Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

30 novembre 2013

La Corona dell’Avvento - Una nuova esperienza alla scuola materna

Chi ha già letto Il Pensiero Aristide - Rosanna Maggio e Stirare in allegria - La Filastrocca di Fine Anno dovrebbe avere già ben chiaro in testa che io adoro andare alla scuola materna del Pripi e partecipare in prima persona alle attività che vi vengono svolte.

È quindi facilmente comprensibile come, un paio di settimane fa, io mi sia buttata a pesce, quando una delle maestre mi ha chiesto Lei sarebbe disposta a … Sì, certo … Ma se non sa neppure che cosa Le volevo chiedere! … Va bene uguale, io ci sono! Perché, vedete, io sono così, se so già in partenza che mi divertirò e che, come in questo caso, mi posso rendere utile, raramente mi tiro indietro.

29 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - I bottoni

Attaccare un bottone sembra una cosa banale, ma siamo sicuri di procedere nel modo corretto?
 
Il filo che tiene il bottone non deve mai passare dall’altra parte della stoffa, formando quel groviglio di fili che si vede normalmente e che è esteticamente poco bello. Sul rovescio della stoffa si deve vedere al massimo un puntino.
 
Si può usare:
  • normale filo da cucire doppio
  • seta speciale per occhielli
  • filofort n°16

Si parte sempre con un nodino oppure, meglio, con alcuni punti indietro, fissando la gugliata nel punto prestabilito. Il filo passa e ripassa più volte, entrando ed uscendo nello stesso punto.

Esistono tipi diversi tipi di bottone.
 
A) bottoni a 2/4 buchi che possono essere attaccati formando il collo oppure senza il collo
B) bottoni con il semicollo
C) bottoni con il collo
 
A1) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi formando il collo
 
Tenendo il bottone con una mano, usare l’indice di quest’ultima per dare ai punti la lunghezza desiderata del collo (o gambo).
 
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Passare l’ago più volte dalla stoffa ai buchi del bottone, formando un fascio di fili ravvicinati alla base.
 
Avvolgere per alcune volte il filo attorno al fascio appena eseguito: si forma il gambo.
 
Fissare il filo sul rovescio, eseguendo qualche punto  oppure, dopo aver girato il filo attorno al gambo, passare con l’ago all’interno del gambo stesso, formare un’asola e saldare.
 
A2) Attaccatura di bottoni a 2/4 buchi senza collo
 
E’ consigliabile questo tipo di attaccatura, quando la funzione del bottone è prevalentemente di guarnizione. Si appoggia il bottone direttamente sulla stoffa.
 
A1 + A2) Come vanno attaccati i bottoni a 2/4 buchi
 
L’attaccatura di un bottone con 2 buchi è lineare: si passa prima in un buco poi nell’altro.
 
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L’attaccatura di un bottone con 4 buchi varia a seconda dei gusti: può essere normale, a forma di quadrato, a forma di croce, a forma di fiore (quest’ultimo metodo si usa solo nelle camicie da donna).
 
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B) + C) Come vanno attaccati i bottoni con il semicollo e con il collo
 
Fissando sempre la gugliata nel punto prestabilito con un nodino o con alcuni punti indietro, si passa e ripassa l’ago più volte dalla stoffa al bottone, saldando subito.
 
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Attaccatura di bottoni con rinforzo
 
Nei capi non foderati o con certi tipi di tessuto (ad es. la pelle) è bene rinforzare il punto di attaccatura dei bottoni a 2/4 buchi con collo mediante un bottoncino più piccolo e di materiale diverso (ad es. madreperla). Esso verrà applicato sul rovescio della stoffa.
 
In alternativa si può applicare sul rovescio un quadratino di fodera o un pezzetto di passafino tenuto doppio in tinta con il tessuto.
 
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Attaccatura di bottoni gemelli
 
Unendo due bottoni si possono ottenere dei gemelli.
 
Unire i bottoni con un fascio di fili passati da un foro all’altro; il fascio sarà ricoperto a punto festone o a punto occhiello.
 
