Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

6 dicembre 2013

L’orsetto e il riccio - Sergueï Kozlov

l'orsetto e il riccioA fine ottobre la Biblioteca Comunale di Trento ha messo in vendita più di diecimila volumi usati. Infatti, come accade ormai da una decina d’anni, a seguito della consueta revisione annuale, le pubblicazioni ritenute non più adeguate, vengono proposte a chi è interessato con il sistema del ribasso giornaliero e i prezzi sono davvero convenienti.

Se si è fortunati, se si ha la pazienza di cercare e se si ha voglia di passare una giornata compressi in una sala con decine e decine di altri lettori, è un buon modo per portarsi a casa una bella scorta di libri e libretti spendendo, l’ultimo giorno, solo 1 euro a libro, indipendentemente dalla tipologia dello stesso.

Inutile dire che ne ho approfittato, comprando qualche bel racconto per il Pripi.

Fra questi L’Orsetto e il Riccio. Storie dal profondo della foresta una raccolta di racconti di questo autore russo che, personalmente, non avevo mai sentito nominare. Non che io sia una grande conoscitrice di libri per l’infanzia e di libri in generale, sia chiaro. Mi piace molto leggere, leggo tanto a mio figlio, ma le mie scelte sono spesso basate sull’istinto, su un immagine di copertina accattivante, su un titolo particolare. Sono una lettrice della domenica, ecco, non un’esperta.

Ho così scoperto che questo Sergueï Kozlov è un noto autore di teatro, un poeta e un narratore per ragazzi con tantissimi racconti al suo attivo ambientati spesso (o sempre?) nella foresta russa.

Il libro è molto semplice, ma non per questo banale. I dieci racconti, tutti corredati da belle illustrazioni, in certi casi davvero delicate, nascondono significati profondi, intuibili anche da bambini molto piccoli. È, infatti, un libro consigliato a partire dai tre anni di età.

Vediamo, nel dettaglio, di che cosa si parla.

Dove l’Orsetto e il Riccio trovano un modo nuovo per dirsi che sono veri amici. I due inventano dei nomi segreti per chiamarsi vicendevolmente, ma è solo un modo per esternare il loro essere  amici.

Dove l’Orsetto e il Riccio imparano che tra vicini ci si mette sempre d’accordo. Con un piccolo sforzo da parte di tutti la convivenza è possibile e può riservare delle sorprese.

Dove il Riccio scopre che diventare vecchi forse non è tanto triste. Il punto di vista di una vecchia pigna fa capire che c’è sempre del bello in ogni fase della vita, basta saperlo trovare.

Dove il Riccio capisce che chi sta sempre solo non riesce a farsi degli amici. Fare amicizia non è sempre facile e chi non ci riesce, anche se non sembra, soffre.

Dove l’Orsetto e il Riccio decidono di prendere le cose con calma. Non è detto che una giornata nata male non possa terminare tranquillamente.

Dove il Riccio è molto preoccupato per il suo amico Orsetto. Un amico vero si vede nel momento del bisogno.

Dove il Riccio osserva a lungo le cose dall’alto della collina. Quando non servono le parole e il rispetto dell’altro è totale.

Dove il Riccio capisce che essere innamorati è insieme terribile e delizioso. Perché bisogna cogliere l’attimo, finché si è in tempo.

Dove il Riccio ha paura di perdere per sempre il suo amico Orsetto. Perché la morte esiste e fa paura.

Dove l’Orsetto e il Riccio si dicono che la loro amicizia durerà per sempre. Perché questi due animaletti si vogliono davvero bene.

Vedi, Orsetto, le foglie ormai cadono, gli uccelli se ne vanno. Ma noi non dimenticheremo mai questo autunno! Oh, no – dice l’Orsetto. E anche se tu non c’eri, io non ti dimenticavo mai!

(con questo post partecipo a I Venerdì del Libro)

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