Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

11 ottobre 2013

Il pane in cassetta

Ma ve lo immaginate quanto sarebbe bello?

Svegliarsi in una fresca mattina di primavera con la rugiada che imperla l'erba del prato, il caffè che spande il suo aroma per tutta la casa e la marmellata di lamponi pronta da spalmare, il burro morbido al punto giusto e ... ecco è arrivato, meglio far presto.

In estate, con il sole già alto, è naturalmente tutto più semplice, non occorre nemmeno coprirsi troppo, la corsa sul viottolo è rallegrata da una moltitudine di fiori gialli e nonostante la temperatura più mite non vedi l'ora di rientrare.

Ed è subito autunno: l'aria è più tersa, le giornate si accorciano, i colori cambiano. Quando ti alzi è praticamente ancora notte. Esci di fretta e altrettanto velocemente torni in casa.

Poi, improvvisamente, la neve che ammanta tutto. Non c'è più il prato, né il viottolo, né i colori. Il rituale non cambia, sempre quello, ogni giorno dell'anno. Eppure questa mattina non c'è nulla. Non ancora. Ma perché non arriva? È così freddo, accidenti!

Finalmente, eccolo. Scusi il ritardo, ma con questa nevicata siamo in ritardo con le consegne. Non si preoccupi é più che comprensibile, dia pure a me. Niente cassetta oggi? Direi di no – dici ridendo - non riuscirei neppure ad aprirla.

Se ne sta lì mezza sepolta dalla neve la tua cassetta per il pane e ti fa quasi tenerezza, ma non c’è tempo per gli indugi, la colazione aspetta.

Allora, ve lo immaginate adesso come sarebbe bello vedersi recapitare il pane fresco direttamente nella cassetta della posta? Una fragrante cartolina, un profumatissimo pacco, un morbido telegramma che arriva direttamente a casa. Sarebbe proprio un sogno.

Eppure, all'Alpe di Siusi, queste cose succedono davvero.

03 (copyright)

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