Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

30 dicembre 2013

La mia tovaglia delle Feste

Una delle mie creazioni preferite, natalizie e non, è sicuramente la tovaglia di Natale, che conservo gelosamente e che uso con gioia, ma sempre con l’ansia che si rovini.

Capisco che non sia molto sensato, ma se penso a quanto tempo ci ho dedicato, qualsiasi cosa minacci la sua integrità viene guardato con sospetto. Infatti, dopo averla usata anche solo una volta, finisce direttamente in ammollo e poi in lavatrice, per evitare che qualche minuscola macchiolina mi sfugga e si fissi sul tessuto.

L’idea di questa tovaglia è nata, durante una gita in montagna, nel novembre 2004. Non ricordo esattamente il giorno, ma novembre era. Io e mio marito ci eravamo subito trovati d’accordo sul fatto che dovesse essere rossa e che dovesse essere la tovaglia per il tavolo allungato al massimo, perché durante le Feste, specie in quel periodo, eravamo soliti fare cene per molte persone, soprattutto amici. Escludendo decisamente l’opzione di avere tre tovaglie natalizie adatte ad un tavolo di 150/180/210 cm, abbiamo focalizzato subito sul tavolo più lungo.

Non so come mai, forse con l’intenzione di unire l’utile al dilettevole e quindi di comprare la stoffa e di farci una girata, eravamo finiti in un noto negozio di Rosà, dove senza particolari esitazioni, abbiamo subito individuato il tessuto adatto. E fin qui tutto bene.

Se non che a mio marito venne un’idea geniale che più geniale non si può: si potrebbe anche decorare il bordo della tovaglia con qualcosa. Io, che a questa possibilità non avevo davvero pensato, ero stata anche entusiasta dell’idea (beata incoscienza!), pur non sapendo bene che tipo di decorazione potessi fare. Ma mio marito, che forse in quel momento era più ispirato di me, se ne uscì fuori con un potremmo mettere uno di quei bordi pronti che poi si ricamano…

Già il potremmo mettere avrebbe dovuto mettermi in guardia sull’impresa folle che stavo per compiere (io, non noi), ma, troppo entusiasta dell’idea che stava prendendo forma e notoriamente propensa a mettere il culo nelle pedate, quando si tratta di lavori belli ma quasi impossibili, andai decisa nel reparto merceria e comprai metri e metri di bordo di tela Aida bianco e oro.

Tutto fikissimo, ma – gente! – eravamo a novembre. Come ho detto prima, non ricordo il giorno esatto, ma sarei quasi sicura fosse attorno alla metà, perché so di aver confezionato e ricamato una tovaglia per dieci coperti in poco più di un mese. Avevo deciso di avere una tovaglia natalizia rossa fiammante, dotata pure di bordo ricamato, per quel Natale e non avevo la minima intenzione di rinunciare al mio progetto.

Fase uno: bagnatura del tessuto e taglio (solo questo mi aveva portato via due giorni, perché l’ansia da taglio mi fa sempre controllare e ricontrollare tremila volte, specie se il lavoro è uno di quelli importanti);

Fase due: ricamo del bordo, dopo aver contato – uno per uno – le migliaia di quadratini del bordo stesso, per essere sicura di ritrovarmi poi con lo stesso numero di disegni su tutti i quattro i lati, ovviamente perfettamente centrati (in questo sono leggermente perfezionista, lo ammetto); pure questa mi aveva occupato un’intera giornata;

Fase tre: applicazione del bordo con la macchina da cucire, con il terrore di fare un macello, perché – arrivata a quel punto – avevo davvero le allucinazioni.

Il risultato, dopo giorni e giorni di ricamo intensivo (anche fino a 7/8 ore di fila) e dopo esattamente 100 disegni fra agrifogli e fiocchi (35 su ogni lato lungo, 15 su ogni lato corto), è quello che vedete qui sotto.

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Se la tovaglia, nel Natale 2004, faceva bella mostra di sé sul mio tavolo, i tovaglioli ad essa abbinati sono arrivati l’anno seguente. Inizialmente non erano previsti, perché la tovaglia doveva avere una funzione semplicemente decorativa, ma ormai un anno era passato e il trauma da ricamo era stato superato. Perché no, dunque?

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Con questo post partecipo con estremo piacere alla splendida iniziativa di Daniela (Decoriciclo) e di Maria (Africreativa)

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10 commenti:

  1. Io AMO il punto e croce...e questo è un lavoro davvero pazzesco! Ci credo che tu abbia paura che si sporchi!!

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    1. Pazzesco soprattutto perché il tempo a disposizione era poco. Il tragico è che io, che sono evidentemente un po' masochista, amo buttarmi in queste imprese quasi disperate. Certo poi il risultato è che faccio inevitabilmente indigestione di ricamo o di cucito o di qualsiasi altra attività e per un bel po' non ne voglio più sapere. Non è molto saggio!

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  2. Il punto croce è l'unica attività manuale che mi riesce discretamente bene! La tua tovaglia è a dir poco superba nella sua semplicità e bellezza. Curiosità... di che noto negozio di Rosà parli? Se è lo stesso a cui penso io, potremmo esserci incontrate tra gli scaffali...vado spesso lì.

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  3. Grazie Stefania! Il negozio in questione si chiama 'Giesse SCAMPOLI'. Me l'avevano indicato al corso di taglio e cucito, molta gente di Trento ci va, perché i prezzi sono (o erano?) molto buoni. E' tantissimo che non ci vado, però. Ho talmente tante stoffe in casa, ancora inutilizzate dopo tanti anni, che compro solo quello che mi è strettamente necessario.

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  4. Mitica Federica! Ma come hai fatto?
    La tovaglia è bellissima e fa un figurone!
    Ci credo (dopo la fatica che hai fatto) che la tieni "come oro".
    Bravissima!
    Ho anche io un tovaglia (piccola però) che ho ricamato tanti anni fa (quando avevo più tempo e una passione sfrenata per il punto croce) .
    Quest'anno, causa cane, però, resta "blindata" nel cassetto.
    Vedremo l'anno prossimo.
    Un forte abbraccio Maria

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    1. Ah ah ah, Maria, come ho fatto? Ogni tanto me lo chiedo pure io.

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  5. Anche io ho la tovaglia con il bordo ricamato per geniale idea di mia madre!!!

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    1. Ah ecco, non sono l'unica masochista! Quando ci mostri la tua tovaglia, Barbara? O è sul blog?

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  6. Non so se farti enormi complimenti o dirti che sei pazza, ad imbarcarti in un simile titanico lavoro in così poco tempo.
    Ma propendo per la prima, perchè la tovaglia è meravigliosa e tu hai vinto la sfida con te stessa al meglio.
    Bravissima. =)
    Dani

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    1. Io, invece, propendo per la seconda!!! Questo genere di follie sono tipiche per me (ed infatti mi viene il rigetto ogni volta), per questo poi non sono costante nelle mie attività, perchè il bis non si fa mai.
      Comunque sì la tovaglia è riuscita bene.

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