Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

6 febbraio 2014

UN TÈ DENTRO L’ARMADIO (5/2014) - Un cuore da Leone (Lia Levi) e Il segreto nel vasetto di vetro (Mamma al Cubo)

Eccoci arrivati al nostro quinto appuntamento con Un tè dentro l’armadio. È già passato più di un mese dall’inizio di questa avventura e mi sto divertendo parecchio a leggere le vostre proposte e i vostri suggerimenti.

A proposito di letture, mi sono resa conto che è davvero un sacco di tempo che non parlo di libri. Sarà che ultimamente riesco sempre a perdermi I Venerdi del Libro e che, soprattutto, leggo poco o niente (più niente a dire il vero), ma non trovo mai l’occasione giusta.

Se le mie letture si sono arenate, quelle del Pripi proseguono alla grande. Da quando, qualche mese fa, gli ho letto il Pinocchio originale, ci si è spalancata la porta sul mondo dei libri veri, quelli che per leggerli ci vogliono molti giorni. La sua sete di conoscere storie nuove mi rende orgogliosa e mi fa ben sperare per il futuro, specie perché a settembre andrà alla scuola primaria.

L’ultimo libro che abbiamo letto e che oggi vi consiglio caldamente è questo.

Un cuore da Leone

Edito da Piemme, fa parte di un’interessante collana che si chiama La Grande Storia, che ha lo scopo di far conoscere alcuni dei più rilevanti periodi storici attraverso alcuni appassionanti romanzi.

Leone è un bambino ebreo che vive a Roma durante la seconda guerra mondiale. Vive una vita tutto sommato tranquilla, anche se le leggi raziali limitano molto la libertà della sua famiglia, privandolo persino della possibilità di andare alla scuola del suo quartiere, dove lui desidererebbe tanto andare. Porta un nome importante, che per lui è un peso e lo espone agli scherzi e alle prese in giro dei compagni di scuola. Fa di tutto per tenerlo nascosto, così come cela la sua paura del vuoto.

Con la caduta del Fascismo si spera che tutto possa tornare alla normalità, ma l’occupazione tedesca di Roma da parte dei soldati tedeschi toglie ogni illusione e la situazione degenera. Leo e la sua famiglia sono costretti a fuggire dai rastrellamenti tedeschi e si salvano per miracolo.

E’ proprio questa fuga rocambolesca che permette al bambino di riappropriarsi della propria identità e gli fa capire quanto inutile sia farsi chiamare con un altro nome, soprattutto perché il coraggio dimostrato lo renderà degno del suo: Io mi chiamo Leone. 

Ho comprato d’istinto questo libro, mi è piaciuta subito la trama e lo stile semplice e lineare. Nonostante fosse collocato in mezzo a proposte per bambini di 6 anni, l’ho acquistato ugualmente: mi pareva sufficientemente comprensibile anche per il Pripi. In effetti la storia, nuda e cruda, lo è. Più difficile sicuramente capire la portata di quello che ci sta dietro, gli avvenimenti storici che stanno sullo sfondo. E in questo senso, leggendo poi sulla rete alcuni commenti, mi pare che il target per una comprensione piena sia in ogni caso più elevato, direi 7/8 anni.

Non ho la pretesa che mio figlio possa aver capito proprio tutto di questo romanzo. Ha capito che c’è stata una grande guerra, che ci sono state leggi ingiuste, che ad un certo punto sono arrivati i tedeschi. E’ rimasto profondamente colpito dal fatto che l’amico di Leone, Giacomo, sia stato portato via assieme alla sua famiglia e non sia più tornato neppure a guerra finita. Ha capito che ci sono gli Ebrei – mamma, chi sono gli Ebrei? – e che sono delle persone come noi, identiche a noi, anche se hanno delle usanze differenti – pregano in modo diverso, tutto qui. Ha capito che c’erano dei posti orribili, da cui la gente non tornava più. Ma questi posti ci sono solo in questa storia oppure ci sono davvero? Purtroppo ci sono stati davvero.

Ci sarà tempo per capire l’orrore dell’Olocausto, io di certo non sono entrata nei dettagli, non mi pareva proprio il caso. Così come ci sarà tempo per riprendere in mano questo racconto, leggendo magari le utilissime schede collocate in fondo al volume e redatte da Focus Storia.

Abbiamo terminato la lettura di questa bella storia  qualche giorno dopo la Giornata della Memoria, semplice coincidenza in verità, ma ne ho approfittato per ampliare il discorso e per spiegare al Pripi che, sì, c’erano i cattivi (leggi i soldati tedeschi), ma c’erano anche persone buone e generose in quel tempo. Molti bambini dai campi di concentramento non sono riusciti a tornare, vero, ma tanti si sono salvati grazie al coraggio di uomini e donne che, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, si sono opposti alla follia nazista.

