Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

3 agosto 2013

Toppe trapuntate

07. copyrightLe riparazioni sono la morte del cucito, questo è fuori dubbio. Non c’è nulla di creativo nel cambiare una cerniera, nell’attaccare un bottone, nel fare un rammendo. Sono in genere lavori noiosi che si fanno più per dovere che per piacere. A volte, però, anche in questo campo arriva l’idea brillante che trasforma un’operazione di routine in qualcosa di divertente.

Quella tuta da ginnastica era nata proprio male: nel giro di qualche mese l’elastico in vita si era allentato (le sole cordicelle non erano più in grado di evitare la caduta immediata dei pantaloni) e le attività ludiche del Pripi avevano favorito la formazione di alcuni buchi proprio sulle ginocchia. Se il primo intervento era stato abbastanza rapido ed indolore, il secondo si preannunciava una vera scocciatura.

Anzitutto non mi piacciono le toppe (probabile retaggio dell’infanzia, quando i fori venivano ricoperti con rigidi ovali di pelle scamosciata dai colori improbabili); in secondo luogo non ne avevo in casa (e non avevo la minima voglia di uscire a procurarmene di adeguate); infine, visto che la tuta era ormai sul piccolo andante, l’operazione mi pareva alquanto superflua.

Il buco principale era molto grande ed era accompagnato da altri più piccoli posti tutt’intorno, quindi l’idea di un rattoppo era da scartare a priori. Le toppe a mia disposizione (recuperate da capi eliminati) erano troppo piccole ed avevano colori e soggetti non adatti. Bisognava inventare qualcosa.

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Ma certamente! Se le toppe non ci sono, me le faccio da sola, che problema c’è? Ho cominciato a fare l’inventario mentale di tutte le mie stoffe, ritagli compresi, all’inizio con scarsi risultati, devo essere sincera. Poi l’illuminazione! Mi sono ricordata di avere ancora un pezzo di stoffa trapuntata blu che, combinazione, aveva la stessa tonalità di una delle righe sul girovita. Era  forse troppo grossa? Tutto sommato, no, perché la tuta era di cotone felpato. Sono corsa a recuperarla.

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Con l’aiuto di uno stampo (nel mio caso il coperchio della scatolina  degli spilli) ho segnato direttamente sulla stoffa la forma della toppa. Ovviamente si può anche preparare prima un cartamodello oppure, le più brave, possono fare il disegno a mano libera.

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Tutto attorno ho evidenziato l’orlo, cioè la linea del taglio, a 2 cm di distanza dalla precedente. Non sapendo bene come procedere (stoffa ripiegata oppure zigzag) mi è parsa la misura più adatta per non precludermi nessuna delle due possibilità. Visto lo spessore del tessuto trapuntato, però, la prima opzione è stata quasi subito scartata.

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Dopo aver ritagliato grossolanamente le due toppe ho eseguito uno zigzag piuttosto largo a metà fra le due linee. L’uso della taglia-e-cuci sarebbe stato ovviamente preferibile … avendone una … ma mi sono arrangiata comunque, ottenendo questo risultato.

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A questo punto ho eliminato la stoffa in eccesso, ritagliando le  toppe a filo dello zigzag e le ho posizionate nel punto desiderato.

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Dopo averle fissate con degli spilli (o imbastite, se siete più comode), ho eseguito la cucitura finale.

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