Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

26 settembre 2013

Il quaderno delle parole

01. copyrightOggi ho finalmente terminato un lavoro di quelli che lo devo assolutamente finire, perché se aspetto ancora un po’ rischio di combinare un guaio,  quei lavori cui tieni molto, ma che per le solite ragioni di tempo non cominci mai e continui a rimandare, perché è un lavoretto rapido e lo posso fare quando voglio.

L'idea non è mia, sinceramente non ci avevo mai pensato, ma di una mia amica che, qualche anno fa, mi raccontò di avere un quaderno sul quale annotava le parole più buffe o le frasi più divertenti dei suoi due figli. Ma che forte, lo faccio anch’io!

Neppure il tempo di arrivare a casa da quella passeggiata sul lago che mi sono messa subito all’opera, buttando giù una lista delle prime parole del Pripi, così alla rinfusa, senza un ordine preciso, tanto per fissarle sulla carta.

All’inizio è stato facile, perché – anche a distanza di tempo – certe espressioni non potevano davvero essere state dimenticate. Mio figlio parlava già da un po’, ma certe parole erano ormai entrate nel nostro personale dizionario familiare e le usavamo ancora fra di noi, anche se scorrette, anche se incomprensibili agli altri. Come certamente fanno in molti.

Procedendo nella lista qualche momento di incertezza c’è stato e forse qualcosa mi sono certamente persa per strada, ma con l’aiuto di mio marito siamo riusciti a fare comunque  una bella ricostruzione dei primi tempi.

Da quel giorno annoto scrupolosamente ogni nuova parola e ogni frase interessante, ogni ragionamento particolarmente complesso, ogni dialogo divertente. Aggiungo la data o descrivo la situazione in modo che, fra qualche anno, quando la memoria farà acqua da tutte le parti o quando il Pripi sarà grande e vorrà leggere da solo, il contenuto di quelle note possa ancora essere comprensibile.

Fino a ieri tutti questi appunti erano sparsi su diversi fogli disordinati, tenuti assieme da una graffetta. Stampe confuse di memo rapidissimi fatti con l’Ipod. Il rischio di perderli o rovinarli era piuttosto elevato, visto che poi me li ero pure portati più volte in vacanza, sperando di poter fare quel lavoretto da nulla in santa pace. Un rischio assurdo per una come me che normalmente prende mille precauzioni per salvaguardare i propri ricordi. E pensare che il quaderno per la trascrizione era stato acquistato praticamente subito!

Il lavoro non è chiaramente terminato, perché rimarrà sempre fra i miei works in progress, come gli archivi delle foto o i diari del camper. Ci saranno sempre aggiornamenti e aggiunte, almeno finché il Pripi sarà un bambino e il suo linguaggio sarà in evoluzione e costituirà un qualcosa da osservare e da ricordare.

É incredibile, senza queste note almeno la metà delle frasi e delle parole sarebbero volate via, disperse nel tempo, perdute per sempre. E sarebbe stato un vero peccato. Rileggendole adesso, a distanza anche solo di qualche mese, si riesce a ridere, a sorprendersi (ha detto davvero così?), pure a commuoversi, perché no?

Un piccolo tesoro da conservare.

02. copyright

6 commenti:

  1. E brava la nostra Federica!!! Le frasi buffe dei bimbi sono davvero momenti indimenticabili, alcune indelebili nella nostra testa! E sì, anche a distanza di tempo, ci emozionano, ci regalano sorrisi!
    Dopotutto i ricordi sono preziosi momenti da conservare il più a lungo possibile, al meglio! Pensa che io ho realizzato un book di pensieri e foto della preparazione del nostro matrimonio e quando mio marito l'ha letto la prima volta si è commosso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Cri. Io sono una fanatica della "conservazione dei ricordi": foto, video, diari, oggetti (alcuni, perché non i piacciono le case museo). Questo quadernetto + davvero prezioso, anche perché già ora, che mio figlio ha solo sei anni, molte cose senza quelle pagine sarebbero volate via!
      Perché non ci mostri il tuo book? (ovviamente non nei dettagli)

      Elimina
  2. Bella idea, non ci ho mai pensato.
    Adesso mio figlio è grande ma mi ricordo ancora tante cose, come quella volta che prima di dire papà ha detto pollo, è una buona forchetta lui, inutile dire che mio marito ci è rimasto malissimo.
    Ciao
    Norma

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahahahha, Norma, che forte!!! Beh, non è mai tardi per mettere per iscritto frasi e parole.
      In fondo è un regalo per i nostri figli, no?

      Elimina
  3. Tesoro che tenerezza .... anch'io avevo una specie di diario nei primi mesi di vita di mio figlio dove annotavo le cose che accadevano ... il peso le prime pappe, le cose divertenti i vestitini nuovi accompagnati dalle foto .... se mangiava che mi faceva dannare ....da allora sono diventata obesa ....mangiavo io quel che rifiutava ... tanto per non sprecare il bello che mangiavo anche la mia razione .....bellissimi ricordi .... un bacione
    giusi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusi, consolati, pure io facevo (e faccio ancora) la mamma secchio della spazzatura .... quanto al tuo diario ..... meraviglia, un tesoro da conservare gelosamente!!!

      Elimina