Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

6 marzo 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (8/2014) - I crauti della Fede

I crauti della Fede sono ormai un’istituzione, perché tutti quelli che li hanno assaggiati si sono leccati i baffi, hanno chiesto il bis e spesso il seguito, sperticandosi in complimenti, mormorando frasi del tipo come li fai tu non li fa nessuno, spesso dividendosi quelli avanzati con sguardo bramoso, della serie ho il pranzo assicurato pure domani!

L’inizio in pompa magna  di questo post non vi deve ingannare: non me la sto tirando (anche che se sono conscia che i crauti mi vengano particolarmente bene), semplicemente è un periodo che non ho la minima voglia di cucinare, preparo sempre le stesse cose con scarso entusiasmo, spesso scagliono la cena al marito, che si offre volontario (e ti pare che in simili circostanze non ne approfitto?) e dunque, in pratica, mi sto semplicemente spronando, ricordando che, quando mi metto, in fondo so anche preparare qualcosa di buono.

Per l’appuntamento di oggi, quindi, vi lascio la ricetta dei miei crauti, che in realtà è solo il racconto di come li faceva mia nonna e, come tutte le ricette di un tempo, è un po’ approssimativa, perché le nonne andavano molto ad occhio e gli ingredienti o le dosi potevano anche variare da una volta all’altra.

L’ultima volta li ho fatti così.

Ingredienti (per 6/8 persone, che mangiano parecchio)

  • circa 3 kg di crauti (mia nonna avrebbe precisato: solo i Zuccato!; è chiaro che tutte le volte in cui ho usato i crauti freschi o quelli di altre marche, mi sono sentita davvero in colpa!)
  • 2 luganeghe fresche (circa 500 gr), ma che siano rigorosamente quelle trentine
  • 4 belle fette di carré di maiale
  • 650 gr di puntine di maiale
  • 1 fetta di pancetta fresca (circa 250 gr)
  • 1 fetta di pancetta affumicata o stufata (circa 250gr)

Procedimento

Ricoprite il fondo di una pentola alta con una buona quantità di olio di oliva (poco meno di un dito).

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Il passaggio successivo può essere variamente interpretato, perché esistono due precise scuole di pensiero: c’è chi lava i crauti e chi, invece, si rifiuta di farlo, ritenendo questa pratica una specie di eresia. È semplicemente una questione di gusti: lavando i crauti, si attenua il loro sapore leggermente acido. Io procedo, lavandoli, esattamente come faceva mia nonna.

Una volta lavati e scolati ben bene dall’acqua, metteteli dentro la pentola e cominciate la cottura a fuoco moderato.

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Nel frattempo preparate la carne, che va tagliata in pezzi piuttosto grossi, ad esclusione delle luganeghe che vanno lasciate intere e tenute da parte.

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Assicuratevi sempre che sul fondo della pentola ci siano acqua e olio a sufficienza, affinché i crauti non si attacchino. Durante la prima parte della cottura non è necessario aggiungere acqua, specie se avete precedentemente lavato i crauti, procedendo – invece – è necessario aggiungerne almeno un paio di bicchieri.

Preparate un pentolino pieno d’acqua per cuocere le luganeghe.

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Dopo almeno mezz’ora di cottura la carne può essere aggiunta ai crauti, ma – attenzione! – non va mai aggiunta tutta insieme. Si deve procedere con ordine: prima quella che richiede un tempo maggiore di cottura (nel nostro caso le puntine di maiale); quella che ci mette meno tempo (i due tipi di pancetta); quella che abbisogna solo di una scottata. E’ evidente che fra un’aggiunta e l’altra deve passare almeno un quarto d’ora, in modo che la carne si possa cuocere e amalgamare bene ai crauti.

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Le luganeghe richiedono una preparazione particolare. Vanno bucate con i rebbi di una forchetta e messe per qualche minuto nell’acqua bollente, in modo che possano perdere quanto più grasso possibile. Non esagerate con la cottura per non renderle troppo dure, toglietele dall’acqua e affettatele non troppo sottilmente.

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Le luganeghe vanno messe nel pentolone proprio all’ultimo, quando tutto il resto è ben cotto.

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Quanto ci vuole dunque per preparare i crauti? Calcolate almeno due ore complessive, procedete con una cottura lenta, i tempi che vi ho dato sono indicativi e non cambia nulla, se cuocete per più tempo il tutto. L’unica cosa da tenere presente è che la carne non deve sfaldarsi, quindi dovete regolarvi da soli in base al tipo che avete acquistato (anche qui è una questione di gusti).

Generalmente preparo il pentolone il giorno precedente, perché spesso succede che lo stesso pentolone vada in trasferta, vagando alla ricerca di polente fumanti cotte sul fogolar (che io purtroppo non ho), desiderando accompagnarsi a cunèi (= conigli) ben ben rosolati oppure a spezzatini con un sughetto prelibato. Il che è successo nelle ultime due trasferte a casa di parenti e di amici.

Eccolo, dunque, il pentolone pronto per il viaggio.

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Colgo l’occasione per rendere omaggio – con le immagini seguenti – a chi ha ospitato il pentolone sul proprio fogolar e a chi si è abbuffato indegnamente e senza ritegno, facendomi comunque onore.

Trasferta 1 (dal camperista che mi legge con – cito – i panini davanti al pc e che non capisco perché io continui a sopportare, viste le amorevoli e reiterate prese per i fondelli degli ultimi vent’anni!)

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La verità è che lassù, se magna sempre ben, anche senza il pentolone dei crauti a seguito.

