Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

4 marzo 2014

Quando il pargolo non collabora - Il costume da fantasma

Mio marito ed io non abbiamo mai amato il Carnevale, perché non ci piace la confusione, non sopportiamo gli assembramenti di persone e siamo abbastanza allergici al clima festaiolo a tutti i costi. Questo non significa certo che non ci siano state occasioni di partecipare ad eventi carnascialeschi, perché non siamo orsi fino a questo punto, però – ecco – questo genere di feste non è esattamente nelle nostre corde.

Per questo motivo durante i primi anni del Pripi ogni accenno a rituali, usanze e abitudini di questo periodo è stato accuratamente evitato, tanto che, quando nostro figlio è arrivato alla scuola materna, non avendo neppure frequentato il nido, il Carnevale è stata tutta una scoperta.

Qualche tempo prima della festicciola scolastica avevo cercato di capire, se volesse o meno indossare un costume, perché è ben vero che, pur essendo un bambino molto vivace, è di indole piuttosto riservata e dunque – talis pater, talis filius – non ama la confusione, ma è anche vero, che non volevo si trovasse di fronte a compagni tutti mascherati, sentendosi quindi escluso dal festeggiamento.

Non so se il fatto di non conoscere il Carnevale lo avesse messo in difficoltà e non gli avesse permesso di rispondere in modo chiaro alla mia domanda, ma io, giuro, non ero riuscita a capire proprio che cosa volesse fare. In ogni caso, pur sapendo cucire, non avevo la minima intenzione di imbarcarmi in un lavoro inutile, sprecando tempo, materiale ed energie per nulla.

Per qualche giorno, dunque, avevo cercato di sondare, di proporre, di indirizzare, ma niente da fare, non riuscivo a cavarne un ragno dal buco! Così, visto che i giorni passavano e la data si avvicinava sempre più, tagliando la testa al toro, gli avevo messo sotto il naso un costumino da fantasma. Nulla di originale davvero, ma mi pareva la soluzione migliore, più rapida, più indolore e, in caso di disinteresse completo, lo spreco di stoffa sarebbe stato limitato.

La realizzazione veramente facilissima aveva trovato, però, l’ostacolo maggiore nella non collaborazione di mio figlio, che aveva boicottato in ogni modo il mio tentativo di prendere le misure, di farmi un’idea su come procedere, di capire cosa potevo fare. Fra il resto avevo pure un lenzuolo molto grande e non avevo la minima intenzione di tagliarlo in modo sbagliato, perché mi pareva assolutamente fuori discussione rovinare una stoffa per le fisse mentali di un bambinetto di tre anni.

Nonostante i ripetuti solleciti, nonostante i continui avvertimenti (guarda che manca poco tempo e, se non prendo le misure, resterai senza costume), il pargolo, evidentemente poco interessato all’intera operazione, aveva continuato imperterrito a correre in giro per casa, a fare altro, insomma a non collaborare.

Va bene, affari tuoi! Ho preso il lenzuolo, l’ho rimesso nel sacchetto, l’ho imballato assieme alle altre stoffe e l’ho rimesso sopra i pensili della lavanderia. Fine del discorso! A me, ripeto, il Carnevale neppure piaceva, dovevo essere io a preoccuparmi? Per me la questione era chiusa.

Senonché il giorno di quell’ormai lontano Giovedì Grasso, poco prima di uscire di casa (ore 8.35) mi sono sentita dire: Mamma, è oggi la festa a scuola? Sì, è oggi. E, quindi è oggi che metto il mio costume?

ARGHHHHHHHHH! QUALE COSTUME? (tu non hai un costume, figlio degenere!). Non sapevo se ridere o se piangere, l’appuntamento era nel primo pomeriggio ed io avevo altri programmi per quella mattinata. Ma le mamme, a volte, si rimbecilliscono proprio davanti ad un tenero sguardo mezzo sorpreso/mezzo deluso e mi sono trovata a dire … (neppure io credevo alle mie orecchie) … vuoi davvero il costume?

