Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

8 gennaio 2014

Il tavolino del bagno

Fra gli oggetti recuperati nella nostra casa dalle persiane verdi c’è un grazioso tavolino a due piani, originariamente collocato nella terrificante camera matrimoniale degli ex proprietari. Posto vicino al letto, fungeva forse da comodino, ma sono convinta fosse arrivato lì casualmente e avesse in precedenza tutt’altra funzione.

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Era ancora sfruttabile e, fatte le opportune prove, gli avevo trovato una collocazione ideale. Bisognava solo lavorarci un po’. La ristrutturazione era appena cominciata, la casa praticamente inagibile ed io, che non vedevo l’ora di metterci mano, l’avevo semplicemente portato in città. Ok, il mio salotto non è esattamente un posto adatto per restaurare mobili, seppur piccoli, ma io avevo fretta e mi sono adeguata (pure il salotto si è adeguato a dire il vero).

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Il piano superiore era stato ricoperto con un orrendo foglio di formica, di quelli che si usavano un tempo, mica quelli coloratissimi che si possono trovare oggi. Era di un marroncino davvero triste, di quelli senza arte né parte, senza personalità e senza scopo. Bisognava eliminarlo, anche perché nel piano inferiore si intravvedevano, sotto molti strati di vernice marroncina e altrettanto orrenda, le venature del legno. E queste, vi assicuro, non erano male.

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Una parte del rivestimento era sollevata e, tirando leggermente, si era staccata con facilità.

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Il resto, però, era saldamente attaccato al tavolino e mi sono trovata nei guai, non sapevo davvero come fare. Ma la rete, come di certo saprete, vi offre sempre suggerimenti e consigli che spesso riescono a risolvere i vostri problemi. Come in questo caso.

Ho scoperto, così, che per staccare un piano di formica basta ricoprirlo con un pezzo di stoffa molto grosso (ho usato lo straccio per i pavimenti), che va precedentemente bagnato e strizzato per bene. Poi, con il ferro da stiro, ci si passa sopra fino al completo distacco del piano stesso.

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Il piano naturalmente, una volta eliminata la formica, risulta ancora ben bene ricoperto di colla e solo con l’aiuto di una paglietta o – meglio – della carta vetrata (e olio di gomito in abbondanza) ritorna pulito.

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Dopo aver scartavetrato tutto il tavolino, ero pronta per dare il primer. Come certo saprete, il primer è la base, che si usa per far sì che il colore di fondo scelto possa aderire bene al supporto e non si stacchi dal legno. Il primer si stende con il pennello ed è molto più denso di una normale vernice. Quello che ho usato io non era dei migliori e ho fatto abbastanza fatica. Quindi vi consiglio di sceglierne uno buono, il lavoro è facilitato e il risultato è decisamente superiore.

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L’odore del primer, però, non è molto adatto ad un appartamento di città e il tentativo di neutralizzarlo, trasferendo il restauro in lavanderia, si è rivelato praticamente inutile. Così il tavolino è finito abbastanza velocemente in cantina, in attesa di essere riportato in valle, dove il lavoro avrebbe potuto essere completato.

A mio marito è andato l’onore di verniciare il tavolino. Abbiamo scelto un color bianco latte, un colore caldo che contrasta con il bianco freddo delle piastrelle, e che poi abbiamo usato anche per verniciare un altro mobile di questo piccolo bagno ed è lo stesso della tenda della doccia.

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Questo è il risultato finale.

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10 commenti:

  1. E' cambiato dalla notte al giorno! Anche i restauri...sei una donna dalle 1000 risorse!

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    1. Ahahhahahha, esatto, il tragico è proprio questo! Comunque 'restauro' è parola grossa, dai, diciamo sistemazione!

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  2. wow bellissimo! Hai dato nuova vita a quel tavolino e sta decisamente meglio così!

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    1. O così oppure diretto in discarica. Al massimo nella stufa, volendo dargli una fine gloriosa!

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  3. bello, brava! e non sapevo come si togliesse un rivestimento di formica...buono a sapersi!

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  4. Decisamente più carino così!

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  5. Caspita, che bravi che siete!!! se pensi che mio marito non sa cambiare le lampadine (e dico sul serio) e nemmeno schiacciare una zanzara... :D

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    1. Ma le lampadine le cambio pure io! E ovviamente schiaccio molto bene le zanzare (che, in questi ultimi anni, si sono ambientate benissimo pure da noi!). Senti ... non è che il maritino è, piuttosto, un po' pigrotto? Quanto al tavolino, e agli altri lavori che abbiamo fatto, non siamo dei professionisti, proviamo semplicemente. E questa casetta di campagna è la scusa per provare e sperimentare di tutto. Se tornassi indietro, altro che appartamento in città!!!! Campagna con falegnameria annessa!!!! E' solo che, sfiga, ho scoperto questa vocazione troppo tardi!!!!

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