In alternativa si possono collegare i due bottoni con un piccolo passante dello stesso tessuto dell’indumento, preventivamente tagliato in drittofilo.
 
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28 novembre 2013

Stirare in allegria - La filastrocca di fine anno

Ve la ricordate quella famosissima e vecchissima canzone di Umberto Tozzi che citava una donna che stira cantando? Beh, io quando stiro non canto (non mi pare il caso), quando stiro scrivo poesie. Non è un'abitudine, perché in verità è successo una sola volta, ma è stato un esperimento interessante. Quindi, rispondendo alla domanda di Carla E tu invece? Hai qualche trucco per alleggerire il lavoro che ti andrebbe di condividere con noi? (la trovate qui), vi racconto la mia esperienza.

Partiamo dal presupposto che stirare è alienante e non occorre che io mi dilunghi molto nell’analisi dei motivi, perché chi stira capisce subito cosa voglio dire. Non credo di conoscere nessuno nessuna che non abbia quotidianamente una catasta di panni da stirare (la mia attualmente è collocata in mezzo al salotto sopra l’asse da stiro, ché in lavanderia ormai neppure ci sta più): una presenza costante nella nostra vita, un’amica fedele, quasi una di famiglia.

26 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - La casa degli ombrelli

POSOLOGIA

COMPOSIZIONE: ogni casa degli ombrelli contiene varie stanze ricche di oggetti molto diversi fra loro, almeno un bambino e un genitore

FORMA E CONTENUTO: gioco da interno; ombrelli e cose varie

CATEGORIA GIOCOTERAPEUTICA: gioco per bambini

TITOLARE: Mammoccia & Pripi s.r.l

PRODOTTO, CONFEZIONATO, RILASCIATO DA: Squitty dentro l'armadio

INDICAZIONI TERAPEUTICHE: giornata piovosa o fredda, bambini annoiati, presenza di amichetti o cuginetti, desiderio di fare qualcosa di diverso

CONTROINDICAZIONI: nessuna

PRECAUZIONI PER L’USO: somministrare con cautela

INTERAZIONI: non compatibile con una casa appena riordinata o pulita, con genitori poco fantasiosi, con maniaci del tutto perfetto, con chi attende visite importanti, con chi ha poco tempo

AVVERTENZE SPECIALI: indispensabile la presenza e il controllo stretto di almeno un genitore; tenere a portata e a vista dei bambini.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO: sconsigliato a chi vuole o necessità di tranquillità assoluta

EFFETTI SULLA CAPACITÀ DI GUIDARE VEICOLI E SULL’USO DI MACCHINARI: nessuna

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE: 1 casa al giorno, preferibilmente nel pomeriggio, non più di una volta ogni 2/3 settimane

SOVRADOSAGGIO: nel caso i partecipanti abbiano assunto una dosa eccessiva del gioco, occorre fare una bella doccia o un bagnetto caldo, mettere un bel pigiama fresco di bucato, bere una tazza di latte tiepido, infilarsi nel letto con il pelouche preferito e riposare per almeno una notte

EFFETTI INDESIDERATI: casa smontata, oggetti sparsi, salotto inagibile, difficoltà di passaggio, confusione, stanchezza, sovraeccitazione

SCADENZA E CONSERVAZIONE: nessuna

Avete letto bene la posologia? Vi sentite pronti per questa nuova esperienza? Quello che vi propongo oggi è un super classico di casa nostra, un gioco che abbiamo inventato almeno due/tre anni fa, che abbiamo ripetuto parecchie volte in modi molto differenti, un passatempo che ho riproposto sabato pomeriggio al Pripi e ai suoi due cuginetti.

Che cosa vi occorre? Il maggior numero possibile di ombrelli: grandi, piccoli, colorati, seri, normali, pieghevoli, da bambino, aggiustati o mezzi rotti poco importa.

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Cominciamo con l’aprire tutti gli ombrelli.

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Poi li disponiamo in cerchio in modo da ricavare nella parte centrale uno spazio sufficientemente grande per muoversi fra una stanza e l’altra.