E lo voleva pure il costume, miseria, mica potevo sperare in un ripensamento, no? Ok, ascolta, abbiamo pochissimo tempo, devo prenderti le misure … va bene (ARGHHHHHH!!!).

Entro le 9.00 bisognava essere a scuola (vicinissima, per carità), ma volevo anche fare una specie di prova e, dunque, dovevo recuperare la stoffa (quella imballata per bene sopra il pensile!). Alla velocità della luce, rischiando di uccidermi, sono salita su uno sgabello triangolare che tengo in lavanderia (e che serve proprio da scaletta d’emergenza) e con una mano ho afferrato il pacco con dentro il lenzuolo.

Il pacco, ovviamente, era un tantino pesante e io mi sono sbilanciata … se ridete, giuro, me ne vado! Ho pensato fosse molto più utile pensare a me stessa che al pacco e ho mollato la presa. Il bel fagottone, evidentemente, non aspettava altro e ha pensato bene di volare e volare, felice più in alto del sole ed ancora più su, planando in maniera rovinosa su un vaso di terra posto in quel momento proprio sul davanzale della lavanderia.

E’ stato meraviglioso! La terra è andata ovunque, naturalmente anche dentro la cesta del bucato e in quella dei panni da stirare, passi la prima, ma la seconda? Un vero effetto bomba che, di primo mattino, è un qualcosa che ti mette veramente di buon umore!

Ma il tempo passava e … chissenefrega della terra? Ho cominciato a spacchettare, provare, misurare e, sempre incredula alle mie parole (ma perché uno si deve infognare in simili avventure?) ho proclamato, sicura: Adesso ti porto a scuola e quando arrivo alle 14.30 per la festa, ti porto il costume! Ma sarò idiota?

Mollato il degenere alla maestra, mi sono fiondata in un negozio specializzato, sperando si trovare un qualcosa per abbellire il costume (che ancora non esisteva) e renderlo meno anonimo e scontato. Naturalmente c’era di tutto in quel negozio, ma io volevo una cosa semplice, d’effetto, poco costosa … troppo? Eppure l’ho trovata: una confezione di ben 50 ragni neri da applicare sulla stoffa, cucendoli, a circa un paio di euro.

Letteralmente di corsa (e sapete tutti quanto io ami correre) sono tornata a casa e mi sono messa al lavoro con gioia ed entusiasmo, maledicendo il pargoletto e il mio cuore di mamma. Però, tutto sommato, lo ammetto, la cosa mi attizzava, perché c’era la sfida di creare qualcosa di decente in tempo rapidissimo.

Per dare la forma al costume ho ricalcato pari pari la mantella da pioggia che per forma e dimensioni mi pareva anche adatta allo scopo. L’ho semplicemente appoggiata sul lenzuolo, lasciando un certo margine di sicurezza.

Poi ho tagliato e cucito sotto le braccia per chiudere e fissare la stoffa, creando di fatto delle maniche seppur molto ampie; questo per evitare che il lenzuolo svolazzasse troppo.

Il passaggio più rognoso è stato certamente il taglio degli occhi e della bocca, non tanto per la difficoltà, ma perché non avevo veramente idea di dove collocarlo. Sono andata a caso, rendendomi conto che sarebbe risultato di certo sbagliato e preparando, di conseguenza, il kit di soccorso da portare a scuola (forbici, ago, filo e pennarello) per regolarlo direttamente sul posto.

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Poi ho cominciato a cucire i ragni, posizionandoli su tutta l’ampiezza del costume. sia nella parte anteriore che in quella posteriore.

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Ma i ragni da soli, però, mi pareva non riempissero a sufficienza il lenzuolo e io non avevo certo il tempo di applicarli tutti, neppure la voglia in verità. Dunque ho pensato che delle belle ragnatele fossero l’ideale per colmare i vuoti. Ho usato un normalissimo pennarello nero.

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L’effetto finale è questo.

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Ci ero riuscita, avevo il costume! Non mi restava che risistemare il disastro provocato dal pacco bomba e quello che avevo combinato io, seminando materiale da cucito in mezza casa. Ma, si sa, lavorare di corsa non va mai bene.