Ho dunque raccontato, qualche giorno dopo, la storia di Irena Sendler che la nostra Mamma al Cubo ci ha proposto nel suo bellissimo post Il segreto nel vasetto di vetro. L’ho raccontata semplicemente, mentre eravamo a tavola, io e lui, una di quelle conversazioni che ci piace fare di tanto in tanto. Gli ho mostrato anche le fotografie di questa donna così coraggiosa e mi ha fatto sorridere un po’ la sua richiesta ma non ci sono altre foto? Forse si aspettava di vedere il tesoro nascosto sotto l’albero del giardino? Chissà.

Irena

Concludendo, questi due racconti mi hanno dato la possibilità non tanto di parlare di un tema specifico – peraltro appena accennato – quanto piuttosto di spiegare a mio figlio che le storie che si leggono non sono sempre inventate, ma possono raccontare di fatti reali.

E questo, in fondo, era il mio vero obbiettivo.

 

Adesso tocca a voi! Cosa mi raccontate oggi?

Qui trovate tutte le informazioni relative a Un tè dentro l’armadio.

 

Abbiamo parlato di:

CUCITO con

RICAMO con

MAGLIA con

DECORAZIONI con

GIARDINAGGIO con

CUCINA con

Semplicemente Oggi - Biscotti di frolla con nocciole e mandorle – vegan

La Strana Giungla - Grissini di sfoglia alle olive e salame

LIBRI con

FOTOGRAFIA con

IDEE CASA con

Ordinata Mente - La scarpiera: piccoli declutterer crescono

VIAGGI con

NATALE con

IDEE RANDOM con

 

17 commenti:

  1. Grazie Squitty, anche per il tuo bel racconto.
    Sai ho cercato in realtà anch'io un'immagine del famoso vasetto, ma non ho trovato niente di verosimile :-) Ci accontentiamo del sorriso di questa nonna (mio figlio appena l'ha vista l'ha associata alla sua bisnonna, volata in cielo alcuni anni fa) e del ricordo di storie come queste che le mamme tramandano ai figli.
    Buono il tè! Un salutone
    Deborah

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    1. Mi pare un po' difficile trovare l'immagine del vasetto, considerato quanto tempo è passato e, soprattutto i fatto che allora le fotografie erano bene prezioso. Qualcuno l'avrà conservato? Magari il Comitato Ebraico? Sarà in qualche museo?

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  2. Ciao Squitty, hai insegnato una lezione davvero importante al tuo bimbo!
    Prima o poi affronteremo queste tematiche anche noi...magari intanto mi segno il titolo del libro!
    Se posso, partecipo nella sezione casa con questo post: http://ordinata-mente.blogspot.it/2014/02/la-scarpiera-piccoli-declutterer.html

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    1. Ciao cara, è sempre bello vederti (o ritrovarti o leggerti).
      Segna, segna. Aggiungo che i romanzi della collana sono circa una decina.
      Ma certo che puoi, le tue sono sempre delle belle idee!

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  3. Complimenti per la "lezione" che hai dato a tuo figlio.... con questo libro hai trovato il modo di affrontare con lui un argomento difficile ma "da ricordare", perché in una società che dimentica il passato si è destinati a ripetere gli stessi errori. Ciao!

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    1. Cara Cristina, è vero! Troppi avvenimenti importanti vengono dimenticati. Non è che sia anche molto comodo?

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    2. Già. ... e a proposito di dimenticanza.... ecco trovato il post della tua rubrica! Sono proprio stordita!

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    3. Nessun problema, l'importante è che tu ci sia. Ho riportato il tuo commento qui sotto!

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  4. Ciao eccomi per la sezione cucina con :
    http://semplicementeoggi.blogspot.it/2014/02/biscotti-di-frolla-con-nocciole-e.html

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  5. Quanto materiale, tutto in un post!!! Molto interessante, la storia del vasetto la conosco, è sempre un momento per riflettere...che non fa male ^_^
    Però non mi devo scordare di avvisarti: da me c'è un premio che ti aspetta!!!!

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    1. Su questi argomenti si riflette sempre troppo poco.
      E grazie per il premio.

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  6. Spero non ti dispiaccia essere premiata 2 volte! Appuntamento a giovedì per il tuo prossimo tè (mi sto impegnando....). Ciao Squitty!

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    1. Sono sommersa di premi!
      Ti aspetto giovedì!

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  7. I nostri complimenti per questo splendido post. A prestissimo!

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    1. Grazie mille e benvenute! Devo venire a leggere con calma il vostro blog, mi ispira un sacco. Intanto me lo segno!

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  8. Aggiungo qui sotto il commento di Cristina Dui che è stato postato, erroneamente, sotto l'appuntamento (4/2014). Eccolo:

    Mentre scrivevo il mio ultimo post, questa mattina, pensavo a te e a questa tua "rubrica".... se ti va di sbirciare, te lo lascio.... http://lastranagiungla.blogspot.it/2014/02/grissini-di-sfoglia-alle-olive-e-salame.html

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