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Dopo aver chiesto ai bambini quali stanze volessero nella casetta e a quali ombrelli le volessero abbinare, abbiamo cominciato ad arredarle una ad una. No, a dire il vero, io mi sono limitata ad osservare e a fotografare. Naturalmente ho dato loro la possibilità di utilizzare qualsiasi oggetto ritenessero opportuno e necessario.

Nell’ombrello più grande, quello di Papallo, è stata collocata la camera da letto, nella quale sono stati messi, a differenza delle altre volte, molti più materassi, visto che gli abitanti della casetta erano tre ed il letto doveva risultare molto più grande. Meno male che i cuscinoni della camera del Pripi sono tantissimi.

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Ovviamente non poteva mancare la coperta. E’ stato scelto all’unanimità il plaid maculato, quello che costituisce l’imbottitura di uno dei nostri pelouche. Direi che è molto trendy, che ne pensate?

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I bambini hanno ritenuto indispensabili nella loro nuova cameretta sia i libri per le storie della buonanotte (tutti e tre sono abituati a leggere), sia alcuni pupazzetti per la nanna (insomma un letto abbastanza affollato, tre bambini e tre pelouche).

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La seconda stanza è stata la sala giochi che hanno riempito con tanto Lego, con disegni, con un sacchettino di oggetti non ben identificati (sorpresine degli ovetti, copri-spazzolini da denti a forma di animaletti ed altre amenità del genere). E’ stata aggiunta anche una specie di astronave e, a tutti i costi, una forbice e dello scotch (il che mi fa pensare che il tempo passato a fare lavoretti, a disegnare, ad incollare sia sempre un momento molto gradito).

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L’arredo della stanza da bagno ha messo in evidenza la capacità di creare oggetti che non erano a disposizione (il tubetto del dentifricio costruito con un rotolo di carta igienica schiacciato ad una estremità e poi montato su un piccolo elemento delle costruzioni), la cura tutta femminile nel disporre gli oggetti (guardate come mia nipote sistema per bene l’asciugamano), il pragmatismo maschile (la presenza di una canna da pesca collocata sopra la vasca da bagno, cioè la bacinella per il bucato, che magari ci può servire).

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La lavanderia probabilmente risultava troppo seriosa, sistemando solamente oggetti di uso comune come il sapone del bucato, il cestino delle mollette, la paletta per le mosche, le spazzole per gli abiti, un piccolo scopino con pattumiera. Per questo motivo con un berretto, una cintura, un telefono ed un cellulare di plastica i bambini hanno pensato di dare un tocco più allegro alla stanza.

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Attingendo a piene mani dalla scatola delle pentoline (erano le mie) è stata arredata la cucina, con qualche disputa in verità: i due maschi prelevavano e mettevano dentro a casaccio, la bimba – piuttosto scocciata – sistemava tutto in maniera più ordinata.

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E in una casa che si rispetti non può mancare il garage con due automobili, una per il papà ed una per la mamma. Il papà se l’è cavata in fretta, sistemando la sua jeep. La mamma ha preferito personalizzare la sua vettura. La macchina più grande presente in casa era quella della Barbie (la mia, che avevo già regalato al Pripi per … farne quello che voleva … sigh sigh), ma era stata orrendamente trasformata in una macchina di Formula Uno (la famosa Ferrari Viola) – figlio eretico! Non era evidentemente adatta ad una signora e così i due più grandi (ché il piccolo si stava facendo i fatti suoi) si sono dedicati a trasformarla.

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Nel garage non potevano mancare, comunque, un po’ di attrezzi per la manutenzione della casa. Quelli ci vogliono!

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Un altro ambiente ritenuto indispensabile è stata la cantina, dove dovevano esserci perlomeno i caschi per la bicicletta e, soprattutto, la bicicletta. Non avendone a disposizione una e non riuscendo ad inventare nulla di soddisfacente, hanno usato un cavallino con le rotelle. Erano onestamente un po’ perplessi, probabilmente poco soddisfatti, ma alla fine questa soluzione è piaciuta a tutti.

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La zona relax, con tanto di divano e cuscini, è stata posta nel centro della casa, dove non poteva mancare neppure l’angolo verde.