Arrivata a scuola, come previsto, ho dovuto regolare al meglio la posizione degli occhi, ma il risultato – devo dire – non è stato certo eccezionale. Però, date le circostanze, anche troppo.

Eccolo qui il mio fantasmino, che non suscitava certo molto terrore, visto che il più impaurito per la baraonda era proprio lui.

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Ti è piaciuta la festa di Carnevale? No.

Appunto!

17 commenti:

  1. Ehm.... bello il vestito.... ragni a parte.... che io odio, mi fan troppa paura!!

    Ehm2: già con san Valentino avevo capito che le feste "comandate" non sono nel vostro spirito, ma hai fatto bene a dare al tuo bimbo la possibilità di sperimentare questa festa a modo suo. Se posso permettermi, come primo travestimento forse era meglio un vestito più comodo, in cui lui si sarebbe sentito più libero di muoversi e giocare con gli amichetti! Un abbraccio!! A presto!!

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    1. L'idea iniziale erano le classiche catene, ma costavano un patrimonio ed erano orrende. Poi bisognava pur distinguersi, no?
      Il fatto che io non ami certe feste non vuole certo dire che preclusa la possibilità a mio figlio; per fortuna il DNA non è acqua e non è molto mondano neppure lui. In generale noi siamo tipi da Provenza in pieno giugno con il culo sulla Vespa, credo che tu capisca bene il concetto.
      Il fantasmino è stato scelto per la semplicità, ma effettivamente non ci si è trovato proprio benissimo. Conoscendolo, comunque, non so se con un altro costume sarebbe stato diverso.

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  2. Ma questo è un vestito da Halloween!!!!!! ehehehehe secondo me dovresti cominciare ad organizzarti per il prossimo anno ;)))))
    Scherzi a parte, fatti un giro al Carnevale di Viareggio cosi magari qualche idea la trovi ^_______^
    Benvenuta nella Buca!!!!! Ciao Lieta

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    1. Benvenuta Lieta! No, da fantasma alternativo!
      Infatti mi sono presa per tempo l'anno successivo!
      Viareggio? Ma io non posso andare a Viareggio. Ho un amico toscano che tenta di portarmici da circa 12 anni, non posso capitolare!!!! A parte gli scherzi .. troppo caos non fa per me.

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  3. E dimmi che i pargoli non sono capaci di lasciare in noi ricordi indimenticabili della loro meravigliosa presenza!?
    Quando tra qualche anno gli racconterai questa storia...e guarderete la foto mi sbellicherete dalle risate! Come ho fatto io adesso... ;-)) Bacioni

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    1. Io ridevo già il giorno seguente!

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  4. Come ti capisco, anche mio figlio un po' di anni fa ormai, non voleva assolutamene il costume di carnevale, era molto timido, poi crescendo è cambiato totalmente. Grazie della visita al mio blog...♥

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    1. Benvenuta Verbena.
      Il mio ha voluto il costume, ma il Carnevale continua a non piacergli. Però non è importante! Rispetto la sua scelta!

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  5. Ahaha grande il fantasma! Anche io un anno l'ho fatto :-) Senza ragni però :-P

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  6. Ma bella l'idea delle ragnatele!! Un fantasmino così gli avrà dato un po' di coraggio ?
    Ti ha colta proprio di sorpresa, 'sta volta ^_^ ma te la sei cavata benissimo!!!

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    1. Direi di no, anche perché era abituato a rimanere a scuola solo fino alle 13. Per l'occasione si era fermato per la nanna, tanto per non fare la spola, e quindi era praticamente sotto choc!

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  7. ahahahahaha!! che forte tuo figlio!! Però che giornatina... ma caspita sei riuscita a cavartela... beh, almeno anche a lui non piace il carnevale ahahaha!! :D

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    1. Un caratterino, sì! Dici che è casuale?

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    2. ahahahahaha! mah... mmmm non saprei... :P :D

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  8. Come sempre, una ne fai e cento ne pensi!!! ˆ_ˆ Brava e bello il tuo fantasmino!

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