Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

21 settembre 2013

Nuvole rosa

Avete mai pensato quante cose ci perdiamo quotidianamente nella nostra vita? Quante cose non facciamo, perché non possiamo, perché siamo impegnati con qualcosa di diverso, perché ci troviamo dall'altra parte del mondo, perché non ci interessano, perché non abbiamo coraggio di sperimentarle?

Un pensiero del genere, me ne rendo conto, è assolutamente assurdo, perché siamo solamente uomini con una sola vita a disposizione, una vita che comporta scelte precise, una selezione degli interessi, una lista delle priorità, doveri e tempi da rispettare.

Non siamo alieni che possono viaggiare nello spazio, rimanendo contemporaneamente sdraiati sul divano a gustare il film preferito (ammesso che gli alieni abbiano un divano). Non possiamo neppure dipingere una natura morta, camminando nello stesso tempo in un vivissimo campo di grano in una giornata estiva, al massimo lo possiamo percorrere alla ricerca di elementi per comporla e poi, a casa, possiamo metterci all'opera.

Anche se una mamma riesce ad avvicinarsi molto all'alieno del divano, perché con i figli riesci, magicamente, a sviluppare capacità impensabili prima, imparando ad ottimizzare il tempo, ad essere onnipresente o quasi, riuscendo a fare più cose insieme, è ovvio che non tutte le attività umane si prestano ad essere svolte nello stesso momento, le attività creative per esempio.

Nonostante io sia dell'opinione che ogni attimo vada vissuto per quello che è, nonostante mi piaccia ogni singola cosa che faccio e, una volta cominciatala, mi paia la più bella del mondo, non sono ancora riuscita a portare avanti più hobbies contemporaneamente. Lo so, non avrebbe neppure senso, ma quando ti preme terminare un certo lavoro e ne hai un altro che già ti aspetta da un po', io non riesco a non pensare che lavorare ad uno significa sottrarre tempo all'altro. Inevitabile, ma scocciante.

Per quanto io stia cercando di inventare il modo per soddisfare questa esigenza, che nasce solo dalla voglia di fare e fare e fare, non sono ancora riuscita a raggiungere risultati degni di nota (e probabilmente questo non succederà mai). Insomma non sono ancora capace di cucire e di leggere insieme, non posso restaurare un mobile e fare giardinaggio, non posso cucinare e fotografare. 

O invece si?

Quella volta, a dimostrazione di quello che dicevo prima, se non ci fosse stato il Pripi, non mi sarei accorta di nulla, altro che carpe diem, sarei stata con lo sguardo fisso alla minestra che stavo preparando, pensando ai fatti miei o quasi.

Mamma, guardaaaaaaaaaaaaa … 

01. corpyright

Ho mollato la minestra all'istante e mi sono fiondata sulla macchina fotografica. La mia valle lì davanti pareva un quadro. Nuvole rosa dipingevano il cielo di inizio autunno e la sensazione che ormai l'estate fosse finita è diventata una certezza. Ma che importava? Uno spettacolo del genere, durato veramente poco, ché in un attimo era tutto buio, rendeva la prospettiva della brutta stagione assolutamente piacevole.

02. corpyright

Oddioooooo, la minestraaaaaaaa …

2 commenti:

  1. Cavolo che foto! Machisenefregadellaminestra....come hai ringraziato tuo figlio per averti svegliata?
    Baci ;-)

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    1. Un vera botta di culo! Beh, l'abbiamo ammirato insieme e gli ho spiegato che è un qualcosa di eccezionale!

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