Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

19 novembre 2013

GIOCANDO CON MAMMA E PAPÀ - Il Gioco dei Panini

02. copyrightGuardandoci da fuori sembriamo una normale famiglia di tre persone come ce ne sono tante: un papà, un mamma e un bambino. Ma, se venite a trovarci, scoprirete che a casa nostra non ci viviamo solo noi, ma siamo in tanti, tantissimi, molti più di quelli che immaginate. Davvero? Si certo.

Allo stesso modo, se ci osservate bene mentre siamo in giro, noterete accanto a noi la presenza di altri. Altri chi? … Beh, altri. Ad esempio i Panini. … I cosa? …  I Panini! … Ah! 

Lo so è sconcertante, ma con noi vive, dalla fine di luglio, un gruppo di Panini, che pure viaggiano con noi quando siamo in giro in camper o che si trasferiscono nella casa dalle persiane verdi quando noi siamo là. Non disdegnano neppure il giretto in macchina.

Ah ecco.

Sì, i Panini sono ormai parte integrante della famiglia assieme a tutta una serie di altri personaggi, Orso Emil in testa, di cui magari un giorno vi parlerò. Siamo come una grande tribù, ci conosciamo tutti, viviamo le nostre avventure, abbiamo i nostri rituali.

Interessante …

Suvvia, non guardatemi in quel modo, i Panini non esistono materialmente, nel senso che non sono ad esempio dei pelouches o delle costruzioni o dei giochi a forma di panino.

Ma esistono o non esistono?

Certo che esistono, caspita!, hanno pure una voce, delle caratteristiche precise, dei ruoli ben definiti.

E cosa sono esattamente?

Potrei definire i Panini come delle entità. Avete presente? È come quando un indemoniato assume la voce di un altro e si comporta in modo …  diciamo … strano. In effetti quando mio marito dà voce all’uno o all’altro dei Panini ti verrebbe da chiamare un esorcista, visto poi che gli stessi Panini non scelgono sempre il momento più propizio per fare mostra di sé.

Ma non vi preoccupate, però, i Panini di maligno hanno ben poco anche se, pure loro, a volte litigano e si azzuffano. Ma poi rinsaviscono sempre o vengono riportati alla ragione dal loro Capo Supremo, cioè il Pripi, oppure da uno dei loro capi.

Piacerebbe anche a voi avere dei Panini personali, vero? Però non è mica così facile trovarne, non è che si comperano al supermercato o che vi arrivano per Natale in un bel pacco regalo. I Panini vanno conquistati!

Come? Vi serve uno zaino, degli scarponcini, magari delle racchette per camminare, una bella giornata di sole estivo e un sentiero non proprio facile, soprattutto se siete dei bambini. Vi dovete recare al Passo delle Palade (o Gampenpass) che, per chi non lo sapesse, mette in comunicazione la Val di Non con Merano.

Gampenpass_02

Una volta che siete arrivati lì, prendete una comoda strada sterrata che, però, sfortuna, dura ben poco. Quindi godetevela!

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Il linea teorica potreste anche tirare diritto e andare subito alla Laugenalm, potreste cioè andare ad assaggiare prelibatezze altoatesine e sdraiarvi comodamente al sole, ma in questo caso – state certi – i Panini non li incontrate di sicuro! Quindi se davvero volete fare la loro conoscenza, dovete prendere il sentiero che parte proprio davanti allo steccato che vedete qui sotto.

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Qui si sale parecchio, in mezzo ad un bosco bellissimo, quasi magico, ma il fondo è piuttosto accidentato, anche se non c’è alcun pericolo, perché altrimenti non ci avrei portato il Pripi, si intende. Però, ve lo dico subito, bisogna essere un po’ abituati a camminare, altrimenti non ce la fate di certo.

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Superato il bosco ci sono anche tratti molto meno scomodi, da cui si gode un panorama mozzafiato. Ma il Lago di Luco è ancora lontano, molto più di quello che credete. E di Panini neppure l’ombra.

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Il Pripi in questo giro è stato esemplare, mi ha impressionato, perché pur seguendo i suoi ritmi, quel giorno abbiamo camminato davvero tanto. Solo verso la fine della salita ha cominciato a dare segni di cedimento e a dire che era stanco. Ci credo, poverino, eravamo stanchi pure noi (oddio, il papà non è mai stanco ad essere sinceri!). Ed ecco allora, quasi un miracolo, sono arrivati in nostro soccorso i Panini. Il punto esatto in cui si sono materializzati, in cui hanno fatto sentire la loro voce e la loro presenza è stato esattamente questo (tenetelo a mente, quando li verrete a cercare!).

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Pripiiiiiii … Chi è? … Siamo i Panini, non vediamo l’ora di entrare nella tua pancia. Siamo noi, siamo stanchi di stare nello zaino, vogliamo entrare dentro di te ed essere portati un po’, ma dobbiamo arrivare al Lago di Luco perché questo accada.

Beati i Panini! Io certo, rimanendo dietro, sentivo e non sentivo la conversazione fra Papallo e il Pripi. Di sicuro ho visto un papà ed un bambino, mano nella mano, che parlavano e parlavano, e li vedevo sempre più distanti, sempre più veloci. Io dietro più o meno arrancavo, perché non c’erano i Panini a tenermi compagnia.