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La casa, a questo punto, era finita. Non restava che giocare. La giornata – incredibilmente – è cominciata con … il momento della nanna. Forse, dopo due ore, erano già stanchi? Allora è stato proprio meglio spegnere la luce.

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Dopo essersi divertiti a russare in maniera molto rumorosa, il gallo ha dato la sveglia e la mamma ha deciso di preparare la colazione … abbastanza sostanziosa direi.

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Ma non abbiamo la televisione per guardare i cartoni! A colazione? Mah … Se manca, siamo sempre in tempo a farla. E’ bastato lo scudo di legno e un disegno.

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Presto, presto! Dovete lavarvi …

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E poi? E chi lo sa? Me ne sono andata a fare la cena.

Dai, suvvia, c’è solo un po’ di disordine, potete riordinare più tardi, non c’è urgenza. Prima di sedervi a tirare il fiato, andiamo a giocare un po’ con Barbara che oggi ci propone un divertente gioco della bottiglia.

Date un’occhiata, se ve li siete persi, ai miei giochi delle scorse settimane: Il Labirinto di Carletto e Luigino, Il Gran Premio dell’Oca e Il Gioco dei Panini.

E non dimenticate neppure: Di favole e travestimenti, La mappa del tesoro. Il gioco del twister.

Leggete naturalmente anche quelli delle amiche che hanno partecipato alla nostra iniziativa Giocando con mamma e papà:

Tutte bravissime! Bellissimi post che vi consiglio (li ho letti, li ho letti … ma non sono arrivata a commentarli, scusate!).

Se invece volete aggiungere altre proposte non dovete fare altro che cercare la ranocchietta blu (che sarà attiva fino al termine dell’iniziativa) oppure lasciare un commento!

Arrivederci a martedì prossimo.

 

AGGIORNAMENTO DEL 10.05.2017

Questo post partecipa a

 

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24 novembre 2013

Il grembiule della scuola materna (riparazione)

Ci avrei scommesso che non sarebbe durato! Nel momento stesso in cui l’avevo comprato, avevo messo in preventivo la sua ricostruzione. Il Pripi è al terzo anno della scuola materna e io sono alla terza riparazione. Come lo devo dire che per aprire il grembiule non si deve tirare, ma si devono sfilare i bottoni ad uno ad uno con pazienza?

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23 novembre 2013

APPUNTI DI CUCITO - Bagnare il tessuto

01Tutti i tessuti vanno bagnati tranne le fibre sintetiche al 100% (ad esempio le fodere).
 
Tessuti di lana o misti
 
Prendete un panno di cotone bagnato e ben strizzato e poggiatelo sopra il tessuto. Arrotolate, poi, i due tessuti assieme. Il rotolo che ne risulterà verrà sottoposto alla pressione di un oggetto pesante, affinché possa penetrare bene l’umidità. Dopo quattro o cinque ore il rotolo potrà essere disfatto e messo ad asciugare all’ombra. Prima che la stoffa si secchi troppo, stirare sul rovescio.

22 novembre 2013

La mia vendemmia

04. copyrightQuando pensi alla vendemmia, pensi a soleggiate giornate di inizio autunno, a colori caldi che attraversano tutte le sfumature del giallo e del rosso, a mani che lavorano frenetiche, ad antichi rituali che si ripetono di anno in anno.

C'è allegria nell'aria, Bacco si prepara per festeggiare il suo momento, gli uomini recuperano i tini, le donne pigiano l'uva danzando. Ve lo ricordate Il profumo del mosto selvatico? Ecco, una cosa del genere.

19 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Gioco dei Panini

02. copyrightGuardandoci da fuori sembriamo una normale famiglia di tre persone come ce ne sono tante: un papà, un mamma e un bambino. Ma, se venite a trovarci, scoprirete che a casa nostra non ci viviamo solo noi, ma siamo in tanti, tantissimi, molti più di quelli che immaginate. Davvero? Si certo.

Allo stesso modo, se ci osservate bene mentre siamo in giro, noterete accanto a noi la presenza di altri. Altri chi? … Beh, altri. Ad esempio i Panini. … I cosa? …  I Panini! … Ah!