Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

25 ottobre 2013

I disegni arrabbiati - Italo Calvino

I disegni arrabbiatiAlla Fiera dell'Est per due soldi un topolino mio padre comprò …

Ve lo ricordate di certo quel piccolo roditore, ne sono sicura, abbastanza sfortunato da essere mangiato dal gatto, che fu poi morso dal cane. Ma anche il cane ebbe i suoi problemi vista la bastonata che si prese. E anche tutti gli altri che seguirono non poterono sottrarsi al loro destino. Tutti tranne il Signore che arrivò  alla fine, all'ultima  strofa, ripristinando il bene e chiudendo il cerchio.

Al di là del significato profondo di questa ballata  ispirata alla tradizione ebraica, che cosa ci piace di questa canzone, che cosa piace ai nostri bambini? Piace il continuo mutare dello scenario, il non sapere quello che verrà dopo, il ritmo incalzante.

Tutti questi elementi si ritrovano nel libro di cui vi parlo oggi e che ho proposto al Pripi subito dopo l'esperienza più che positiva di Pinocchio. Leggendo I disegni arrabbiati di Italo Calvino, il paragone con le note strofe di Branduardi ci è venuto piuttosto spontaneo. Coincidenza vuole che, proprio qualche giorno prima, la canzone sia risuonata, assoluta novità, nelle orecchie del piccolo che, piuttosto disgustato all'inizio (io ascolto la musica rock), si sia poi lasciato prendere dal ritornello, curioso di  arrivare alla fine. Con la stessa curiosità ci siamo lanciati nella lettura.

Lodolinda è una bambina che ama molto disegnare, disegna sempre, quando è felice, ma anche quando è triste, quando si sente buona o quando è arrabbiata. Un giorno si ritrova con Federico, figlio di amici di famiglia, ed è subito a... more? No, di certo. E subito a...ntipatia. I due bambini, costretti a passare il pomeriggio insieme, dopo aver inutilmente tentato di giocare, finiscono con lo sfidarsi a colpi di disegno.

Esatto proprio così, avete capito bene. Non un semplice gioco, piuttosto una gara, addirittura  una lotta per la sopravvivenza. Sì, perché ogni disegno rischia ogni volta di soccombere davanti a quello dell'avversario e il suo creatore proprio non ci sta, quindi alla velocità della luce deve inventare qualcosa per difenderlo. Il primo della serie è un toro inferocito seguito poi … poi niente non vi voglio rovinare la sorpresa.

Il libro fu pubblicato per la prima volta nel 1977 sul Corriere dei Piccoli e chi, come me, in quegli anni era bambino, non potrà non cogliere il particolare della televisione con il pulsante per passare dal colore al bianco e nero. Per tutto il resto il libro è senza tempo.

Suggerimento: fate come abbiamo fatto noi. Arrivati alla fine dell'avventura, dopo aver letto bene il testo e ammirato le splendide immagini di Giulia Orecchia, fate un respirone, prendete vostro figlio per mano e rileggete il libro tutto d’un fiato, quasi correndo. Vi parrà di essere dentro una canzone dove un avvoltoio rapisce un serpente che stritola una tigre che ...

Buona lettura!  ...

(con questo post partecipo a  I Venerdì del Libro)

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