E in un attimo ci siamo trovati al Lago di Luco.

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Pensate che la storia finisca così? Se avete letto Il Labirinto di Carletto e Luigino oppure Il Gran Premio dell’Oca dovreste ormai conoscermi e sapere che questo è solo l’inizio.

Infatti da quel giorno i Panini non ci hanno più lasciati. Più che altro non hanno lasciato più Pripi e Papallo, ché io da questo gioco sono decisamente esclusa. Papà, fai i Panini! E il povero papà, che quando inventa simili giochi non ha ancora capito che cosa lo aspetta, giù a parlare per ore e per ore, perché il Pripi, se trova un gioco che gli piace, mica molla la presa.

E così è stato per tutto il rientro da quella magnifica gita.

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Ma poi, una volta ritornati a casa, i Panini hanno preteso un ritratto. Ed eccoli qui i nostri piccoli amici. Il primo con il cappello verde è stato disegnato dal papà, ma il Panino al prosciutto è del Pripi.

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E qui abbiamo il Panino al prosciutto chiaro (che non ho capito in cosa differisca dal prosciutto normale), quello al formaggio, quello con l’insalata e quello con il pomodoro.

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Ma abbiamo anche il Panino all’hamburger (del papà), quello con la bresaola (in viola), l’Hot-Dog e quello con la mozzarella (perché per il Pripi quello che non si può disegnare con il bianco, perché non si vede, si disegna in azzurro).

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Con il tempo la saga dei Panini si è arricchita di avventure incredibili, hanno fatto viaggi, si sono moltiplicati, hanno messo su casa. Ah certo, la casa dei Panini, questa qui sotto, che è stata compiutamente disegnata verso metà ottobre.

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Questa specie di Frankenstein non è altro – lo so, è pazzesco – che il Pripi, nel quale albergano, come vi ho detto, i Panini! E’ una signora casa, credeteci. La porta di ingresso, così come quella della cantina, è posizionata nei piedi. Poi, salendo, si trovano tutta una serie di stanze che servono a rendere comoda la loro vita: camere da letto, soprattutto concentrate nelle braccia, bagni piccoli e grandi, una sala tv e una sala cinema, ma anche la palestra e la sala musica, chiaramente la cucina e la sala da pranzo. Non manca neppure una serra, perché un po’ di verde ci vuole. In cima, dentro la testa del Pripi, ci sta la soffitta e naturalmente il posto di comando.

Ah, è chiaro che i Panini non sono tutti uguali, perché c’è una gerarchia ben precisa! Ci sono ben quattro capi: il Panino con la cotoletta, quello con l’hamburger, l’Hot-Dog e l’Urca Hot-Dog che, come dice il nome, è un gradino sopra gli altri. Lui dipende direttamente dal Capo Supremo, il Pripi appunto!

Ci sono poi il Panino al Lardo pasticcione, o il Panino alla Mozzarella che – come il suo compagno Panino alla Ricotta – è un po’ smidollato, ma del resto guardate di cosa è fatto.

E poi via via tutti gli altri … che neppure me li ricordo.

Vi metto solo gli ultimi disegni che li ritraggono e che sono ben conservati dentro ad una busta. Sono stati fatti qualche settimana fa.

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Insomma per giocare non servono grandi cose, solo tanta meravigliosa fantasia!

Ed ora togliete gli zaini, mettetevi comodi e andate a scoprire che cosa ci propone Barbara oggi: divertitevi con Il gioco del twister.

Date un’occhiata, se ve li siete persi, ai miei giochi delle scorse settimane: Il Labirinto di Carletto e Luigino e Il Gran Premio dell’Oca.

E non dimenticate neppure: Di favole e travestimenti e La mappa del tesoro.

Leggete naturalmente anche quelli delle amiche che hanno partecipato alla nostra iniziativa Giocando con mamma e papà.

Se invece volete aggiungere altre proposte non dovete fare altro che cercare la ranocchietta blu (che sarà attiva fino al termine dell’iniziativa) oppure lasciare un commento!

Arrivederci a martedì prossimo.

(questo post partecipa a Il Cocco della Blogger - Link Party speciale di gennaio 2014)

7 commenti:

  1. Ciao! oggi sono in ritardissimo! Sono riuscita a pubblicare solo ora!!!! Fortissima questa famiglia e soprattutto leggera da portare nello zaino!!!!

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    1. Diciamo che è bello avere una famiglia numerosa!!!!!!

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  3. che bello!!! ehehe.. mi hai anche strappato più di un sorriso! Grazie di avermi "prestato" questo post per il cocco!

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    1. I Panini meritano sempre! Grazie dell'ospitalità, Lucia!

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  4. mi hai fatta sorridere con questa storia di Panini!
    e mi è venuta una fame.
    e pure voglia di stendermi su un prato d'alta montagna!

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    1. Il massimo è mangiarsi un panino (vero) su un prato di alta montagna e sorridere insieme ai Panini (i nostri Panini). Provare per credere!!!

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