Trasferta 2 (presso Cunel e Maestrina dalla Penna Rossa, cioè in un altro lassù, quello dove osano le aquile e dove ormai i veri protagonisti della scena non siamo più noi, ma le nuove generazioni!)

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So che vorreste sapere di chi è la mano che sta attingendo spudoratamente allo spezzatino … ma tanto non ve lo dico.

Evviva i crauti! Con i crauti non sei mai solo!

 

Attendo impaziente la vostra proposta di oggi!

Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.

 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

RICAMO con

MAGLIA con

DECORAZIONI con

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

La mia vita, aspettandoTi - Il bel lardo addormentato su schiacciata di noci

Africreativa - Budino di riso

LIBRI con

Pinkg - Di spiagge e di grandi domande

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

VIAGGI con

Dolcezze di mamma - Dell'Odissea

NATALE con

IDEE RANDOM con

 

22 commenti:

  1. Ma che bontà!!! E immagino che la maggior soddisfazione sia l'entusiasmo con cui mangiano tutti i bambini a quel tavolo! ˆ_ˆ

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    1. Vuoi la verità? I bambini non vedevano l'ora di alzarsi dal tavolo per andare a giocare, non erano molto interessati al contenuto dei piatti.
      Noi adulti, invece, sì!

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  2. Caspiterina che ricetta... ma toglimi una curiosità, visto che non l'avevo mai sentita: perchè si chiamano i crauti della fede?? :D

    E questa volta, se a te va bene, vengo a prendere il tè, con questa ricettina di qualche tempo fa: http://lamiavitaaspettandoti.blogspot.it/2014/02/il-bel-lardo-addormentato-su.html
    Spero vi piaccia! :D

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    1. Come perché? Semplicemente perché è il mio nome!
      Arghhhhhhhhh, ma tu probabilmente non lo sai, perché non ci incrociamo mai su Facebook, dove io sono Federica Fuori Dall'Armadio.
      E dove Fuori Dall'Armadio è una delle mie ennesime boiate!

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    2. Ma è una proposta da gran chef! Bravissima!

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    3. eh no che non lo sapevo!! anche perchè io non ho facebook :)
      ma grazieeeee felice che ti sia piaciuta! :D

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    4. Beh, vai pure tu su FB, ci sono tanti gruppi interessanti! E te lo dice una che di FB proprio non ne voleva sapere!

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  3. Bravissima Federica!
    Così non li avevo mai fatti. Sperimenterò e ti farò sapere.
    Proprio oggi ho fatto un post di cucina su AFRICREATIVA e ti giro il link : http://portugalli.blogspot.it/2014/03/budino-di-riso-vi-capita-mai-di.html
    A presto Maria

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    1. Sperimenta pure, ma tieni presente che è una botta di vita!!! Meglio essere in forma smagliante per gustarli come vanno gustati, cioè abbuffandosi per bene!
      Preciso anche che riscaldati sono ancora meglio e che, volendo, si possono anche congelare.

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    2. Ci voleva un dolcetto del genere per il nostro tè! Grazie per la proposta!
      Ah ... benvenuta nell'armadio! (non te l'ho già detto, vero?)

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    3. Grazie Federica,
      è un piacere "entrare" nel tuo armadio.
      Le botte di vita mi sono sempre piaciute; rompono la monotonia!
      Appena mi "abbuffo" ti racconto.
      Un abbracccio Maria

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    4. Abbraccio con tre c rende di più!!!!!!!
      Ciao Ciao

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  4. segno e provo.....grazie per questo e ...per essere passata da me.glo

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    1. Prova e fammi sapere, ne vale la pena!
      Benvenuta nell'armadio!

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  5. Adoro i crauti...ma le luganeghe dove diavolo le vado a recuperare...???
    Vabbè, provo a chiederle al mio macellaio e se non le trovo mi arrangerò con le salsicce normali...
    Non sapevo che fuori dall'armadio eri Fede! neanche io sono su Fb!
    Mica c'è qualcuno sottoe/o sopra l'armadio?
    Anche io sono qui per il tuo tè e ho portato qualcosa da leggere
    http://pinkgok.blogspot.it/2014/03/di-spiagge-e-di-grandi-domande.html

    Baci baci!

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    1. Non mi fare i crauti con le salsicce, eh! Eretica!!!!!
      Sotto e sopra? Ah, ah, ah ..... potrei sempre metterci qualcuno o qualcosa, spazio ne ho in abbondanza!
      Grazie per i bei libri consigliati!

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  6. L'ultima (e unica!) volta che ho mangiato i crauti mio marito ha minacciato il divorzio! Per partecipare al tuo té ti propongo un mio post che parla del mio ultimo viaggio (e così capisci pure perché i crauti non sono frequenti nella mia cucina...)
    http://dolcezzedimamma.blogspot.it/2014/03/dellodissea.html

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    1. Ma se sono così buoni! Devi proprio raccontarci perché tuo marito ha minacciato il divorzio!
      Benvenuta nell'armadio, Dolcezze di mamma, grazie di averci raccontato questo tuo ... fantastico viaggio!

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  7. Vabbè allora me li vengo a mangiare da te! Grazie a te per l'ospitalità :-)

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  8. Ho appena pubblicato un post che parla di cucina vegana eppure guardando queste foto mi viene una voglia di assaggiare che non hai idea! Mi auto elogio per la mia incoerenza!

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    1. Vieni a provare i miei crauti! Vedrai che post pubblichi poi!

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