!

 

15 commenti:

  1. Ehm.... solo nel leggere "ceci" avrei chiuso il post... ma leggere delle tue avventure è sempre un piacere! E ti lascio qualche nota sul vespa raduno a cui ho partecipato domenica, così ne parliamo durante il nostro te!! Ciao!!

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    1. In effetti i ceci non è che attirano molto, ti capisco!
      Però, Cristina, se metti il link sarebbe meglio!

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    2. ok.... idiota io.... perdonami ma nell'ultimo mese non ho più avuto testa per nulla.... scusami tanto.....

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  2. Mi sono fatta proprio una bella risata leggendo le tue avventure culinarie!
    E le polpette mi ispirano proprio. Amo i ceci ma da soli dicono poco e sono sempre a caccia di ricette per "propinarli" alle figlie (sempre nell'ottica di mangiare sano e quindi anche i legumi). Ho provato anche io a lessarli e i tempi sono proprio interminabili, così opto sempre per quelli già lessati!
    Eccomi ancora a bere un tè da te.
    Ti lascio il link del post di oggi. Protagoniste le mie due "pargole" più grandi.
    http://portugalli.blogspot.it/2014/09/da-madre-figlia.html
    Un abbraccio Maria

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    1. Mi sa che questo tè ce lo beviamo solo in due, mia cara Maria.
      Inserisco subito il tuo post e vado a leggerlo decentemente.
      L'ho visto con il cellulare e con quello mi rifiuto di commentare, troppa fatica!

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  3. Rocambolesca la preparazione della cenetta! Però dai che mi sà che erano proprio buone quelle crocchette di ceci e carote! E la carne salata non credo si sia offesa poi tanto di incontrarle nello stomaco al posto dei fagioli, no?
    Un buonissimo we Cara Squitty!

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    1. Più che rocambolesca, direi fantozziana.
      Buon fine settimana, Fabiola!

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  4. Ciao Squitti! Passo innanzitutto per ringraziarti per i tuoi commenti e tutta l'attenzione che hai voluto dare al mio blog :)
    Questo è un ringraziamento un po' frettoloso, perdonami, ma tornerò.
    Intanto un abbraccio e buona giornata!

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  5. Mi hai fatto morire, sei incredibile, avrei voluto che qualcuno ti riprendesse ahahahah, forse se aggiungevi del liquido e le frullavi col minipimer o avresti tribolato meno, l'aspetto comunque è invitante e quindi brava a Wonder Woman <3

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    1. Rosalba cara, ce l'ho messo il liquido nel passaverdura .... per questo si è formato un blocco unico!!! Ha fatto da collante!!!

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  6. Troppo simpatica.............. ma una pizzetta congelata no??? ( scherzoooooooooooo)
    abbracciiiiiiiiii

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    1. Lieta, la pizza è sempre meglio ..... magari non congelata, dai!

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  7. Quanto mi hai fatto ridere!!!
    ma alla fine, le crocchette da sole erano buone o no? ero già pronta a copiarti la ricettina!!!

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    1. Ma certo che erano buone, Rachele ..... per quanto buoni possano essere i ceci!!!
      Di certo, se ci fosse stata la scelta fra un piatto di lasagne e queste crocchette ....

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