Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

3 febbraio 2014

Decluttering e riciclo - Camera da letto 2/4 - La scatola della notte

Per molti l’andare a dormire non è semplicemente infilarsi sotto le coperte e buona notte, è piuttosto un rituale fisso, immutabile, da seguire a tutti i costi, ché in caso contrario gli incubi potrebbero pure sentirsi in diritto di fare qualche scherzo. La cosa si complica, quando il soggetto ama circondarsi di tutta una serie di oggetti, che paiono essere assolutamente indispensabili per dormire bene e senza quelli, quasi degli amuleti contro gli spiritelli della notte, il sonno diventerebbe necessariamente una tortura.

Se io, andando avanti con gli anni, ho cominciato  ad avere le mie fisse pre-nanna, principalmente perché, dormendo ultimamente come-e-quando-capita, ho dovuto organizzarmi per passare il tempo, mio marito è da sempre uno che, in questo senso, fa le cose per bene: un vero esperto del meglio mi preparo, meglio dormo. Ma io lo capisco pure, poverino, non è mai stato uno di quelli, come me, cui basta toccare il letto per sprofondare nel sonno.

Il risultato di tutto questo è che attorno al letto, da sempre, sono accampati gli indispensabili della notte che, ovviamente, ci seguono pure in tutte le trasferte in camper, nonché nel nostro soggiorno estivo in valle. La cosa scocciante è che, se in questi due casi siamo molto ben organizzati, in città, non avendo dei comodini, ma dei semplici tavolini con il piano di cristallo, risulta praticamente impossibile mimetizzare tutta questa mercanzia. Così, per evitare l’effetto bancarella, ci siamo dotati (cioè lui si è dotato) di una scatolina per contenerli.

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Con il tempo la scatola, peraltro ormai insufficiente a contenere tutto, visto che un paio di altre cose si erano aggiunte alla lista degli amici della notte, si è naturalmente rovinata e, con il restyling della camera, la sua eliminazione è diventata la cosa più ovvia.

Trovare la sostituta, però, non è stata una cosa semplice. Forma, dimensioni, stile, colore e prezzo: c’era sempre qualcosa che non andava bene. Alla fine, quasi costretti vista la mancanza di un’alternativa valida, abbiamo acquistato questo … portabottiglie.

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Forma e dimensioni adeguate, linea tesa, poco costosa e, soprattutto, in ciliegio, esattamente come le rifiniture della camera da letto: praticamente perfetta, anche se l’abbiamo acquistata, già sapendo che sarebbe finita sotto i ferri.

Per prima cosa ho eliminato tutto l’occorrente per stappare, versare e conservare il vino…

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… pulendo bene, con l’aiuto di un taglierino, le superfici interne.

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L’idea era quella di foderare la scatola con un qualche materiale adatto a nascondere le parti mezze incollate e dunque mezze rovinate, in ogni caso poco belle a vedersi. Naturalmente, almeno all’inizio, non avevo la più minima idea di cosa avrei usato. In testa avevo quella specie di vellutino che si trova all’interno dei portagioie, materiale che, nella mia non troppo vasta scorta di stoffe, naturalmente non esisteva.

Poi, pensandoci, ho avuto l’illuminazione, anche se mi è parso subito necessario aggiungere questo passaggio. Da alcuni cartoncini recuperati (decluttering sì, ma con un occhio ai lavori futuri, questi per esempio erano quelli contenuti nella confezione dei copripiumini) ho ritagliato due rettangoli della misura corrispondente al fondo e al coperchio della scatola. Ho pensato, infatti, che una stoffa semplicemente incollata sul fondo non sarebbe stata sufficientemente rigida.

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Ho poi incollato i due cartoncini sulla stoffa prescelta: normalissimo pile nero. Sicuramente meno raffinato del vellutino, ma adattabile. Ho usato la colla a caldo.

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A questo punto ho ritagliato la stoffa, lasciando circa 1,5 cm di orlo. In effetti il procedimento non è tanto diverso da quello che si usa, quando si appoggia il cartamodello sulla stoffa. Ho poi ripiegato (e incollato al cartoncino) la parte eccedente di pile.

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Ecco che i due cartoncini ricoperti potevano essere inseriti all’interno della scatola e, naturalmente, incollati.

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La scatola era ormai pronta …

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… per essere riempita …

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… e per essere collocata sui piani di cristallo posti dietro al letto. Insomma a portata di mano!

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Se volete sapere quale è stato il precedente lavoretto di decluttering/riciclo dopo la tinteggiatura della camera da letto, potete dare un’occhiata qui.

(questo post partecipa a Io faccio da sola, l’iniziativa per donne tuttofare di Raffaella)

Grazie, Raffaella, per le tue lusinghiere parole! (le potete leggere qui)

4 commenti:

  1. Vedi, da te ho solo da imparare...io avrei lasciato tutto ammucchiato...o forse avrei messo tutto in una scatola bruttina e triste! ^_^

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    1. Ma dai, Lady Decluttering, se mi dici così, mi crolla un mito!!!!

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  2. Quella scatola.... ora mi piaceeee .!!!

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    1. Dai, è venuta bene! Alla fine è stato un lavoretto di una mezz'oretta. Basta davvero poco per modificare le cose.

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