Le mie cose sono troppe. Quale butti giù dalla torre? Nessuna.

Ma come faccio a farle tutte? Una alla volta.

7 agosto 2013

Lampade di merletto

La scelta delle lampade per il bagno non è stata proprio facile, non tanto perché non si avesse l’idea di come farle (la casa dalle persiane verdi è già ben delineata nella mia testa), quanto piuttosto perché non si riusciva a trovare il materiale adatto per realizzarle, spendendo poco, creandosi poco lavoro (ché già di cose cominciate ce ne sono anche troppe), ottenendo un risultato gradevole.

Ad un certo punto ho anche pensato di farmele da sola (le possibilità ci sono, soprattutto comprando online), ma ho tenuto duro, evitando di farmi prendere dall’entusiasmo per questo nuovo tipo di attività, perché – davvero – non posso fare tutto e mi devo anche porre dei limiti. Mi costa fatica, ma lo devo fare per ovvie ragioni di tempo. Prima o poi avrei trovato la soluzione.

Un giorno, vagando fra gli scaffali de La Maison du Monde, dove peraltro ero già passata più volte in cerca di soluzioni, ho trovato un lampadario bizzarro che aveva vagamente le sembianze di un pizzo. Certo le lampade delle case di campagna fatte con i pizzi veri, magari lavorati dalla nonna, sono un’altra cosa, ma non avendone a disposizione (mia nonna mi ha lasciato dei lavori all’uncinetto, ma non erano adattabili né per forma né per colore) mi sono dovuta accontentare.

Qui lo vedete già montato.

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Rimaneva però un altro problema da risolvere, quello per cui mi ero già tanto arrovellata, cioè abbinare al lampadario una piccola applique da mettere sopra lo specchio del bagno. Quel punto luce non era stato tolto nei lavori di ristrutturazione e, ormai, anche volendo, sarebbe stato troppo tardi visto che le piastrelle avevano già il loro bel buco per far passare i cavi.

Un’applique simile al lampadario non esisteva proprio, non era prevista; c’erano però dei cestini identici per trama e materiale, proposti – immagino – quali contenitori per oggetti di piccole dimensioni. Costavano una miseria, poco più di un caffè con cornetto. Ci ho pensato più o meno una frazione di secondo, perché mi è bastato prenderli in mano per avere l’idea. Vista la spesa ridicola si poteva tentare.

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Arrivata a casa, molto soddisfatta degli acquisti, ho invitato mio marito a mettere in funzione le rotelle … ci serve un braccetto per trasformare questo cestino in una lampada … chiaramente non doveva essere una cosa troppo moderna, doveva costare poco (perché l’obiettivo di arredare la casa spendendo il meno possibile è una specie di sfida, che ci permette di aguzzare l’ingegno), doveva essere carina. Inutile dire che nei negozi della mia città non c’era nulla che potesse vagamente rispondere a questi requisiti.

Si potrebbe riciclare quella lampada … No, l’idea all’inizio non mi piaceva proprio. Sarà che la suddetta faceva parte della galleria degli orrori gentilmente lasciata dai vecchi proprietari, sarà che proprio non riuscivo a cogliere il senso di recuperare una cosa tanto brutta, sarà che veramente non riuscivo a immaginarla. Eppure …

Vi mostro ora l’orrenda lampada nell’altrettanto orrenda collocazione originale, prima che il bagno fosse ristrutturato. Avete visto che bijoux?

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La parte peggiore era sicuramente quella in vetro. La riproduzione di una specie di fiore ad imitazione dei famosi vetri di Murano era veramente dozzinale, di qualità pessima, robusta certo, ma così brutta che era a rischio discarica. Lo stelo non era male, peccato che fosse bronzato e pure piuttosto rovinato, quindi non era sicuramente sfruttabile per il nuovo bagno. Proviamo a verniciarlo?

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Fase uno: smontaggio della lampada-fiore e contemporanea prova colore sulla base; abbiamo utilizzato una vernice grigia, visto che i colori del nuovo bagno sono bianco, panna e grigio; la prima mano di colore lascia ancora intravvedere il metallo bronzato.

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Fase due: eliminazione del fiore di vetro e sua sostituzione con il cestino, nel quale avevamo già praticato un foro per far passare i cavi. Il cestino rimane fissato grazie alla ghiera della lampadina.

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Non rimaneva che collocare la nuova applique sopra lo specchio. Non mi pare male, no?

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Questo post fa parte di questa interessante raccolta di Daniela.

decoriciclo

9 commenti:

  1. Ciao! Ho visto la tua creazione nella raccolta del Linky Party di Decoriciclo e mi è subito piaciuta! Complimenti per il risultato!! :)
    CreAttivamenteLulù

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    1. Grazie Lulù, benvenuta nell'armadio!
      Io devo ancora fare il giro dei partecipanti, ma spero di riuscirci in breve tempo!

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  2. Una genialata pazzesca ... mi piace tantissimo ... il tutto condito con la tua fantastica parlantina ... mi pare di sentirti mentre leggo ... splendida ... un abbraccio
    giusi

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    1. Ah, ah, ah ...... non sapevo di provocare questi effetti devastanti!

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  3. Ciao,ti ringrazio della visita,mi piace molto questa tua idea e il risultato è ottimo e davvero elegante! Complimenti per il tuo blog, tua nuova follower!
    A presto.
    Annarita

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  4. Senza parole... Mi sto innervosendo perché è tutto così curato, a me non verrà mai niente di simile! E menomale che era la seconda casa!!! :D

    Maira

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    1. Maddaiiiiiiiiiiii, Maira, solo un po' di impegno e ce la fai pure tu!!!
      Forza e coraggio, l'importante è cominciare!

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